marco damilano

"DAMILANO SCIORINA SPIEGONI AL CETO MEDIO RIFLESSIVO" - IL RITRATTO AL FIELE DI MARCO DAMILANO BY "IL GIORNALE": "UN CHIERICHETTO DEL PD CRESCIUTO A PANE, PCI, MORTADELLA (NEL SENSO DI PRODI) E ULIVO –  MADRE IRPINA, PADRE PIEMONTESE, E' DI CASA NELLA SINISTRA ROMANA DI LOTTA E DI PALAZZO..." QUANDO D’ALEMA LO DEMOLI’ A "PIAZZAPULTIA": “DAMILANO, LEI E’ UNO STUPIDO. UN CONSERVATORE DI LEGGENDE DEL PASSATO” –  VIDEO! 

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

marco damilano foto di bacco

Irpino, di indole cupa e triste, da parte di madre; piemontese, fake-news e cortese, da parte di padre; Marco Damilano, romano di nascita e figlioccio di Prodi, vive metà giornata in Parlamento e l'altra metà in televisione, sia Rai sia La7, in nome del pluralismo contrattuale, frequenta tutti i salotti e le terrazze quirite ed è di casa nella sinistra romana di lotta, di Palazzo e di governo.

 

Nato alla Balduina, quattrocento metri in linea d'aria da via Fani, di famiglia morotea, figlio di una insegnante (ecco l'aria da nato imparato) e di un giornalista Rai (può capitare...), svezzato a congressi e campagne elettorali dove i campioni erano Berlinguer e De Mita, cresciuto a pane, Pci, mortadella e Ulivo; una vita per il centrosinistra, dove il centro è sempre troppo a destra e la sinistra troppo poco a sinistra, chierichetto di quel cattolicesimo democratico che ebbe il proprio Papa in Pietro Scoppola, modi preteschi e tratto ecumenico, confondendo la predica con lo spiegone, Damilano a Roma, andata senza mai fare ritorno, resta da comunista bianco l'alfiere più sincero della sinistra-sinistra di Propaganda e di intelletto, pronto a ogni sacrificio per il Partito: toccò a lui scrivere la biografia ufficiale di Walter Veltroni che, credendo alle favole, intitolò Il piccolo principe.

 

Pacato, educato, studiato, non ambizioso, né competitivo, capace di slanci di affetto, dicono gli amici, epperò - la tavolata è quella ideologico sino al fideismo. Amatriciana, abbacchio alla scottadito e carciofi alla Giudìa.

marco damilano

 

Romano, romanista e romanesco appena corretto dall'inflessione di via Teulada il tono è un mix di Zerocalcare, Christian Raimo e Zoro, ve meritate il Pojana e Elodie Di Patrizi - Marco Damilano vive per la politica, il giornalismo e la televisione, in ordine inverso di preferenza. La terza è un divertissement ex cathedra, il secondo un mandato apostolico, la prima una passione inestinguibile da quando, quattordicenne, il padre lo iniziava ai riti dei congressi Dc e diciassettenne seguì in stato di trance l'elevazione di Cossiga al Colle.

 

marco damilano foto di bacco

Scuole private obtorto collo, liceo classico alla prestigiosa Scuola Pontificia Pio IX, l'unico ad arrivare in classe con i giornali sotto il braccio e poi gli è rimato sempre il debole per la mazzetta, compagno di banco del futuro politologo Giovanni Orsina, associazione giovani cattolici della «Rosa Bianca», laurea in Storia contemporanea a Scienze politiche della Sapienza (con tesi su televisione e politica, e a qualcosa gli sarà servita...), voto, ex voto e il mito di Giampaolo Pansa (il primo Giampaolo Pansa...), debutto nel sacro mondo dell'informazione anno Dini 1995 al settimanale dell'Azione cattolica Segno 7, poi Diario e dal 2001 all'Espresso: prima come cronista politico, e quindi direttore. Lo è stato dall'ottobre 2017, quando il giornale vendeva 200mila copie cartacee, al marzo 2022, quando era sotto le 90mila.

andrea salerno marco damilano diego bianchi zoro

 

Mah... Forse quelle copertine con l'uomo incinto e i pipponi sulla «diversità come ricchezza» non erano una grande idea... E comunque ormai era tempo di dimissioni, in polemica con la proprietà per via della vendita del settimanale a Danilo Iervolino. Passare dagli Agnelli al patron della Salernitana era troppo anche per uno come lui che crede nell'uguaglianza sociale.

 

fausto bertinotti marco damilano foto di bacco

Poco socievole, ancora meno social (su Twitter ha 60mila follower ma segue solo 8 account: Makkox-Marco Dambrosio, il megadirettore La7 Andrea Salerno, Diego Bianchi, il New York Times, la Casa Bianca, Michelle e Barack Obama... e #sticazzi, no?), non sposato, niente figli, variamente fidanzato, dress code stazzonato (camicia, maglioncino e giacca, la cravatta la mette solo il giorno dell'insediamento delle nuove Camere, e se c'è un premier Pd), il massimo della mondanità un tavolino al baretto Caffè Olimpia, a un cappuccio di distanza da piazza del Parlamento, workaholic ma semi astemio, la Tribuna politica come religione gli onorevoli agognano di poterlo salutare e lui, consapevole di ciò, ricambia come se li degnasse di una laurea - e il Transatlantico come via crucis, ma confortato dalle discepolesse: le Veroniche si chiamano Alessandra Sardoni, ex Videomusic, e Susanna Turco, ex Unità, che s' abbeverano alla sua Scienza del governo.

 

paolo guzzanti marco damilano foto di bacco

E per il resto, ha sempre vissuto la tv come la democrazia.

Non lo entusiasma, ma la accetta come necessaria. Ospite fisso della trasmissione Gazebo, chez Rai 3, poi Propaganda Live, quindi tutti i La7 peccati capitali: Omnibus, Tagadà, Dimartedì, In Onda, Piazzapulita, Otto e mezzo, le Maratona Mentana, fiato corto e lingua felpata...

 

Domanda: è vero che Urbano Cairo l'anno prossimo compra i diritti del Festival di Sanremo e lo fa condurre a Damilano e Lilli Gruber?

In bilico fra il giornalismo show e la politica dei selfie, Damilano è il Castore della Polluce per eccellenza del Pd narrato via La7, ovvero Alessandra Sardoni.

marco damilano a linea notte

 

Tanto lei vigila sulle sorti della Repubblica reggendo il microfono a Enrico Mentana, quanto lui sciorina spiegoni nel bar-studio di Propaganda Live dove il ceto medio riflessivo d'area romana alza ogni anno l'asticella dell'ortodossia. Loro arrivano sempre prima sul fronte dell'impegno sociale.

 

Se oggi la correttezza ideologica impone il razionamento delle docce loro, con Damilano esteticamente stropicciato, non se le fanno neanche. Se l'input demo-ecologista è andate in bicicletta, Damilano che non ha la patente va a piedi. O in taxi, alla faccia della liberalizzazione del settore.

 

marco damilano foto di bacco

Settario, democratico ma nel senso di Partito, stopper più che libero o liberale (gioca a calcetto, e in campo è come in tv: la tecnica è quella che è, ma basta picchiare l'avversario sulle caviglie), Marco Damilano finita la stagione dell'Espresso ha subito trovato, come tutti i direttori che dopo aver affossato il proprio giornale vengono promossi a più alti incarichi, un'immediata ricollocazione professionale.

 

E in nome della regola aurea secondo cui a condurre le nuove trasmissioni d'informazione si chiamano giornalisti «di fiducia» (sinonimi: «di sinistra»), e opportunamente sprovvisti della matricola Rai, Damilano ha vinto la nuova striscia in access prime time sul Raitre - durata: 10 minuti; titolo: La torre e il cavallo; compenso: entro il massimale di 240mila euro l'anno, «Ah: grazie Carlo Fuortes per il rinforzino» - dando scacco matto alle regole interne, alla deontologia professionale e ai giornalisti già a libro paga Rai.

marco damilano

 

E sul fronte del contratto, diciamo che la questione poteva essere gestita meglio.

Comunque, la trasmissione doveva debuttare a settembre ma vista l'emergenza di una feroce campagna elettorale anti-Destra, è stata anticipata al 22 agosto.

 

Visti i tempi stretti, sembra che lo studio da cui trasmettere non sia ancora pronto. Forse Damilano comincerà conducendo dalla strada. Che, di per sé, ha qualcosa di evangelico, oltre che giornalistico. «Io sono la via, la verità e la vita». La sinistra cattolica - tutta Ztl, DdlZan e Bella ciao, «Ciao bello, come stai?» - ripartirà da qui. Dai marciapiedi.

marco damilano foto di bacco

 

Intanto Marco Damilano per non farsi sfuggire neppure uno spazio ha iniziato a scrivere su Domani, debuttando ça va sans dire, che in romanesco si dice Me cojoni! con l'ennesimo articolo su Mattarella, ultimo eroe moderno e supremo argine contro le destre. Come dicono quelli usciti da Sciences Po: «Aridatece er contesto». Ma a volte basta un nostalgico Dc.

damilano d'amicoDAMILANONICOLA GRATTERI - MARCO DAMILANO - DIMARTEDI 1marco damilano enrico mentanamarco damilano roberto d agostino paolo cirino pomicino foto di baccomarco damilanomarco damilanomarco damilano presenta la nuova grafica de l espresso (1)marco damilano ignazio la russa

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....