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A SCUOLA NON SI STUDIA PIÙ: ORA SI FA POLITICA - DUE STUDENTI DI UN LICEO DI CESENA HANNO ESPOSTO DA UNA FINESTRA DELLA SCUOLA UN LENZUOLO CON LA SCRITTA "L'ITALIA AGLI ITALIANI". I RAGAZZI, PUNITI CON IL 6 IN CONDOTTA, DOVRANNO SCRIVERE UN TEMA IN CUI SPIEGANO IL SIGNIFICATO DEL LORO GESTO (MISURA CHE HA FATTO INCAZZARE I CONSIGLIERI REGIONALI DI FRATELLI D'ITALIA) - NEL FRATTEMPO, ALL'UNIVERSITÀ "LA SAPIENZA" DI ROMA SONO STATI BRUCIATI ALCUNI MANIFESTI SU CUI ERA STAMPATO IL VOLTO DI MATTEO SALVINI - IL COMUNICATO DEL COLLETTIVO DI STUDENTI SINISTRELLI "CAMBIARE ROTTA": "È IL RESPONSABILE DELLE POLITICHE RAZZISTE E SECURITARIE"

 

'L'ITALIA AGLI ITALIANI' ALLA FINESTRA DELLA SCUOLA, STUDENTI PUNITI

ITALIA AGLI ITALIANI IN UN LICEO DI CESENA

(ANSA) - Due studenti di un liceo di Cesena sono stati puniti con la sanzione disciplinare del sei in condotta per aver esposto da una finestra della scuola un lenzuolo con la scritta "L'Italia agli italiani".

 

La vicenda, su cui ieri era intervenuta con una lettera aperta agli studenti anche l'assessore alla Scuola di Cesena, finisce al centro di una interrogazione di Fratelli d'Italia in Regione che invece esprime contrarietà a "percorsi rieducativi ideologici contro gli studenti". A presentarla, i consiglieri Luca Pestelli e Marta Evangelisti.

 

Oltre all'assegnazione di un sei in condotta in sede di scrutinio finale, il Consiglio di Classe ha introdotto una misura accessoria e vincolante: l'obbligo per i due studenti di redigere, entro l'inizio della prima prova scritta dell'esame di maturità, una relazione scritta focalizzata sul significato del loro gesto.

 

MANIFESTO CON IL VOLTO DI MATTEO SALVINI BRUCIATO ALLA SAPIENZA DI ROMA

"Tale impianto sanzionatorio accessorio, configurato come un percorso rieducativo coatto e vincolante per il corretto svolgimento dell'esame, solleva forti dubbi interpretativi circa la sua aderenza ai principi di proporzionalità, gradualità e finalità formativa che devono improntare la giustizia scolastica - spiega Pestelli -.

 

Sotto il profilo strettamente testuale, l'espressione 'L'Italia agli Italiani', sebbene esposta in modo non autorizzato, rappresenta un consolidato slogan politico legato ai concetti di sovranità nazionale, amor di patria e tutela dell'identità nazionale. Tali istanze sono storicamente legittime, ampiamente rappresentate nel dibattito democratico e costituzionale di tutte le democrazie occidentali".

 

 

I COLLETTIVI BRUCIANO I MANIFESTI CON SALVINI ALLA SAPIENZA

Giulia Marrazzo per l’ANSA

 

Sale la tensione nella Capitale in vista della giornata del 13 giugno, quando a distanza di poche ore si svolgeranno tre mobilitazioni contrapposte: da una parte il corteo degli studenti e dei collettivi contro "guerra, razzismo e sfruttamento", diretto verso il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini; dall'altra la manifestazione e la contro-manifestazione sulla Remigrazione.

UNIVERSITA LA SAPIENZA ROMA

 

Un clima di forte contrapposizione che oggi ha avuto un primo assaggio all'università La Sapienza, dove sono stati bruciati alcuni manifesti con il volto del vicepremier e leder leghista, durante un presidio alla Minerva. L'iniziativa è stata organizzata dagli studenti di Cambiare Rotta:

 

"Dalla Sapienza un segnale chiaro", hanno affermato, spiegando che gli universitari, sabato alle 14.30, partiranno da piazzale del Verano e andranno verso il ministero di Salvini, indicato come "volto e responsabile delle politiche razziste e securitarie", con una parola d'ordine: "Respingiamoli".

matteo salvini

 

Immediata la replica del leghista: "C'è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l'insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente", ha osservato Salvini, che ha aggiunto: "Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione". L'episodio ha suscitato la condanna unanime della maggioranza e del governo.

 

"Bruciare il volto di chi la pensa diversamente non è protesta: è odio ideologico", il commento sui social della premier Giorgia Meloni che ha aggiunto: "Noi continueremo a portare avanti il nostro lavoro con determinazione e senza sconti, nonostante il clima di odio che qualcuno cerca di alimentare". Il vicepremier e ministro ministro degli Esteri - segretario di Fora Italia - Antonio Tajani ha parlato di atto "intimidatorio che va condannato, a garanzia delle Istituzioni e del rispetto della libertà di espressione".

 

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso la sua "ferma condanna" per il "gesto inaccettabile" e ha rivolto a Salvini e "vicinanza personale e istituzionale". Sottolineata la gravità dell'accaduto anche dal senatore della Lega e ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli, secondo cui quello compiuto dagli studenti rappresenta "un incitamento all'odio e alla violenza". Della stessa linea i ministri Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara.

UNIVERSITA LA SAPIENZA ROMA

 

Netta la condanna anche della titolare del Mur: "Quanto accaduto oggi alla Sapienza è incompatibile con l'idea stessa di università", ha chiosato Anna Maria Bernini. Come il governo anche il Parlamento si è fatto sentire: Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che "bruciare immagini o ricorrere a gesti intimidatori non è mai un modo accettabile di manifestare le proprie idee", mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un "gesto inaccettabile" da condannare con "estrema fermezza".

 

E dai partiti centrodestra c'è chi ha parlato di "silenzio connivente" del centrosinistra, come scritto da Raffaele Nevi di FI, e chi, come i capigruppo della Lega, ha chiesto una risposta "alla sinistra italiana".  

 

matteo salvini (3)

Per la giornata del 13 giugno, in ogni caso non sfileranno solo gli studenti. Si prevedono infatti altri due cortei contrapposti nelle strade della Capitale. Il Comitato Remigrazione e Riconquista, di cui è esponente, tra gli altri, anche il portavoce di CasaPound Luca Marsella, ha convocato la partenza alle 15 da piazza della Libertà, ribadendo che l'iniziativa punta a dare "il massimo slancio istituzionale" a una proposta di legge di iniziativa popolare che avrebbe già superato le firme necessarie per il deposito in Parlamento.  L'iniziativa ha da subito suscito polemiche.

 

E nei giorni scorsi Cgil Roma e Lazio, assieme a diverse realtà antifasciste, tra cui Pd Roma, Anpi, M5S Roma, Libera Lazio e altre sigle, hanno chiesto al prefetto di Roma e al sindaco Roberto Gualtieri di impedire lo svolgimento della manifestazione, definendo la remigrazione una proposta "razzista e xenofoba". Lanciando quindi la contro manifestazione al Colosseo, sempre per sabato pomeriggio.

 

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