giorgia meloni giuseppe conte enrico letta

SOGNO O SONDAGGIO? LA FIDUCIA IN MELONI CRESCE E SFIORA IL 60%. IL M5S SUPERA IL PD - SUL GRADIMENTO LA PREMIER DOPPIA IL SUO PARTITO ANCHE SE, NELLA RILEVAZIONE DI DEMOS, DAVANTI A TUTTI C'È ANCORA MARIO DRAGHI CHE VA OLTRE IL 70% - IL M5S HA RAGGIUNTO IL 17,3%, SUPERANDO IL PD, ARRETRATO DI QUASI 1 PUNTO…

Ilvo Diamanti per repubblica.it

 

confronto enrico letta giorgia meloni corriere

I Fratelli d'Italia (Fd'I) e "il" Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, proseguono la loro progressione, nelle preferenze politiche ed elettorali. La "spinta" ottenuta dal voto del 25 settembre non si è fermata. Al contrario, continua. D'altronde, sull'altro versante non c'è quasi nulla. L'opposizione e gli oppositori si muovono nell'ombra. Quasi invisibili. In particolare, il Pd. Di-sceso sotto al M5S. È ciò che emerge dal sondaggio condotto da Demos per Repubblica. I Fd'I, in particolare, rispetto alle elezioni politiche sono saliti al 28,8% e hanno allargato ulteriormente le distanze dagli altri partiti.

giorgia meloni durante il confronto con letta

 

Attualmente, nel sondaggio di Demos, sono oltre 10 punti sopra al M5S, che ha raggiunto il 17,3%, superando il Pd, arretrato di quasi 1 punto. Oggi è stimato al 16,9%. Il livello più basso dalle elezioni politiche del 2018. Quando si era, comunque, avvicinato al 19%. Più indietro, fra il 7 e l'8%, ci sono la Lega, Azione-Italia Viva e Forza Italia. Mentre più in basso si collocano Europa Verde e Sinistra Italiana (3,8%), +Europa e, in fondo, Italexit.

 

Giorgia Meloni dimostra un consenso solido e in crescita anche sul piano "personale". Come leader. La fiducia nei suoi riguardi sfiora il 60%: 6 punti in più rispetto al mese precedente. E 15 più di Giuseppe Conte. Tra gli altri leader, Emma Bonino conferma un livello di gradimento elevato: 40%. Affiancata dal vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani. Matteo Salvini (in ripresa) in-segue, con il 35% di giudizi favorevoli, tra gli elettori. E, comunque, è davanti a Silvio Berlusconi e a Carlo Calenda. Ma, soprattutto, a Enrico Letta. Il segretario del Pd. Dimissionario. Ma, comunque, ancora in carica. Fino al congresso, che si svolgerà nel marzo 2023. Poco più indietro, si pongono i segretari di Sinistra Italiana e dei Verdi: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Insieme a Matteo Renzi. Chiude la classifica, come sempre, Beppe Grillo. Che, però, è un leader che non con-corre "personalmente" nelle competizioni elettorali.

debora serracchiani enrico letta emily schlein

 

È, comunque, importante e interessante sottolineare come, in questo sondaggio di Demos, davanti a tutti vi sia ancora Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio uscente, "sfiduciato" per iniziativa di Giuseppe Conte, è, attualmente, "fiduciato" (per usare un neologismo desueto) da oltre il 70% dei cittadini. In crescita, rispetto a ottobre, di 8 punti. Segno che non è stato, certo, dimenticato, dai cittadini.

 

Peraltro, il consenso nei confronti del governo attuale appare più limitato, rispetto al governo Draghi: di quasi 10 punti, se confrontato con l'ultima fase. In settembre, quando si era in attesa del voto.

 

enrico letta durante il confronto con la meloni

"Il" Presidente Giorgia Meloni ottiene, dunque, un gradimento personale elevato. Superiore rispetto allo stesso governo che guida: 55%. E, a maggior ragione, alla squadra dei ministri che ne fanno parte: 49%. Tuttavia, la quota di persone che prevede una durata del governo "fino a fine legislatura, nel 2027, per quanto minoritaria, è cresciuta di 6 punti, nell'ultimo mese. E oggi sfiora il 40 per cento.

 

D'altronde, la "maggioranza" di Centro-Destra si conferma ancora "maggioranza fra gli elettori". Senza alternative. Perché nell'opposizione, le divisioni appaiono profonde. Il M5S non pare intenzionato a costruire un progetto e un soggetto comune con il Pd. Né, soprattutto, con le altre forze di Sinistra. A loro volta lontane dai 5S. Che vedono la loro politica - "distinta" e "distante" dal Pd - premiata da un'ampia parte di elettori, delusa dalla politica. E favorevole a chi "si chiama fuori". Come i Fd'I, che hanno tratto vantaggio dalla "posizione di unica opposizione", all'ultimo governo di (quasi) tutti. Tranne i Fd'I di Giorgia Meloni. Appunto. Per questa ragione, il Centro-Destra ha la possibilità di proseguire il percorso di governo senza ostacoli insormontabili, in Parlamento. Almeno, da parte delle opposizioni.

 

CONTE LETTA

I problemi, semmai, possono sorgere al suo interno. Dagli alleati, schiacciati dalla leadership di Giorgia Meloni. Altre difficoltà, peraltro, possono sorgere dai rapporti con l'Europa. Come hanno evidenziato, nei giorni scorsi, le divergenze con la Francia, intorno alla questione dei migranti. Che continua a ri-emergere, anche se ha perduto rilievo, nell'opinione pubblica. Il governo e "il" Presidente del Consiglio, infine, devono misurarsi con il disagio dei cittadini, di fronte alle prospettive precarie dell'economia. E alle tensioni che emergono in alcuni settori della società. I giovani, in primo luogo. Poco disposti ad accettare freni eccessivi alla loro "vita di comunità". Come il provvedimento "restrittivo" del governo sui "rave party", a cui dedica il suo commento Roberto Biorcio. Perché la giovinezza è l'età della formazione. Ma anche della trasgressione.

 

giuseppe conte enrico letta 1

La questione di fondo "per chi governa", però, rimane "il governo". Che, in tempi inquieti come questi, diventa, inevitabilmente, il bersaglio dell'insoddisfazione sociale. E Giorgia Meloni, in questo caso, non può avvalersi, come in passato, del vantaggio di essere "contro". "Fuori". Perché oggi è "il capo".

 

giuseppe conte enrico letta 2elly schlein giuseppe conte enrico lettagiuseppe conte enrico lettaGIUSEPPE CONTE ENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…