battiston bussetti

SILURI SPAZIALI NEL GOVERNO! - IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE BUSSETTI FA FUORI ROBERTO BATTISTON, PRESIDENTE DELL'AGENZIA SPAZIALE. CHE TWITTA PICCATO: ''A SORPRESA MI HA COMUNICATO LA REVOCA IMMEDIATA. È IL PRIMO SPOIL SYSTEM…'' - IL VICEMINISTRO FIORAMONTI (M5S) SI LAMENTA: ''ANCHE IO HO APPRESO DAI SOCIAL LA NOTIZIA'' - MA LA POLTRONA TRABALLAVA: LUI CONFERMATO DA GENTILONI DIMISSIONARIO, GIÀ ESCLUSO DAL COMITATO SULLO SPAZIO (PIÙ CHIARO DI COSÌ…)

 

 

Lorenzo Fioramonti

@lofioramonti

ha ritwittato Roberto Battiston

 

Ho appreso anche io questa notizia dai social network stamattina. Non sarebbe male se decisioni che attengono allo sviluppo ed alla leadership del sistema di ricerca in Italia si condividessero anche con il Vice Ministro, visto che si è occupato di ricerca scientifica per anni

 

 

Roberto Battiston

‏@Rb_Bat

 

roberto battiston, luca parnitano, arturo artom

Oggi  il Ministro Bussetti con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dell’incarico di Presidente Asi. È il primo spoil system di Ente di Ricerca. Grazie alle migliaia dii persone con cui ho condiviso quattro anni fantastici di spazio Italiano. Roberto Battiston

 

 

LEONARDO-FINMECCANICA, ASI E CIRA. ECCO TUTTI I BOLLORI SPAZIALI

Michele Arnese e Lorenzo Bernardi per www.startmag.it del 29 ottobre 2019

 

 

La relazione della Corte dei Conti sul Cira controllato dall’Asi e da Leonardo-Finmeccanica. Le fibrillazioni nella maggioranza di governo sull’Agenzia spaziale presieduta da Battiston e l’arrivo al Miur di Valditara. Tutte le ultime notizie e indiscrezioni sul settore spaziale

 

Non c’è pace per lo Spazio italiano. La Corte dei Conti punta il dito sul Cira, il Centro Italiano Ricerca Aerospaziale. Il 18 settembre scorso la sezione del controllo sugli enti della magistratura contabile ha redatto una determina nella quale si analizza lo stato di salute del Cira, società a partecipazione prevalentemente pubblica che si occupa di ricerca nelle discipline aeronautiche e spaziali e ha sede vicino a Caserta. Il quadro che ne emerge non è tranquillizzante, anzi. I magistrati contabili evidenziano, oltre ad elevati costi imputabili in buona parte a un considerevole monte stipendi del personale e del management, un equilibrio finanziario precario che poggia su previsioni incerte, oltre che una troppo scarsa incidenza dei soci pubblici nei processi decisionali del Centro.

luca parmitano, roberto battiston, fabio grimaldi, paola zini

 

I SOCI

 

Le quote del Cira sono detenute in particolare dall’Asi (Agenzia Spaziale Italiana, socio di maggioranza relativa con il 47%, presieduta da Roberto Battiston) e da Leonardo (ex Finmeccanica) con il 12%. Il Cira Possiede infrastrutture di ricerca come impianti di prova e laboratori, che vengono utilizzati da enti e industrie italiane e straniere. Si occupa dello studio di velivoli aeronautici e spaziali e di tecnologia ad essi legati e dà lavoro, si legge sul suo sito, a 370 persone (in realtà, dalla relazione della Corte dei Conti, sarebbero 365).

 

IL RUOLO DEI SOCI PUBBLICI

 

ROBERTO BATTISTON

Il ruolo dei soci nelle scelte aziendali del Centro è oggetto di critica da parte della Corte dei Conti. In particolare i magistrati sottolineano che la nomina della componente pubblica del nuovo cda, avvenuta nel 2017, sia stata di fatto ed esclusivo appannaggio dell’Asi, dal momento che Cnr e Asi Caserta non hanno partecipato alla seduta nella quale le nomine sono state decise. Lo stesso discorso vale per l’approvazione del bilancio 2017 e per il piano triennale 2018-2020.

 

Il disimpegno dei soci pubblici non è un problema da poco perché, dal momento che il Cira è beneficiario di finanziamenti pubblici diretti, la Corte sottolinea che il controllo dei soci pubblici è fondamentale.

Sempre a proposito di nomine, sotto la lente dei magistrati finisce la designazione nel cda, da parte dell’Asi, di “un imprenditore nel settore aerospaziale”, proprio in luogo dei membri non espressi dal Cnr. Per il Fatto Quotidiano il riferimento è all’ex astronauta Maurizio Cheli e all’azienda Digisky. In proposito la Corte si limita a evidenziare come nel cda la componente imprenditoriale abbia soppiantato quella di istituzioni accademiche “nonostante la ricerca costituisca la vocazione istituzionale del Cira”.

 

GLI STIPENDI DEL MANAGEMENT

 

La Corte mette l’accento anche sugli stipendi del management. In particolare quello del direttore generale, che ammonta a 170mila euro lordi l’anno (più alto di quello del predecessore) più benefit per 24mila euro. L’ex direttore, inoltre, continua a percepire 160mila euro l’anno “in forza di un accordo stipulato nel 2014”.

BUSSETTI

 

Poi c’è la gestione economica. L’esercizio 2016 si è chiuso in perdita di 7,2 milioni, in calo di 8,4 milioni rispetto all’anno precedente in seguito alla rivalutazione dei crediti. Sul fronte del”le entrate, la fonte principale del Cira sono i finanziamenti ministeriali, che nel 2018 ammontano a 21,6 milioni, anche questi in calo rispetto al passato. Una flessione che negli anni precedenti era stata molto brusca (78% in meno dal 2015 al 2016) e che “rende improcrastinabile la necessità di una politica aziendale tesa a valorizzare la ricerca di finanziamenti diversi.

 

LA GESTIONE DEL CENTRO

 

Critiche anche sul funzionamento operativo del Centro (oggi presieduto da Paolo Annunziato), che malgrado abbia 365 dipendenti, conta solo 11 operai non specializzati e dunque esternalizza da anni la manutenzione dei propri impianti, circostanza che, per la Corte (la quale solleva dubbi sulla legittimità” di tale esternalizzazione) fa “soggiacere la società a una totale dipendenza operativa e funzionale da affidatari esterni relativamente alle proprie attività essenziali”.

 

Non solo, i magistrati proseguono: “Stanti i ritardi e gli errori materiali che hanno caratterizzato le procedure di affidamento dei più importanti appalti del Cira, si ribadisce la necessità di istituire procedure che assicurino una pronta ed efficace attivazione delle pratiche di affidamento nel rispetto della disciplina di legge e sulla base di corrette stime, al fine di salvaguardare il Cira da forme non trasparenti di affidamenti diretti”. Sotto accusa anche la pratica di erogare i premi al personale in anticipo rispetto alla definizione degli obiettivi, una pratica che la Corte diplomaticamente definisce “non in linea con la prassi”.

 

MARCO BUSSETTI

La strigliata della Corte si chiude con un richiamo elle previsioni per il futuro, in particolare per quanto riguarda il ripianamento delle perdite, su cui i magistrati evidenziano una certa incertezza.

 

IL CASO DEL CDA ASI SCADUTO

Continua lo stallo in casa di Asi: solo un componente del cda (scaduto il 21 luglio) è stato rimpiazzato. Agli inizi di settembre il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato sul Blog delle Stelle:  “Come ministro dello Sviluppo Economico ho proposto a Maurizio Cheli, astronauta, aviatore e imprenditore, di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’ente governativo che ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana. Lui ha accettato e diventerà il primo astronauta a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Asi”, ha scritto il capo del Movimento 5 Stelle.

