donald trump ohio

TRUMP E' VIVO E HA BIDEN NEL MIRINO - OCCHIO, ALLE PRIMARIE REPUBBLICANE HANNO VINTO QUASI TUTTI I CANDIDATI BATTEZZATI DALL'EX PRESIDENTE, CHE È IN VANTAGGIO ANCHE IN PENNSYLVANIA, STATO CHIAVE PER LE ELEZIONI DI MIDTERM - IL MOVIMENTO "MAKE AMERICA GREAT AGAIN" GODE DI OTTIMA SALUTE: SI PARLA ANCORA DI ELEZIONI RUBATE NEL 2020 E SI CAVALCANO POSIZIONI ANTI-ABORTO, ANTI-GAY E ANTI-MUSULMANI…

Alberto Simoni per “La Stampa”

 

donald trump

Ci sono i numeri, e quelli dicono che nel martedì delle primarie in cinque Stati Usa in vista del elezioni di Midterm i candidati di Trump sono andati bene, ma senza il filotto che il tycoon forse sognava.

 

Qualche passo falso come la sconfitta in North Carolina del 26enne Madison Cawthorn e in Idaho di Hanice McGeachin, e l'incertezza che grava sull'esito del corsa in Pennsylvania dove lo sponsorizzato da Trump, il medico e star tv Mehmet Oz, ha appena 500 voti in più dell'uomo dell'establishment ma non sgradito a Trump, David McCormick. Si conteranno e riconteranno schede per tutta la settimana. Chi vince sfiderà John Fetterman, democratico, che ha vissuto la notte elettorale in ospedale per un malore dei giorni scorsi.

 

donald trump

I numeri dicono però anche che laddove Trump ha griffato un candidato, quello è stato eletto: solo in due casi su 27 ha perso. Certo, l'ex presidente è un "animale politico" e ha anche messo il suo imprimatur su cavalli sicuri, senatori o deputati uscenti con la strada in discesa verso la riconferma. In totale nelle varie tornate elettorali che si susseguiranno fino ad agosto 150 candidati hanno il "brand" Trump sulla casacca.

 

Ma oltre ai numeri c'è qualcosa di più che lascia questo primo piccolo super martedì elettorale: Maga, il movimento di Trump, gode di ottima salute. Il suo messaggio è forte e chi sperava - l'America dei moderati e i repubblicani tradizionali - che il vento del populismo rabbioso di Trump fosse ormai solo una brezza dovrà ricredersi.

 

mitch mcconnell donald trump

Le mani dell'ex presidente si allungano sul Partito repubblicano e per Mitch McConnell, guardiano del Senato per Gop, sarà una difficile convivenza con l'ala estrema che potrebbe avere sempre più forza se in novembre i repubblicani - spinti dai trumpiani - riconquisteranno la maggioranza al Congresso. I sondaggi dicono quello, alla luce di un Biden la cui popolarità è al 42%.

 

Anzitutto non sono spariti né i toni né i temi classici di The Donald. Uno studio ha rivelato che le parole più spesso usate nei comizi e nei comunicati stampa dei candidati della destra sono "lotta", "difesa" in una sorta di linguaggio bellico in cui c'è uno spazio minoritario per i temi concreti e le proposte.

doug mastriano 4

 

In secondo luogo, sono tornati a vincere i sostenitori delle "elezioni rubate del 2020". Due su tutti: i repubblicani hanno scelto come candidato alla carica di governatore della Pennsylvania Doug Mastriano il cui programma è radicale: bando all'aborto, nessuna restrizione per il Covid, posizioni anti-gay.

 

doug mastriano 3

Riavvolgendo però il nastro si scopre che Mastriano, allora senatore statale, era al raduno "Stop the Steal" del 6 gennaio del 2021 poi sfociato nell'assalto al Campidoglio. Ancora oggi è convinto che le elezioni del 2020 siano state il frutto di un furto da parte dei democratici, nonostante riconteggi, sentenze e verdetti dicano il contrario.

 

ted budd donald trump 2

Questa narrativa l'ha sposata anche Ted Budd in Nord Carolina, che votò contro la certificazione della vittoria di Biden: correrà per il Senato sospinto dall'endorsement di Donald e di altri 139 deputati.

 

ted budd donald trump 1

Affronterà la democratica Cheri Beasley, prima afroamericana a cogliere la nomination del suo partito e personaggio che incarna al meglio la strategia che i democratici hanno scelto per questa tornata: candidati fuori dal mainstream e dal background liberal e progressista. Una scelta che solo in novembre si capirà se ha pagato.

 

mehmet oz 1

La partita chiave resta però quella della Pennsylvania, dove Oz è avanti di poco rispetto a McCormick. Terza, staccata di 8 punti c'è Kathy Barnette, l'outsider arrivata sino al 24,8%, commentatrice di estrema destra che si dice «un prodotto di uno stupro» ma antiabortista. Tanto quanto anti-gay e anti-islam.

 

dave mccomrick mehmet oz

Il fatto che abbia preso un quarto dei consensi la dice lunga su quanto i repubblicani debbano fare i conti con spinte estremiste che li allontanano dalla tradizione che fu di Reagan, Bush, McCain e oggi forse Mitt Romney.

 

Trump, intanto, ieri a riconteggio in corso è balzato sulla scena dicendo che Oz «dovrebbe dichiarare vittoria» e suggerendo - senza aver alcuna prova - che il suo candidato potrebbe perdere solo se ci fossero brogli. Come nel 2020, ha ribadito. La storia ritorna al punto di partenza. E Trump prova a cavalcarla.

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?