TERREMOTO AL CASELLO – IL PRESIDENTE DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA, ANTONINO TURICCHI, È INDAGATO! L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA COINVOLGE 38 MANAGER PER FALSO IN BILANCIO, MANIPOLAZIONE DEL MERCATO E OSTACOLO ALLA VIGILANZA: SECONDO L’ACCUSA, I SOLDI INCASSATI CON I PEDAGGI NON VENIVANO ACCANTONATI PER LA MANUTENZIONE DELLA RETE (COME DA OBBLIGO DELLA CONCESSIONE), COSÌ DA FAR RISULTARE PIÙ UTILI. NEL SOLO 2022, IL PATRIMONIO NETTO SAREBBE STATO INDICATO PIÙ ALTO DI CIRCA 600 MILIONI RISPETTO AL VALORE REALE…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it
Antonino Turicchi - Giancarlo Giorgetti
Qui non si parla di soldi spariti, ma di conti scritti in modo da far sembrare Autostrade per l’Italia più ricca di quanto fosse davvero. L’inchiesta della Procura di Roma riguarda i bilanci dal 2017 al 2022 e dentro ci finiscono in 38: dai manager della stagione Benetton, come Giovanni Castellucci, Fabio Cerchiai, Carlo Bertazzo e Roberto Tomasi, fino a una parte dei vertici arrivati dopo con Cassa depositi e prestiti, tra cui il presidente Antonino Turicchi, Fulvio Conti e Fabio Massoli. […]
L’accusa […] è semplice: falso in bilancio, con in più manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza. Il punto, però, è molto concreto. Secondo gli inquirenti, una parte dei soldi incassati con i pedaggi doveva essere accantonata per la manutenzione della rete, in base agli obblighi della concessione. Quei fondi, invece, sarebbero stati ridotti o comunque non contabilizzati nei bilanci in modo corretto.
Questo cambia tutto, perché se accantoni meno soldi, nei bilanci hai meno costi e quindi utili più alti. Di conseguenza la società appare più solida di quanto sia davvero. È su questo meccanismo, ripetuto negli anni, che si regge l’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Roma, che ha ricostruito voce per voce l’andamento dei conti.
Il dato più chiaro è sul 2022: il patrimonio netto sarebbe stato indicato più alto di circa 600 milioni rispetto al valore reale. Non è denaro sottratto, ma una differenza costruita nei numeri, che secondo l’accusa ha alterato la rappresentazione della società verso il mercato e le autorità di controllo.
Un effetto che […] si riflette anche sugli anni precedenti, contribuendo a presentare una società più solida e redditizia. Per questo la contestazione non si ferma al falso in bilancio. Se i conti sono gonfiati, anche la percezione esterna cambia: investitori, Stato e autorità di vigilanza leggono una società più forte di quanto sia. Da qui l’ipotesi degli investigatori di manipolazione del mercato e di ostacolo ai controlli, legata proprio alla diffusione di dati ritenuti non corretti.
Ora l’inchiesta della procura di Roma su Autostrade per l’Italia è chiusa. Gli indagati possono depositare memorie, chiedere di essere interrogati o produrre documenti. Poi la procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o, ipotesi estrema, l’archiviazione.
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roberto tomasi - matteo salvini
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