giuseppe conte beppe grillo

LA TENTAZIONE DI CONTE: ISCRIVERSI AL MOVIMENTO CINQUESTELLE, IN MODO DA PRENDERNE LA GUIDA - POTREBBE ESSERE, D’ACCORDO CON BEPPE GRILLO, IL MODO DI TENERE INSIEME IL M5S CHE RISCHIA DI SFALDARSI RIDUCENDO IL PESO DELL’AREA “DIBBA” E QUELLA NOSTALGICA DELL’ALLEANZA CON LA LEGA

Marco Conti per “il Messaggero”

 

grillo e conte

Seppur tra difficoltà e ritardi, il decreto semplificazioni approderà stasera in consiglio dei ministri, forse dopo l'ennesimo vertice dei capidelegazione. Riunione in notturna, come ormai accade quando - cioè ormai sempre - ci sono da affrontare argomenti molto divisivi e si vogliono tenere telecamere e registratori spenti.

 

LA FASE

Sul testo hanno lavorato nel weekend gli uffici legislativi dei ministeri, anche se su alcuni passaggi, dalle deroghe per gli appalti all'abuso d'ufficio, non è ancora tutto chiarito. La volontà di mettere da parte le polemiche e le accuse, di stringere i tempi e arrivare a varare un testo senza la diplomatica postilla del salvo-intese, sembra ora comune alle forze di maggioranza, anche se il varo del decreto il 6 luglio costringerebbe il Parlamento a lavorare anche a fine agosto per la conversione del testo.

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 3

 

E' però vero mostrare spaccature alla vigilia del tour europeo che Conte inizia domani e del Consiglio Ue del 18, è al limite dell'autolesionismo. Il fatto che «non ci sia tempo da perdere», il premier Conte e il ministro dell'Economia Gualtieri lo scrivono nel Piano Nazionale di Riforme di cui si discuterà stasera in Consiglio. L'immagine di un premier attendista e preda dei veti dei partiti finisce per scaricarsi elettoralmente sui due più importanti partiti di maggioranza. Il M5S ha ormai dimezzato i consensi e ciò continua ad avvantaggiare poco il Pd che resta su percentuali tali da innescare stravaganti considerazioni sulle scissioni. Nel partito di Zingaretti si avverte forte tensione.

 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

L'incontro tra il segretario del Pd e il presidente del Consiglio della scorsa settimana è servito a siglare una tregua i cui frutti si vedranno nella riunione di questa sera, anche se poi il tutto dovrà passare la prova dell'Aula. Il nostro è un sistema parlamentare con il quale i governi sono chiamati a fare i conti e che risentono delle polemiche e del venir meno della coesione politica. Della situazione complicata è testimone il tortuoso iter del decreto-rilancio, con le sue norme di fatto inapplicabili e inapplicate - malgrado sia stato usato uno strumento di necessità ed urgenza - e le polemiche sul pacchetto-terremoto stralciato dal testo.

 

conte di maio

Tirar fuori dalla palude l'azione del governo, è un compito dal quale Conte e Zingaretti non possono sottrarsi lavorando in prima persona il primo sul M5S e il secondo sul Pd. Iscriversi al Movimento in modo da prenderne in qualche modo la guida, potrebbe essere per Conte la scelta migliore e anche auspicata da Beppe Grillo. Zingaretti non ha problemi di tessere, ma quello di tenere insieme un partito che rischia di scomporsi riducendo il peso di tutta l'area governista a vantaggio del sovranismo leghista.

 

Il fatto che non decollino le alleanze regionali tra Pd e M5S è più un effetto che una causa della crisi interna alla maggioranza. Malgrado un anno di governo insieme al Pd, il M5S continua a muoversi sulla base del contratto e non di un'alleanza politica. L'evoluzione in senso proporzionale della legge elettorale aiuta i distinguo e fa ritrovare persino a Forza Italia una centralità che sembrava perduta.

 

conte di maio

Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), rischia di essere il detonatore in grado di scomporre e ricomporre ii numeri della maggioranza. +Europa da tempo insiste sulla necessità di attivare il Meccanismo che concede 36 miliardi per spese sanitarie, e nel Piano Nazionale di riforme proprio al Mes si far riferimento quando si parla di sanità. Si riaffaccia la maggioranza-Ursula e buona parte del M5S vogliono farne parte, come confermano le parole del ministro degli Esteri Di Maio che considera il Mes non più un tabù.

 

Accelerare per Conte diventa quindi decisivo per restare in piedi, ma le proposte di riforma fiscale, dal taglio dell'Iva a quello dell'Irpef, indicano l'assenza di una direzione di marcia. Passare da un possibile e temporaneo taglio dell'Iva, agli incentivi per i pagamenti digitali al taglio delle aliquote e ad una riforma complessiva del fisco - sul quale il governo lavorerà con una prima riunione in settimana - disorienta non solo il contribuente, ma anche Bruxelles. In settimana c'è anche da impostare il cosiddetto decreto luglio. Altri venti miliardi di debiti per le nuove generazioni.

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