giorgia meloni guido crosetto esercito soldati militari

LE TENSIONI IN MAGGIORANZA SI MOLTIPLICANO: OGNI GIORNO SI APRE UN FRONTE – OGGI È IL TURNO DI GUIDO CROSETTO, CHE SAREBBE A UN PASSO DALLE DIMISSIONI DOPO LO SCAZZO CON GIORGETTI SUI SOLDI PER LE SPESE MILITARI – DOPO LO  STOP AI 14,9 MILIARDI DI PRESTITI AGEVOLATI DELL’UE, SI CERCA UN COMPROMESSO A CINQUE MILIARDI (ACCEDERE A QUEI FONDI SBLOCCHEREBBE CANTIERI E PROGETTI IN SOSPESO). MA IL MINISTRO DELLA DIFESA PENSA SIA UN TRUCCO PER PRENDERE QUELLE RISORSE E TAGLIARNE ALTRETTANTE DAL BUDGET (A UN ANNO DALLE ELEZIONI, NESSUNO VUOLE RIVENDICARE UN AUMENTO DEGLI INVESTIMENTI IN ARMI) – DOMANI CROSETTO VOLERÀ A WASHINGTON E DOVRÀ METTERE LA FACCIA AL DIETROFRONT ITALIANO SULLE SPESE IN ARMI

CROSETTO EVOCA LE DIMISSIONI SUL SAFE IL PRESSING DI LEONARDO E FINCANTIERI

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria

L'umore resta lo stesso di giovedì: una profonda amarezza. Quella che trapela dalla risposta di Guido Crosetto alla lettera di dimissioni pubblicata tre giorni fa su X dal ministro della Difesa britannico John Healey.

 

Crosetto si specchia nel collega, che lascia il governo laburista di Keir Starmer per gli ennesimi tagli imposti dal Tesoro di Sua Maestà al comparto militare. Crosetto, atteso domani a Washington, sembra evocare un addio simile. Sicuramente, lo ha meditato e non lo esclude del tutto, secondo chi, nelle ultimissime ore, ha avuto modo di parlare con lui.

 

[...] I compagni di governo che lo hanno lasciato solo, il muro che ha alzato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sull'attivazione del Safe, il meccanismo europeo di prestiti agevolati per la difesa.

 

guido crosetto

La lettera destinata a Bruxelles, attesa con ansia da Crosetto e da tutto lo Stato maggiore della Difesa, non è ancora partita. A Palazzo Chigi, fonti molto vicine a Meloni parlano di una «discussione in corso» dentro l'esecutivo. Che è un modo per evitare di ammettere che ci sono distanze difficilmente colmabili. Finché l'Italia resta in procedura per deficit Giorgetti non vorrebbe prendere un euro dei 14,9 miliardi a disposizione [...]. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha accennato a una richiesta di cinque miliardi come ipotesi di compromesso.

 

Ma alla Difesa temono - anzi, si dicono certi - che il trucco sarà di prendere quelle risorse, per poi tagliarne altrettante dal budget del ministero. Crosetto, giurano le fonti, non lo accetterebbe e presenterebbe le sue dimissioni un minuto dopo.

 

Questo gioco contabile nascerebbe da un'esigenza ben precisa. Il Safe (che sta per Security Action for Europe) ha come principale obiettivo gli acquisti congiunti di materiale militare prodotto in Europa.

 

giancarlo giorgetti guido crosetto

Le condizioni sono 10 anni di garanzie, tassi bassi e rimborso in 45 anni. È un incentivo alle produzioni, anche in joint venture, dei Paesi Ue, nell'ottica di una maggiore autonomia strategica dalla dipendenza americana. Chiedendo i cinque miliardi di prestito a Bruxelles, verrebbero sbloccati cantieri e i progetti lasciati in sospeso, anche con partner europei rimasti in attesa della decisione della controparte italiana. A costo zero, però. Perché poi, se i timori saranno confermati, il Tesoro, d'accordo con Giorgia Meloni, andrà a riprendere gli stessi soldi dalla Difesa.

 

sergio mattarella guido crosetto altare della patria 2 giugno 2026 foto lapresse

I contraccolpi sull'industria del settore si fanno già sentire. E Crosetto è bersagliato dalle lamentele non solo dei generali, [...] ma anche dei manager delle principali aziende del settore che temono di scivolare in una crisi finanziaria e di immagine.

 

La Stampa ha già raccontato quanto ai vertici di Leonardo siano spazientiti.

 

[...]

Anche Fincantieri si trova in una situazione simile. Il limbo sul Safe ha congelato la realizzazione della terza unità del programma Lss3 classe Vulcano per la Marina militare, nel sito di Castellamare di Stabia.

 

Il sindacato Uilm è intervenuto per ricordare i potenziali effetti su quasi 1.500 persone coinvolte nel cantiere campano, indotto compreso [...].

 

TWEET DI GUIDO CROSETTO IN SOLIDARIETA CON JOHN HEALEY, MINISTRO DELLA DIFESA BRITANNICA DIMESSO DOPO I TAGLI ALLE SPESE MILITARI

[....] Crosetto ha provato a spiegare ai colleghi che bisogna ribaltare la logica dell'urgenza, che ha lasciato l'Italia più esposta negli anni del ritorno bellico.

 

Considera «miope» Investire in armi solo quando la minaccia è ai propri confini. Ma nessuno dei leader della maggioranza di centrodestra, né Meloni, né Tajani, né tantomeno il leghista Matteo Salvini intende più seguirlo. Con la campagna elettorale alle porte che si giocherà sui tagli alla spesa, la sanità in difficoltà, l'energia alle stelle e l'inflazione, meno si parla di armi - sostengono - meglio è.

 

Oggi Crosetto volerà a Washington [...]. Sa che in gioco c'è la credibilità di un governo che ha preso impegni precisi. Domani vedrà al Pentagono il suo omologo. Il ministro alla Guerra Pete Hegseth gli chiederà se l'Italia sta facendo i suoi compiti per le spese militari. Il 7 luglio, al summit Nato di Ankara, il presidente Donald Trump farà un tagliando sui progressi compiuti dai membri dell'Alleanza sull'obiettivo del 5% di Pil, fissato lo scorso anno.

 

Meloni ha certificato che l'Italia è al 2,8%, ma l'ultimo aumento, dello 0,7%, è legato esclusivamente alla sicurezza interna. [...]

 

GUIDO CROSETTO

La lista di priorità e di progetti stilata dal ministero per il momento resta sul suo tavolo. Lo scorso dicembre aveva ricevuto rassicurazioni su uno 0,15% di Pil in più a disposizione della Difesa. Miliardi sommati ai 14,9 del Safe: circa 17 in totale. Di questi, al momento, l'incremento reale è zero.

 

Crosetto ha notato che il britannico Healey si è dimesso avendo comunque ricevuto 13 miliardi. Nel suo tweet Crosetto dice di comprendere le ragioni del collega e che i suoi pensieri condivisi pubblicamente «sono stati spesso anche i miei». Ma aggiunge di aver «scelto di aspettare tempi meno difficili, nella speranza di un'evoluzione positiva delle circostanze». I segnali ci sarebbero, sostiene, pur ammettendo di non sapere «se il percorso che ho scelto sia quello giusto per contribuire a far maturare una maggiore consapevolezza nel governo e nella nazione». È evidente che il destinatario del messaggio non è Healey.

guido crosetto giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)