 

Gli altri ministeri (Difesa, Esteri, Istruzione e Mef) che devono indicare i rappresentanti nel cda di Asi non hanno ancora deciso. Perché? Fonti di settore dicono: attendono la decisione della maggioranza sui vertici dell’Agenzia.

 

COMMISSARIAMENTO PER ASI?

Commissariarla oppure no? Sarebbe questa la domanda alla quale Movimento 5 Stelle e Lega non hanno ancora risposto. C’è chi nei due partiti vuole accelerare, tanto che ci vocifera di interrogazioni parlamentari pepate in cantiere su Roberto Battiston, presidente di Asi.

 

bussetti

E’ nota in ambienti militari e civili, comunque, la stima che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nutre per Battiston.

 

Non sono lesinati da tempo, invece, gli sbuffi all’interno della maggioranza penta-leghista su Battiston, confermato al vertice dell’Asi in extremis dal governo Gentiloni.

 

IL CASO BATTISTON E IL RUOLO DELLA LEGA

Battiston è stato escluso dal neonato Comitato interministeriale per le politiche dello spazio e dell’aerospazio. Un siluro di M5S e Lega contro Battiston, ha criticato il Pd.

 

La partita Spazio è nelle mani in particolare della Lega. Il politico di governo centrale per il settore è infatti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega), che ha la delega alle politiche spaziali e aerospaziali.

 

Giorgetti nei giorni scorsi ha annunciato che il regolamento interno del Comitato interministeriale è stato approvato il 6 settembre. Il Comitato è una sorta di regia istituzionale del settore prevista dalla legge n. 7/2018 del 25 febbraio scorso.

 

L’ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO

LORENZO FIORAMONTI DINO GIARRUSSO

Ma c’è concordia fra pentastellati e leghisti? Da giorni in Parlamento i 5 Stelle compulsano un informato articolo del Fatto Quotidiano a firma di Pierluigi Giordano Cardone.

 

Il Fatto ha svelato quello che definisce un “conflitto di interesse potenziale”. Quale? La nomina di “Stefano Gualandris, diventato a settembre consigliere in materie giuridico economiche di Giorgetti per il settore aerospaziale”.

 

Gualandris, secondo il Fatto, fa parte di aziende che lavorano proprio nel settore spaziale: “Stefano Gualandris è anche il ceo, nonché “presidente dell’organo di gestione con firma individuale“, della Tss Innovations Projekte GmbH, società svizzera di Roveredo, anch’essa operativa nel settore aerospaziale. A leggere il profilo Facebook della Tss, Gualandris in persona definisce la società come l’associata elvetica della Technosprings. Sempre sul social network, inoltre, il ceo sottolinea come circa cinque mesi fa la Tss abbia firmato un contratto per lo sviluppo di un sistema tecnologico innovativo con l’Estec, il principale centro dell’Agenzia Spaziale Europea per i veicoli spaziali e per latecnologia spaziale in genere”, ha scritto Giordano Cardone.

 

LORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTE

Il padre di Gualandris, ha aggunto il Fatto, ha fondato la società Technosprings, che “in uno dei suoi progetti principali può vantare come partners l’Unione europea, il Miur, la Regione Lombardia e Leonardo, al cui interno, nel ruolo di ‘campaign manager’ del settore elicotteri (attivo anche nell’aerospaziale), c’è Francesco Giorgetti, classe 1985, fratello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”.

 

L’INDISCREZIONE

Fonti di settore sottolineano come Gualandris sia molto critico con la gestione Asi targata Battiston. Una posizione condivisa da molti nella maggioranza giallo-verde. Ambienti governativi sottolineano che a fare le bucce agli ultimi anni della gestione dell’Asi sarà il neo responsabile del Dipartimento Università del ministero dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Il Miur, infatti, è uno dei dicasteri che ha potere di controllo sull’Agenzia spaziale italiana.

 

 

lorenzo fioramonti luigi di maio

 

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