SCHIAVI DEGLI STATES - IL SUDAMERICA INFURIATO CON GLI EUROPEI PER IL “DIROTTAMENTO” DELL’AEREO DI MORALES

1 - "UN'AGGRESSIONE DA IMPERIALISTA" - L'AMERICA LATINA ACCUSA OBAMA
Federico Rampini per "La Repubblica"

Come non bastassero le punture quotidiane da Cina e Russia. Come non fossero fastidiose le richieste di chiarimenti dagli alleati europei. Ora Edward Snowden avvelena anche i rapporti fra gli Stati Uniti e l'America latina. Non soltanto quei governi latinoamericani che da tempo sono polemici con gli Usa, hanno colto al balzo il clamoroso "dirottamento" dell'aereo presidenziale di uno di loro, il boliviano Evo Morales.

Un affronto, una prepotenza imperialista: sono scattati all'unisono i "vicini del Sud". Le proteste più vibranti sono venute ieri dal quartetto "radicale", i leader di sinistra che governano in Argentina, Bolivia, Ecuador e Venezuela. Ma la vicenda dell'atterraggio forzato di Morales, trattato coi metodi che si usano verso un narcotrafficante, suscita una condanna dell'intera Unasur, l'Unione di 12 paesi latinoamericani che include moderati come Brasile e Cile.

Un comunicato dell'Unasur bolla come «pericolose» le azioni di Francia e Portogallo, i due Stati che hanno vietato il sorvolo dei loro cieli all'aereo presidenziale della Bolivia (sospettato a torto di trasportare anche Snowden). L'Unasur terrà un summit d'emergenza per discutere la vicenda, che alcuni definiscono come «un'aggressione» da parte degli Usa e dei loro compiacenti alleati europei (uno dei quali, la Francia, per la verità aveva reagito duramente alle prime rivelazioni sullo spionaggio di Washington ai suoi danni).

«Sono tutti impazziti», è il commento che la presidente argentina Cristina Kirchner ha affidato a Twitter, dopo aver parlato a telefono con Morales. Cuba e il Nicaragua si sono uniti al coro delle condanne. In Ecuador il presidente Rafael Correa ha definito le azioni dei governi europei «estremamente gravi»: proprio lui era stato chiamato dal vicepresidente Usa Joe Biden all'inizio della settimana, perché l'Amministrazione Obama
voleva dissuadere l'Ecuador dall'offrire asilo politico a Snowden.

Ma il lavoro diplomatico di Biden viene vanificato dall'offesa arrecata allo status di Morales. «È un affronto a tutta l'America latina - ha scritto Correa su Twitter - le leggi internazionali sono state calpestate». Per i mass media e le opinioni pubbliche la-
tinoamericane, riaffiorano i ricordi di un'epoca in cui gli Stati Uniti trattavano il subcontinente come "il cortile di casa", e dalla dottrina Monroe in poi si ritenevano legittimati ad ogni sorta di interferenze: ivi compreso l'appoggio a dittature militari.

I boliviani descrivono la disavventura del loro presidente come un «rapimento imperialista». Per il giovane informatico bloccato nel terminal aeroportuale di Mosca, è un'altra vittoria: non soltanto è stato capace finora di resistere all'accerchiamento e alla pressione della superpotenza americana su tutti i governi che potrebbero ospitarlo; ora i danni che arreca all'immagine degli Stati Uniti si stanno dilatando a dismisura.

Non a caso, negli Usa l'interrogativo più pressante resta questo: com'è possibile essere così vulnerabili, così esposti, di fronte alla defezione di un solo tecnico informatico? Quanti altri Snowden ci sono, nei ranghi dell'intelligence, o tra le aziende mercenarie che lavorano per i servizi?

2 - IL DIVIETO DI SORVOLO ITALIANO È "ATTO DOVUTO"
Francesco Grignetti per "la Stampa"

C'è anche l'Italia sul banco degli accusati. Il presidente boliviano Evo Morales ha citato espressamente Roma, oltre Parigi, Madrid e Lisbona, tra chi ha impedito il sorvolo al suo aereo nel timore che a bordo ci fosse Edward Snowden. Uno stop che Morales definisce «un sequestro» e contro cui avvierà azioni legali.

In effetti lo spazio aereo italiano è stato sbarrato nella notte di martedì per Morales, respinto dai francesi e costretto all'atterraggio a Vienna. La decisione ha riguardato solo lui ed è stata concordata tra la Farnesina e palazzo Chigi, dove pare che sia toccato al consigliere diplomatico Armando Varricchio comunicare all'Enav - l'ente degli uomini radar - che «quel» piano di volo non era autorizzato.

Formalmente, il giorno dopo, nei ministeri interessati si parla di «atto dovuto»: siccome la Francia aveva negato il suo spazio aereo a un determinato velivolo, e dato che questo genere di autorizzazioni o di respingimenti sono condivise in rete nello spazio aereo europeo, è scattato l'allarme anche da noi.

Per semplice «precauzione» anche l'Italia si sarebbe adeguata alla decisione francese, in attesa di vederci meglio. Quando poi s'è capito che era l'aereo del presidente Morales (e che a bordo non c'era la talpa Snowden, all'esito di una perquisizione da parte della polizia austriaca), da Roma è arrivato il via libera.

Al mattino, per sbloccare la situazione e far ripartire da Vienna il suo presidente, l'ambasciatore della Bolivia Antolin Ayaviri Gomez aveva parlato con la Farnesina e con lo Stato maggiore della Difesa. Le autorità italiane gli hanno «confermato» che l'autorizzazione per il sorvolo dello spazio aereo italiano dell'aereo di Evo Morales, concessa il 29 giugno, era «vigente» e che «non c'era problema» al sorvolo. E alle ore 10,45 i diversi Paesi europei hanno accettato il piano di volo di Morales con tante scuse.

 

EVO MORALES PRESIDENTE DELLA BOLIVIA IL PRESIDENTE MORALES DURANTE LA SOSTA FORZATA ALLAEROPORTO DI VIENNA EDWARD SNOWDEN OBAMA SNOWDENOBAMA E BIDEN cristina kirchner presidente CORREA E SNOWDEN RAFAEL CORREA

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