antonio tajani migrante migranti bambina nera

TAJANI, IL SOLITO MERLUZZONE BOLLITO - SCOPPIA LA POLEMICA DOPO LE PAROLE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ("SE FACCIAMO PIÙ FIGLI POI POSSIAMO ANCHE RIDURRE IL NUMERO DEI MIGRANTI REGOLARI CHE VENGONO A LAVORARE IN ITALIA") - DAL PD LO RANDELLANO: "NATALITÀ E MIGRAZIONI NON VANNO CONTRAPPOSTE, LE POLITICHE DI SOSTEGNO AL DESIDERIO DI DIVENTARE GENITORI E QUELLE DI ACCOGLIENZA NEL NOSTRO MILLENNIO SI COMPLETANO...”

FORZA SCAFISTA - MEME BY VUKIC

(LaPresse) - Polemiche per le parole del vicepremier Antonio Tajani secondo cui “se facciamo più figli poi possiamo anche dire: bene, riduciamo il numero dei migranti regolari che vengono a lavorare nelle nostre imprese”. Dichiarazioni fatte al Festival del Lavoro, a Roma, che hanno scatenato le critiche delle opposizioni.

 

L’Italia ha “un problema di decrescita nell’ambito demografico. Dobbiamo capire se vogliamo fare più figli. Se facciamo più figli poi possiamo anche dire: bene, riduciamo il numero dei migranti regolari che vengono a lavorare nelle nostre imprese.

 

Ma se no, noi non abbiamo lavoratori”, ha affermato il ministro degli Esteri intervenendo durante la prima giornata di lavori della XVII edizione del Festival del Lavoro al Centro Congressi La Nuvola, a Roma. “Più c’è denatalità, più abbiamo bisogno di lavoratori stranieri nel nostro Paese”, ha aggiunto.

 

antonio tajani

“L’Istat conferma oggi che l’Italia è bloccata dalla disparità di genere, che si declina nella disparità occupazionale e salariale e nella mancata condivisione del lavoro domestico e di cura. In questa situazione non servono bonus e propaganda, ma politiche serie e continuative, come il congedo paritario che abbiamo proposto e che il governo Meloni e la sua maggioranza hanno bocciato”, ha replicato la senatrice del Partito democratico Cecilia D’Elia.

 

“La principale causa della denatalità nel nostro Paese sono le gravi disuguaglianze che colpiscono donne e giovani. Finché l’Italia non sarà un paese per donne e per giovani, non ci saranno le condizioni perché nascano più figli. E forse al ministro Tajani sfugge che natalità e migrazioni non vanno per forza contrapposte, le politiche di sostegno al desiderio di diventare genitori e quelle di accoglienza nel nostro millennio, in una società globalizzata, si completano”.

 

antonio tajani 1

“Mentre il rapporto annuale dell’Istat registra che nel 2026 esiste ancora in Italia una gigantesca questione femminile sotto gli occhi di tutti, il ministro Tajani non perde occasione per pronunciare parole assurde. Forse in un modo tutto suo intendeva sostenere, contro i suoi alleati di governo, che c’è bisogno di più migranti regolari perché li chiedono le imprese. Ma la denatalità non c’entra nulla e non è certo solo una questione di volontà, ma è un fenomeno sociale con precise cause sociali”, ha aggiunto la senatrice del Pd Valeria Valente.

 

CECILIA D ELIA

“L’Istat conferma oggi che le donne lavorano meno degli uomini, vengono pagate in media 2000 euro in meno all’anno, svolgono il 90% del lavoro domestico e di cura, pagato e non pagato, e si sobbarcano in media più di cinque ore al giorno di lavori domestici, mentre gli uomini solo due. E la situazione è ovviamente peggiore nel Mezzogiorno. Certo, si registra un lento miglioramento rispetto a qualche decina di anni fa. Ma tutto questo continua a incidere anche sulla natalità, perché 6,6 milioni di persone nel nostro Paese hanno rinunciato ad avere figli o ne hanno meno di quanti vorrebbero”.

 

ALESSANDRO zan cecilia d elia foto di bacco

“E il governo Meloni? Fa finta di non vedere. Ha respinto la proposta del Pd sul congedo paritario di cinque mesi retribuito al 100 per cento, ha tagliato l’obiettivo dei posti nido previsto dal Pnrr, ha incentivato il part time tra le donne, ha fatto poco e niente per le giovani donne, pur facendo propaganda per la natalità. Eppure liberare le energie delle donne e fare dell’Italia un paese per donne e per giovani costituirebbe un gigantesco volano anche per l’economia, lo sappiamo e non da ora”.

cecilia d elia

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