donald trump cuba castro

RUSSI O AMERICANI: IL CETRIOLONE FINISCE SEMPRE NEL SEDERE DEI CUBANI - DOMENICO QUIRICO: "SONO DISPERATAMENTE SOLI. NULLA PIÙ LI UNISCE AL CASTRISMO SE NON LA REPRESSIONE. SONO DIVENTATI FIGLI DEL NULLA IN QUESTO DISORDINE MONDIALE" - "TRUMP, BIGOTTO DELLA RELIGIONE DELLE PALANCHE, DIETRO LE SOLITE MOINE SUL PORTARE LA LIBERTÀ AI CUBA, VUOLE LA CANCELLAZIONE DEL SISTEMA ECONOMICO DELL'EPOCA DI FIDEL" - IL PROGETTO "CASINÒ E PUTTANE" BY TRUMP: "UNA NUOVA GESTIONE MADE IN USA FAREBBE IL TUTTO ESAURITO DI MILIARDARI. CUBA DEVE DIVENTARE INVECE UN GRANDE AFFARE A STELLE E STRISCE..." - DOPO LA CADUTA DI MADURO, L'ISOLA È ATTANAGLIATA DA UNA GRAVE CRISI ENERGETICA, DATO CHE IL PETROLIO VENEZUELANO NON È PIÙ DISPONIBILE...

Estratto dell'articolo di Domenico Quirico per “la Stampa”

 

donald trump

Cayo Falcones: forse è la nuova baia dei Porci della futurologia trumpiana. O forse è soltanto un fattaccio nel traffico di fuggiaschi dall'isola disseccata dalla miseria e dall'embargo che si svolge con la Florida. Ma forse fornirà la scintilla per chiudere, dopo settanta anni, la partita con Cuba e far pulizia in un molesto angolino del cortile di casa, dei tropici americani.

 

A parte una illanguidita parentesi ai tempi di Obama, per altro un'altra delle sue mossette bigie, scenografie parolaie, chiacchiere velleitarie, Washington non ha mai rinunciato a restaurare il dominio totale sull'isola, un osso in gola sia sul piano simbolico e che geostrategico: blocco nel 1960, aggressione militare nel 1961, tentativi di assassinio dei leader (i sigari al cianuro stile Kgb…), leggi extraterritoriali per rafforzare l'embargo, sanzioni sempre più violente nei due mandati di Trump. Cuba è stata messa in vendita. Deve cadere come un frutto marcio sul suolo della Storia.

 

cubans for trump 1

Tra qualche giorno, chissà, la Casa Bianca metterà in circolo immagini virtuali come quelle di Gaza per i devoti – sono tanti! – della religione del "Vello d'oro": Trump e Rubio, segretario di Stato e figlio di emigrati cubani (non di esuli) a pancia all'aria sul Malecòn con sfondo di meravigliosi alberghi, night e bordelli di lusso: citazione dei tempi d'oro dei casinò e delle puttane, l'era di Fulgencio Batista, dittatorello caraibico spazzato via dalla revolución de los barbudos e della sierra maestra con gran dispetto americano.

 

TRUMP E CUBA

Il modello da replicare con l'intelligenza artificiale c'è già: la Torre K, hotel di lusso di 42 piani nel centro de L'Avana proprietà delle forze armate, rivoluzionarie ma engagé nei traffici. Una nuova gestione made in Usa farebbe il tutto esaurito di miliardari. Perché no? Rubio il nuovo Batista... Trump non ha forse condiviso un messaggio su Truth in cui era scritto: «Rubio presidente di Cuba»?

 

Trump, bigotto della religione delle palanche, dietro le solite moine sul portare la libertà ai cubani (che lui sta relegando alla fame) vuole la cancellazione del sistema economico dell'epoca di Fidel che la mafia castrista, sopravvissuta al Líder Máximo, cerca di aggiornare ma alla cinese: continuando cioè a controllare rigidamente la società.

 

DONALD TRUMP CUBA CASTRO

Cuba deve diventare invece un grande affare a stelle e strisce... Come a Caracas questo è il cambio di regime: se saranno obbedienti soci di minoranza anche "i comunisti" possono restare nel consiglio di amministrazione. E se fosse una tentazione anche con i sanguinari ayatollah petroliferi di Teheran?

 

Miliardi e tirannie, vecchi complici da sostituire con altri più efficienti: l'ordine coloniale americano ha forme sociali economiche giuridiche immutabili, modellato come un immenso artefatto destinato a durare e non a trasformarsi. Trump ne è una figurina, megalomane ma temporanea.

 

cubani per trump

[...] Negli anni Sessanta furono gli americani a offrire all'Unione Sovietica una sponda nel Nuovo Mondo, un vero intervento della Nemesi. La politica ostile di Washington gettò l'allievo modello dei gesuiti, Fidel Castro, nelle braccia di Mosca. Come un dono caduto dal cielo della Storia, dove ahimè non regna la dialettica ma la casualità, i russi ricevettero una base politica e militare in America. Per l'ennesima volta l'America Latina fu trasformata per volontà di altri in un campo di battaglia delle grandi potenze. Spalancando una eresia nella dottrina di Monroe.

 

CRISI ENERGETICA A CUBA

Nuovi brividi atomici? Difficile che oggi Putin voglia correre i rischi di Kruscev per difendere i cari alleati de L'Avana, già traditi da Gorbaciov. Nella ambigua partita che sta giocando con Trump il leader russo sembra disposto a sacrificare molti pedoni della sua scacchiera: Bashar al-Assad, Nicolás Maduro, forse perfino Ali Khamenei... Impotenza dovuto al pantano ucraino?

 

Forse si è accorto che i trionfi di Trump sono di latta, fanfaronate che si spengono rapidamente. Il presidente americano vive di recite in continua mutazione ma in quanto scenari di cartapesta senza futuro, facili da smontare per essere allestiti poche ore dopo su un'altra piazza.

 

CRISI ENERGETICA A CUBA

In regime nichilista le inverosimiglianze non hanno alcuna importanza, la finzione racconta meglio la realtà della realtà stessa. La cosiddetta repubblica imperiale americana ha superato il suo zenit nel 1989 e ha iniziato la fase discendente. Ma è processo lento, la Spagna impiegò un secolo. Non si vede però un nuovo astro storico; certo non la Russia di Putin mai uscita dalla normalità della pietrificazione.

 

I cubani sono disperatamente soli. Nulla più li unisce al castrismo se non la repressione e la forza di inerzia, sono diventati figli del nulla in questo disordine mondiale. Le parole che un tempo erano grido di guerra, sfida, affermazione, sparo indirizzato contro il nemico, esplosione nell'aria, rivoluzione, libertà, anti-imperialismo (sì, sento già ridere...) sono entità immaginarie, ambiguità senza più magia, fantasmi, bugie. L'unica realtà è la libreta, la tessera che non basta più per comprare il pane quotidiano, triste simbolo dei regimi falliti. [...]

CARENZA DI CARBURANTE A CUBACARENZA DI CARBURANTE A CUBA

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