LA TANGENTOPOLI UCRAINA È TELE-GUIDATA DA WASHINGTON? – I COLLOQUI A MIAMI CON GLI STATI UNITI VENGONO DEFINITI DALLA CNN “TOSTI MA COSTRUTTIVI”: TRUMP VUOLE UNA PACE PURCHÉSSIA, E ZELENSKY È DEBOLISSIMO DOPO LE DIMISSIONI DEL SUO BRACCIO DESTRO, ANDRIY YERMAK – “LA STAMPA”: “LICENZIARE L'UOMO CHE SOLTANTO DUE GIORNI PRIMA AVEVA GUIDATO IL NEGOZIATO CON GLI AMERICANI, SIGNIFICA DARE UN COLPO PESANTE ALL'IMMAGINE DEL GOVERNO UCRAINO.TALMENTE PESANTE DA GENERARE INEVITABILI INTERROGATIVI SU UN COORDINAMENTO TRA LE INDAGINI SULLA CORRUZIONE A KYIV E LE PRESSIONI DI QUELLA FAZIONE DI WASHINGTON CHE VORREBBE TOGLIERE A ZELENSKY UN PO' DI ‘CARTE’ PER COSTRINGERLO A CEDERE A PUTIN....”
CNN, COLLOQUI USA-UCRAINA 'TOSTI MA MOLTO COSTRUTTIVI'
ANDRIY YERMAK - VOLODYMYR ZELENSKY
(ANSA) - I colloqui a Miami tra gli Stati Uniti e l'Ucraina sono "tosti ma molto costruttivi". Lo ha dichiarato alla Cnn una fonte a conoscenza dei negoziati. La discussione ha riguardato akcune delle "questioni più delicate" per la risoluzione della guerra, ha aggiunto la fonte che ha detto: "Finora è andato tutto bene" Nel frattempo, il ministro degli Esteri ucraino Sergiy Kyslytsya si è detto ottimista in un post sui social. "È stato un buon inizio. Molto coinvolgente e finora costruttivo", ha scritto Kyslytsya. "Atmosfera calorosa, favorevole ad un buon esito". (ANSA).
UNA "MANI PULITE" PER SPARTIRSI IL POTERE COSÌ SI ROMPE IL PATTO DI GUERRA COL PRESIDENTE
Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per “La Stampa”
«Qualcuno non è riuscito a tenere a freno le proprie ambizioni presidenziali fino alla conclusione della guerra». Il commento di un informato analista politico di Kyiv formula il sospetto di molti: lo scandalo delle tangenti energetiche trasformate in dacie, costato la carica al capo dell'ufficio presidenziale Andriy Yermak, non è dovuto a improbabili coincidenze.
Mentre metà della capitale ucraina precipita nel buio dopo un nuovo maxi bombardamento russo, un secondo fronte della guerra si apre direttamente nel quartiere governativo. E mostra, meglio di qualunque piano di pace fatto filtrare nei giornali, che parte del mondo politico ucraino sta scommettendo sulla prossima fine della guerra.
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Perquisire la casa del braccio destro del presidente, e sequestrare i suoi telefoni sicuramente pieni di informazioni sensibilissime - in assenza di una incriminazione formale, almeno per ora - per costringerlo ad andarsene significa una sola cosa: il tacito patto della politica ucraina di non attaccare il presidente fino a che sarebbe rimasto il simbolo della resistenza è stato rotto.
DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE
«L'incapacità di scegliere bene le priorità ha già rovinato il nostro Paese altre volte», commenta il politologo Viktor Andrusiv, che teme una tempesta perfetta, con l'apertura di una crisi politica proprio mentre si sta «rischiando una grave crisi operativa al fronte e una crisi finanziaria maggiore per le casse dello Stato».
Che Yermak fosse il simbolo del monopolio politico instaurato dalla presidenza, e che il suo stile assertivo non piacesse a molti partner occidentali, era noto: il Telegraph scrive che aveva irritato sia i repubblicani che i democratici per i suoi modi "bruschi", e per la scarsa conoscenza dell'inglese che rendeva necessario il ricorso a un interprete. Si dice che fosse stato proprio Yermak a orchestrare il disastroso incontro tra Zelensky e Trump nello Studio Ovale, nel febbraio scorso.
VOLODYMYR ZELENSKY ANDRIY YERMAK -
Perfino molti membri del partito del presidente avevano chiesto la sua testa, ritenendolo implicato nel giro delle tangenti. E se il fatto stesso delle indagini contro il capo della cancelleria presidenziale è un segnale positivo di democrazia, licenziare l'uomo che soltanto due giorni prima aveva guidato - con un certo successo, come ieri ha ricordato polemicamente lo stesso Yermak - il negoziato con gli americani, significa dare un colpo pesante all'immagine del governo ucraino.
Talmente pesante da generare inevitabili interrogativi su un coordinamento tra le indagini sulla corruzione a Kyiv e le pressioni di quella fazione di Washington che vorrebbe togliere a Zelensky un po' di "carte" per costringerlo a cedere a Putin.
Difficile che il nuovo capo negoziatore ucraino Rustem Umerov si mostri più arrendevole di Yermak: capo del Consiglio di sicurezza, è stato anche ministro della Difesa ed è ben conosciuto sia a Washington che nelle capitali europee. Il calcolo, almeno per chi ha fatto esplodere lo scandalo delle intercettazioni nella "mani pulite" di Kyiv, è stato semmai quello di costringere Zelensky a una ripartizione del potere.
Nell'impossibilità di nuove elezioni sotto le bombe, le opposizioni, in particolare il partito "Solidarietà Europea" dell'ex presidente Petro Poroshenko, chiedono un gabinetto di fiducia nazionale, che permetta l'accesso alle decisioni, e alla distribuzione di finanziamenti e appalti, a una coalizione più ampia.
andriy yermak volodymyr zelensky
Quanto sia fattibile in condizioni di guerra è un altro discorso, e infatti gli osservatori kyiviani stanno aspettando di sapere il nome del successore di Yermak per capire se Zelensky ha colto l'avvertimento.
Se a guidare l'ufficio della presidenza - il vero centro nevralgico del potere - sarà l'attuale capo dello spionaggio militare Kyrylo Budanov, significherà un'ulteriore integrazione del governo con l'esercito, e un passo del più giovane generale ucraino - uno dei personaggi più popolari a livello nazionale - verso la successione a Zelensky.
Se a sostituire Yermak arriverà l'attuale premier Yuliia Svyrydenko, un tempo sua protetta, significa un maggior affidamento ai giovani "tecnici", con il ministro della Digitalizzazione Mykhailo Fyorodov che prenderebbe la guida del governo. Ma potrebbe essere molto più di un "rimpasto": lo stesso Zelensky ha annunciato una «revisione completa» della difesa ucraina, in quella che potrebbe diventare una svolta strategica in caso di una tregua.
donald trump volodymyr zelensky alla casa bianca
trump zelensky casa bianca


