luigi di maio giuseppe conte vladimir putin

“RUSSIA E CINA VOGLIONO DESTABILIZZARE L’OCCIDENTE” – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO STOLTENBERG STRAPPA LA MASCHERINA A CONTE E DI MAIO: “GLI ALLEATI DOVREBBERO EVITARE INVESTIMENTI STRANIERI CHE POSSANO COMPROMETTERE LA RISERVATEZZA DELLE NOSTRE COMUNICAZIONI. ATTORI CINESI E RUSSI HANNO DIFFUSO UNA MASSA DI DISINFORMAZIONE E PROPAGANDA” – INTANTO I VENTILATORI CHE ERANO STATI DONATI ALL’ITALIA HANNO UCCISO 6 PERSONE IN RUSSIA - VIDEO

1 – PER STOLTENBERG, CINA E RUSSIA VOGLIONO DESTABILIZZARE L'OCCIDENTE

Da www.agi.it

 

Jens Stoltenberg

"Con il coronavirus Russia e Cina vogliono destabilizzare l'Occidente". Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un'intervista a La Repubblica. "Attori governativi e non governativi cinesi e russi hanno diffuso una massa di disinformazione e propaganda per distorcere la verità" e che "gli alleati dovrebbero evitare investimenti stranieri che possano compromettere la riservatezza della nostre comunicazioni".

 

luigi di maio xi jinping

Perché quel che arriva da Cina e Russia, spiega il segretario Nato, è parte "di una campagna organizzata e molto complessa spalmata su varie piattaforme e tradotta in diverse lingue" di tipo destabilizzante. Poi Stoltenberg riflette: "Abbiamo visto la Cina emergere dal punto di vista economico, tecnologico e militare così come dobbiamo esaminare le implicazioni dell'influenza cinese per la nostra sicurezza" ed e' pertanto "evidente che il bilanciamento globale del potere sta cambiando".

 

gli aiuti russi all'italia

"La Nato - conclude - ne comprende le conseguenze e si evolve costantemente. Vogliamo una relazione costruttiva con la Cina e continueremo a promuovere i nostri valori nel dialogo con Pechino", assicura il segretario generale della Alleanza.

 

2 – CORONAVIRUS, I VENTILATORI DONATI DA PUTIN ALL’ITALIA IN RUSSIA HANNO UCCISO 6 PERSONE

giuseppe conte vladimir putin

Francesco Battistini per www.corriere.it

 

Una fiammata, una morte orribile. Il primo caso a Mosca, la sera di sabato scorso: un malato di Covid-19 è attaccato a un ventilatore polmonare nell’ospedale Spasokukotsky, quando all’improvviso l’apparecchio inizia a surriscaldarsi. S’incendia. Lo uccide. La notizia non viene troppo diffusa, per non creare allarme e perché si pensa che il difetto d’una macchina, una soltanto, possa starci.

 

luigi di maio xi jinping

Ma lunedì la tragedia si ripete alle 6,23 del mattino, nella terapia intensiva della clinica San Giorgio di San Pietroburgo. E stavolta c’è poco da coprire: cinque ricoverati di coronavirus sono intubati coi ventilatori ed ecco, di nuovo, la terribile fiammata. Bruciano vivi. Tutti nello stesso momento. Fumo, urla, panico.

gli aiuti russi all'italia 1

 

luigi di maio pratica di mare

Arrivano i vigili del fuoco, si portano in salvo una quindicina di pazienti del blocco rianimazione. Il reparto, 150 fra medici e infermieri, viene immediatamente evacuato. Ma com’è stato possibile? «Colpa d’un corto circuito», abbozza la prima versione ufficiale. Le analogie con l’incidente di Mosca, però, sono troppe. E bastano poche ore perché un funzionario del governo, Aleksej Anikin, si presenti ai giornalisti e ammetta: «La causa dell’incidente potrebbe essere il surriscaldamento degli apparati di ventilazione polmonari Aventa-M».

 

luigi di maio xi jinpingmilitari russi a orio al serio 2

Proprio quelli: i respiratori artificiali che Vladimir Putin in marzo, con una telefonata al premier Giuseppe Conte, decise di mandare agli ospedali da campo di Bergamo e di Milano. Le 150 apparecchiature che hanno aiutato la Lombardia a superare la prima emergenza e che, ancora oggi, sono installate o semplicemente stoccate per i pochi pazienti rimasti.

