jihadisti in mozambico

MA ‘STI TERRORISTI DA DOVE SPUNTANO? - DOPO IL RITIRO DELLE TRUPPE NATO, L’AFGHANISTAN CONTROLLATO DAI TALEBANI È UN LUOGO PERFETTO PER ADDESTRARE I JIHADISTI: NEL NORD-EST CI SONO INTERE PROVINCE DOMINATE DALL’ISIS-K, CHE HA RIVENDICATO IL MASSACRO DI MOSCA - UN’ALTRA “TERRA DI NESSUNO” È IL SAHEL: I GOVERNI GOLPISTI DI MALI, BURKINA FASO E NIGER HANNO ESPULSO I MILITARI (TRANNE QUELLI ITALIANI) CHE GESTIVANO LE OPERAZIONI ANTI-TERRORISMO...

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per "La Repubblica"

 

jihadisti in mali

Oltre alla mobilitazione in nome di Gaza, che continua a crescere in tutte le comunità musulmane, c’è un altro elemento che preoccupa gli investigatori di ogni Paese. Si stanno infatti verificando nello scenario internazionale una serie di condizioni che hanno permesso in passato l’organizzazione degli attentati più clamorosi e sanguinosi, dalle Torri Gemelle al Bataclan.

 

Per addestrare i combattenti, finanziare i loro piani, procurare documenti e armi, le sigle jihadiste hanno bisogno infatti di grandi santuari dove sentirsi al sicuro da spie e sorveglianze. I timori più insistenti riguardano proprio l’Afghanistan, abbandonato dalle truppe Nato nel ferragosto 2021. Nel Nord-Est ci sono intere province dominate dall’Isis-K, la formazione che ha rivendicato il massacro di Mosca: K sta per Khorasan, l’antico nome della regione che comprende pure parte di Turkmenistan e Tajikistan.

ATTACCO JIHADISTA IN UN VILLAGGIO NIGERIANO

 

Nelle loro basi vengono istruiti volontari provenienti dalle repubbliche asiatiche dell’ex Urss – pure gli uomini arrestati per la strage in Russia sono tajiki – e si formano schiere di kamikaze, che spesso vanno a colpire a Kabul e nelle zone controllate dai talebani, con cui sono in lotta sin da prima della ritirata delle forze occidentali. Anche i tentativi americani di debellare questa falange orientale dello Stato Islamico sono stati inutili: nel 2017 il presidente Trump fece persino lanciare su una delle loro vallate la “Madre di tutte le bombe”, l’ordigno da 10 tonnellate con potenza inferiore solo alle testate atomiche.

 

Adesso l’Isis-K non si deve più preoccupare di ricognizioni e raid dal cielo: può dedicarsi a mettere a punto i suoi disegni, progettando assalti all’estero. Come la carneficina in Iran – gli sciiti sono i nemici contro cui il Califfato ha combattuto in Siria - con gli ordigni esplosi tra la folla durante la commemorazione del generale Qassem Soleimani.

 

jihadisti

Nel resto dell’Afghanistan, i talebani sono tornati al passato e hanno ripreso a ospitare gruppi salafiti di ogni nazionalità. Lo dimostra l’uccisione a Kabul nell’agosto 2022 di Ayman al-Zawahiri, l’alter ego di Osama Bin Laden nella creazione di Al Qaeda, assassinato da un drone della Cia. L’anziano medico egiziano aveva ripreso a vivere lì dove la saga jihadista era cominciata, contando sulla protezione dei vecchi amici che lo avevano aiutato a preparare l’attacco dell’11 Settembre 2001. […]

 

jihadisti bambini nei video propaganda isis 6

Ma c’è un’altra terra di nessuno al centro dell’attenzione di tutte le intelligence: il Sahel. Uno dopo l’altro, i governi golpisti di Mali, Burkina Faso e Niger hanno espulso i militari francesi ed europei che gestivano le operazioni anti-terrorismo: non ci sono più soldati, elicotteri e jet a vigilare contro l’ondata di sigle fondamentaliste che continua a dilagare.

 

Il putsch a Niamey da agosto ha ridotto pure i voli dei droni americani dall’aeroporto di Agadez e pochi giorni fa i generali nigerini hanno rotto con gli Stati Uniti, ordinando la fine di ogni attività. Quell’installazione – costata 110 milioni e completata solo tre anni fa – è l’unica rimasta al Pentagono tra l’equatore e il Mediterraneo: ora gli Usa rischiano di restare senza occhi sul nuovo focolaio del jihadismo. […]

 

Il buco nero che si sta aprendo in Niger fa ancora più paura di quello afghano: è il crocevia della migrazione verso l’Europa, incentivata dalla depenalizzazione del trasporto di stranieri decisa dalla giunta golpista. L’Isis vuole riprendere a colpire nelle città del vecchio continente, come aveva fatto fino al 2018, quando poteva contare sulle basi del Califfato in Siria e in Iraq. […]

donne jihadiste 7

 

Attaccateli e sgozzateli; fategli sapere che i crimini commessi nei Paesi islamici saranno puniti a Washington, Parigi, Londra e Roma». Gli appelli alla violenza si sono intensificati con l’inizio del Ramadan: «Sarà il mese della vittoria», ha promesso l’ultimo bollettino della loro rivista diffusa online. […]

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO