LA STRATEGIA DI XI JINPING: PRIMA COPIA GLI ALTRI, POI ESTROMETTILI, INFINE SOSTITUISCILI – LA CINA VIETA AGLI ENTI PUBBLICI DI ACQUISTARE PRODOTTI DA 46 ENTITÀ STATUNITENSI, TRA CUI I GIGANTI DELLA DIFESA LOCKEED MARTIN E RAYTHEON E BOEING – PECHINO HA INOLTRE AGGIUNTO ALTRE 10 SOCIETÀ STATUNITENSI AL PROPRIO ELENCO DI CONTROLLO DELLE ESPORTAZIONI – LE VENDITE DI CHIP GIAPPONESI VERSO IL GIGANTE ASIATICO CROLLANO DEL 10% - LA CINA VIAGGIA VERSO L’AUTARCHIA NEI SETTORI STRATEGICI, MENTRE IL MONDO (L’UE IN PARTICOLARE) LE HA REGALATO IL MONOPOLIO DI TECNOLOGIA E FONTI RINNOVABILI…
LA CINA ESCLUDE 46 ENTITÀ STATUNITENSI DAI MERCATI DEGLI APPALTI PUBBLICI
SFIDA PER L INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA USA E CINA
(ANSA) - La Cina ha dichiarato di aver vietato agli enti pubblici di acquistare prodotti da 46 entità statunitensi, tra cui Lockheed Martin, Raytheon e la divisione difesa di Boeing. Secondo una dichiarazione del ministero delle Finanze cinese, sono escluse le società con investimenti statunitensi in Cina.
LA CINA AGGIUNGE 10 SOCIETÀ USA AL CONTROLLO DELLE ESPORTAZIONI
(ANSA) - La Cina ha aggiunto 10 società statunitensi al proprio elenco di controllo delle esportazioni, secondo un annuncio diffuso dal ministero del Commercio cinese.
Le 10 società statunitensi sono Aveox, Red Cat Holdings, Teal Drones, IMSAR, Jaia Robotics, Ball Aerospace & Technologies Corp, Oshkosh Defense, L3Harris Maritime Services, MP Materials Corp e USA Rare Earth.
In base alle nuove misure, a tutti gli esportatori cinesi è vietato fornire beni dual use alle entità incluse nell'elenco. Anche alle istituzioni e ai soggetti stranieri è vietato trasferire o fornire loro beni cinesi a dual use.
Questa misura normativa, spiega il ministero del Commercio cinese, "è stata adottata per salvaguardare la sicurezza nazionale e gli interessi legittimi della Cina, nonché per rispettare gli impegni internazionali del Paese in materia di non proliferazione".
CHIP, CROLLO STORICO DELLE VENDITE GIAPPONESI IN CINA: -10% IN UN ANNO
(ANSA) - Primo calo storico delle vendite aggregate in Cina per i cinque principali produttori giapponesi di macchinari per semiconduttori, a fronte delle politiche industriali decise da Pechino, con l'ascesa dei costruttori locali in risposta alle restrizioni americane all'export.
Lo anticipa il giornale online Nikkei, segnalando come nell'anno fiscale chiuso al 31 marzo, il fatturato combinato di Tokyo Electron, Advantest, Screen Holdings, Disco e Kokusai Electric si sia attestato a 1.470 miliardi di yen, pari a 9,1 miliardi di dollari, in flessione del 10% sull'anno precedente.
XI JINPING - PARATA MILITARE A PECHINO
Pechino ha infatti imposto ai produttori nazionali di privilegiare l'acquisto di macchinari locali, in un quadro di politica industriale accelerato dalle restrizioni imposte da Washington. Il risultato è visibile nei numeri: secondo la società di ricerca MIR di Nagoya, la quota di approvvigionamento domestico nel segmento front-end - la fase più tecnologicamente avanzata della produzione - è salita al 21% nel 2025 dal 10% del 2021. Il fenomeno non risparmia i competitor occidentali.
Asml, leader mondiale del settore, ha visto la propria quota di ricavi dalla Cina scendere al 19% nel primo trimestre 2026, con un calo di otto punti percentuali su base annua. Anche Applied Materials e Kla accusano pressioni analoghe.
TRUMP GIOCATTOLO MADE IN CHINA
Secondo il consorzio industriale Semi, il mercato cinese degli equipment per chip, pari al 37% del totale globale, è rimasto sostanzialmente piatto nel 2025 a 49,3 miliardi di dollari. Il motore dell'avanzata cinese è Huawei, che coordina ricerca e sviluppo distaccando propri ingegneri presso i produttori locali Naura Technology Group e SiCarrier Technologies, puntando all'autosufficienza nella produzione di chip per intelligenza artificiale. "Le imprese locali stanno acquisendo forza rapidamente", ha dichiarato Jun Okamoto di Kpmg Fas al Nikkei. "L'erosione di quote di mercato per le aziende straniere continuerà".