 

Aventa-M URAL upzMILITARI RUSSI IN ITALIA PER IL CORONAVIRUS

La faccenda è grave e imbarazzante. Secondo le agenzie Tass e Interfax, lunedì sera il Servizio federale di sorveglianza sanitaria (Roszdravnador) ha sospeso subito e in tutto il Paese l’uso dei ventilatori Aventa-M. Questi respiratori escono dagli stabilimenti d’un unico produttore che ha sede negli Urali, la Uralskij Priborostroitelnyi Zavod, ed è controllata dal colosso pubblico Rostec. Stando ad alcune fonti, i sospetti riguarderebbero solo gli apparecchi Aventa-M costruiti in aprile. Ma il timore è che ci sia un difetto di fabbricazione, «stiamo effettuando i controlli sulla sicurezza di tutti i dispositivi in dotazione a Mosca e a San Pietroburgo», ed è per questo che il governo russo non escluderebbe di far ritirare tutti i modelli in circolazione. Avvertendo magari i Paesi, come l’Italia, che hanno ricevuto in dono gli Aventa-M e che grazie a questi apparecchi sono riusciti a fronteggiare la scarsità di respiratori nelle terapie intensive: al momento, nessuna comunicazione risulta che sia stata inviata alle autorità sanitarie in Lombardia.

Aventa-M URAL upz

 

militari russi a orio al serio 3

A Bergamo, nella struttura da campo del Papa Giovanni XXIII, i 29 Aventa-M arrivati dalla Russia sono stati utilizzati fino alla settimana scorsa. Nell’ospedale costruito alla Fiera di Milanoci sono al momento solo tre pazienti attaccati ai ventilatori: «Ma quelli russi non li stiamo usando — spiega un medico —, ci bastano gli altri che avevamo già».

 

Jens Stoltenberg

Bianchi e blu, le istruzioni in cirillico. Trasportati con gran clamore e con diciassette cargo atterrati a Milano, a Verona e a Bergamo. Montati alle pareti degli ospedali da campo italiani dagli Alpini e dai militari dell’Armata rossa, le telecamere a riprendere l’evento. «Testati e collaudati prima che entrassero in funzione 24 ore al giorno», spiegano fonti sanitarie della Regione Lombardia. «Apparecchiature che si sono rivelate finora d’altissimo livello», garantisce un rianimatore bergamasco.

 

PUTIN CONTE 1

I 150 Aventa-M inviati all’Italia, assieme a un centinaio di medici, infermieri ed «esperti in disinfezione» russi, sono stati una grande operazione d’immagine (e un’occasione di critiche e di polemiche, con tanto di minacce ai giornalisti «russofobi») per Mosca. Una donazione, uno scambio di favori, un acquisto?

vladimir putin giuseppe conte 1LUIGI DI MAIO CON MASCHERINA

 

Il premier Conte aveva difeso la trattativa, condotta in prima persona: sarebbe «una grande offesa per il sottoscritto e per il presidente Putin», era stata la sua risposta a metà marzo, il solo pensare a «condizioni» dietro questo «segno d’amicizia».

 

Nelle scorse settimane i ventilatori sono stati spediti anche negli Stati Uniti, a pagamento, ma gli ospedali americani non li hanno mai usati e ora li stanno rispedendo al mittente, con la scusa ufficiale che «il voltaggio non era compatibile con quello utilizzato negli Usa».

luigi di maio xi jinping

 

Che farà l’Italia, adesso? Il console russo a Milano, Alexander Nurizade, non aveva escluso «l’arrivo in Lombardia di nuovi aerei» se ce ne fosse stato ancora bisogno. Un gesto di solidarietà: «Se la casa del vicino va a fuoco — aveva spiegato —, non devo andare a dormire, ma devo correre in suo soccorso». Parole generose. Con quella metafora sul fuoco che oggi, forse, non ripeterebbe.

giuseppe conte in russiail generale kikot insieme a militari russi e italianiMEDICI MILITARI RUSSI IN ITALIAmezzi militari russi nelle strade italiane 2LUIGI DI MAIO SCARICA MASCHERINEmilitari russimilitari russigiuseppe conte in russia 3

 

militari russi a orio al serio 12

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...