“HO DETTO CHE QUELLO CHE UN RAMO DEL PARLAMENTO DECIDE PUÒ ESSERE CAMBIATO DALL'ALTRO. SE A QUALCUNO NON PIACE, RIFORMULI LA COSTITUZIONE" – LA RUSSA ACCOGLIE IRONICAMENTE COME "BUONA NOTIZIA" LE CRITICHE ARRIVATE DALL’OPPOSIZIONE ALLE SUE DICHIARAZIONI SULLA POSSIBILITÀ CHE IL VOTO AL SENATO RIMEDI AL PASTROCCHIO DELLA MAGGIORANZA ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE: “HO DATO UNA LETTURA DI QUELLE CHE SONO LE REGOLE DEMOCRATICHE. A PALAZZO MADAMA NON C’E’ IL VOTO SEGRETO. LEGGERE BENE PRIMA DI PARLARE È UN BELL'ESERCIZIO CHE CONSIGLIO ANCHE A BOCCIA. IO POSSO PARLARE, NON HO DOVERI DA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA"
La Russa: “Al Senato non ci si nasconde dietro un dito”
“Io ho dato una lettura di quelle che sono le regole democratiche". Ignazio La Russa torna ancora sull’incidente per governo e maggioranza ieri alla Camera sulla legge elettorale, sulle sue parole sul prosieguo dell'iter al Senato.
"Poi farlo, non farlo, la riflessione che ci vuole...",riprende il presidente del Senato che riconosce "il fatto politico" e rivendica di essere intervenuto ieri con una "brevissima dichiarazione, all'uscita di un ristorante, non è che è un testo sacro...".
"Meloni - riprende, sempre a margine della proiezione a Palazzo Giustiniani del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese' - ha sotto controllo la situazione e può decidere la riflessione in che maniera farla ma dal punto di vista della legge e della Costituzione ho semplicemente ricordato - ribadisce - che quello che un ramo del Parlamento decide può essere modificato, cambiato, dall'altro lato. Non piace? Forse non piace a chi non vuole le preferenze, a chi le vuole non lo so. Decidono loro ma sicuramente leggere bene prima di parlare è un bell'esercizio che consiglio anche a Boccia".
Il presidente del Senato Ignazio La Russa 6
Su un punto La Russa torna, quello in cui specifica che sull'argomento al centro della contesa, la riforma elettorale, "il Regolamento del Senato non prevede voto segreto. Significa che ciascuno ci deve mettere la faccia in quello che vota. Lo prevede in altri ma in questo caso il Senato non prevede il voto segreto, il che comporta - sintetizza La Russa - che nessuno può nascondersi dietro il dito".
La Russa: “Posso parlare. Non ho doveri da presidente della Repubblica”
Accoglie ironicamente come "una buona notizia" le critiche arrivate per la sua osservazione di ieri sulla possibilità che il voto al Senato rimedi di fatto allo scivolone della maggioranza alla Camera sulla legge elettorale, osserva che gli esponenti dell'opposizione "non sanno leggere, evidentemente" e manda a dire al capogruppo Pd a Palazzo Madama, Francesco Boccia, "strano, perché poi è una persona intelligente, e io ho detto con chiarezza che tutta questa vicenda che ha un significato politico rilevante, che non tocca a me in questo momento, perlomeno, valutare".
Il presidente del Senato ignazio La Russa 4
Qui Ignazio La Russa allarga il discorso e, sempre rispondendo alle domande dei giornalisti a Palazzo Giustiniani, a margine della proiezione del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese', rivendica che una questione come la maggioranza battuta sulla riforma della legge elettorale "posso valutarla perché devono smettere di considerare il presidente del Senato come se fosse con gli stessi doveri del presidente della Repubblica".
"Lo sono - puntualizza La Russa - solo nell'esercizio delle mie funzioni, ma in questo caso ho parlato da presidente del Senato e ho detto che ricordo che in un sistema bicamerale quello che viene votato in un ramo del Parlamento può essere cambiato in un altro ramo del Parlamento. C'è qualcosa che non piace in questo, evidentemente. Me lo spieghino".
La Russa: “Il fatto politico c'è ma si esagera su un emendamento”
Ignazio La Russa e Giorgia Meloni
“Il fatto politico rimane, e io ho detto che fa bene Meloni a considerare motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo, ma mi pare che si stia facendo una esagerazione su un voto a un emendamento, non a un provvedimento, non a un voto di fiducia, ma neanche a una legge, a un emendamento dicevo, non firmato nemmeno da tutta la maggioranza".
Ignazio La Russa torna così, sollecitato dai cronisti a Palazzo Giustiniani, a margine della proiezione del documentario '1969-1980.
Dagli anni di piombo alla rivolta borghese', a cura di Bruno Vespa, sul caso di ieri alla Camera sulla legge elettorale. "Ho detto, ricordo, da presidente del Senato, che quello che è un ramo del Parlamento decide può essere cambiato dall'altro ramo del Parlamento. Se a qualcuno non piace, riformuli la Costituzione", aggiunge il presidente del Senato.


