bersani d'alema schlein

ALLA FACCIA DEL RINNOVAMENTO: ELLY SCHLEIN SPALANCA LE PORTE DEL PD AL RITORNO DI D’ALEMA E BERSANI - PD IN SUBBUGLIO! UN PARLAMENTARE DENUNCIA: “NON RIESCO A VEDERE D'ALEMA NEI PANNI DI LASSIE, DI SICURO LUI HA UN DISEGNO IN TESTA. PROBABILMENTE, QUELLO DI SPACCARE IL PD E ALLEARSI CON CONTE” – IL MONITO DI BONACCINI RIVOLTO ANCHE A BERSANI E A D'ALEMA: “LA VECCHIA GUARDIA RESTI IN PANCHINA”. TRADOTTO: NON PENSI DI POTER DIRIGERE LE DANZE NEL PD CHE VERRÀ…

PD, ATTESA (E SOSPETTI) PER IL «GRAN RITORNO» DEI BIG

Estratto dell'articolo di Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

elly schlein foto di bacco (2)

Ieri è stato il turno di Elly Schlein. Dopo le «porte aperte» di Bonaccini, è stata infatti lei ad ammettere di «sperare che Bersani e D'Alema» tornino nel Pd. La campagna per le primarie, del resto, si gioca anche sui voti di Articolo 1.

 

Benché non siano tanti e comunque la maggior parte sia destinata ad andare a Schlein, con cui Roberto Speranza ha un buon rapporto. Non sembra invece intenzionata a ripercorrere a ritroso i suoi passi Rosy Bindi: «Non tornerò, il Pd può stare tranquillo», ironizza.

 

bersani d'alema

(...)

 

 

Nell'attesa di capire quale compromesso partorirà il Pd, un pezzo del partito, quello più riformista, guarda con sospetto al ritorno a casa degli esponenti della Ditta. «Non riesco a vedere D'Alema nei panni di Lassie, di sicuro lui ha un disegno in testa. Probabilmente, quello di spaccare il Pd e allearsi con Conte», mormora un parlamentare di lungo corso.

 

(...)

elly schlein foto di bacco (3)

Bersani, invece, non nasconde il suo interesse, ma avverte: «Il percorso costituente ha avuto degli intoppi, ci vuole la garanzia che vada avanti, ci vuole un nuovo manifesto». Ma il monito di questi giorni di Bonaccini è rivolto anche a lui e a D'Alema: «La vecchia guardia resti in panchina». Ossia, non pensi di poter dirigere le danze nel Pd che verrà.

 

2 - SCHLEIN APRE A D'ALEMA, NODO TEMPI SU CARTA VALORI

Giampaolo Grassi (ANSA)  Se Stefano Bonaccini ha aperto uno spiraglio, Elly Schlein ha spalancato la porta. Il congresso Pd sarà un'occasione anche per la reunion con gli scissionisti di Articolo Uno, che uscirono dal partito quando al Nazareno c'era Matteo Renzi. Fra loro, Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani.

 

"Io spero e credo" che rientrino nel Pd, ha detto Schlein, "anche perché abbiamo avuto percorsi non dissimili con Articolo Uno di Roberto Speranza. Sono convinta che il congresso sia l'occasione per ritrovare l'unità di una sinistra rinnovata nel gruppo dirigente e nella visione che propone". Nei giorni scorsi, rispondendo a una domanda sul possibile ritorno di quella che era "la ditta", il governatore dell'Emilia Romagna ha detto che le "porte sono aperte a tutti, a chiunque voglia rientrare".

 

ELLY SCHLEIN E STEFANO BONACCINI

La questione è politica ma anche tecnica. Che il congresso sia anche l'occasione per attrarre i fuoriusciti è cosa nota, tanto che, insieme al segretario dem Enrico Letta, Speranza è il garante del Comitato costituente - composto da 87 persone - che sta scrivendo il Manifesto dei valori e dei principi del nuovo Pd: la stesura si chiuderà nei prossimi giorni.

 

Da calendario, il Manifesto dovrebbe essere approvato nell'assemblea in programma sabato a Roma. Dovrebbe, perché sui tempi del via libera non c'è certezza. Tanto che il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto, ha lanciato un allarme: "Noi lavoriamo affinché sabato venga approvata la carta dei valori del nuovo Pd. E' il nostro obiettivo e lo prevede lo statuto".

 

elly schlein foto di bacco (9)

Fra i dem, però, il dibattito è aperto: c'è chi spinge per chiudere e c'è chi ritiene opportuno che a dare il via libera sia l'assemblea che verrà eletta dopo l'arrivo del nuovo segretario e non quella di adesso, che non rispecchia più gli equilibri nel partito. Dalle parti di Bonaccini, per esempio, si preferirebbe assumere il documento che arriverà sabato in assemblea come base di partenza, per poi andare avanti anche dopo le primarie con un'elaborazione che coinvolga circoli e iscritti. In zona Schlein, invece, andrebbe bene il via libera anche sabato. In ogni caso, sui tempi del Manifesto non pare ci sia aria di battaglia, come invece c'è stata sulle primarie on line.

 

Tanto che sembra profilarsi una soluzione di compromesso: sabato l'approvazione, ma lasciando aperto il percorso costituente, con la possibilità quindi di rimettere mano al Manifesto. La campagna per le primarie continua: oltre a Bonaccini e Schlein, in corsa ci sono Paola De Micheli e Gianni Cuperlo. C'è però il rebus affluenza alle primarie, in programma il 26 febbraio.

 

elly schlein foto di bacco (1)

Nel 2019, quando venne eletto Nicola Zingaretti, andò ai gazebo oltre un milione e mezzo di persone. Stavolta qualche sondaggista stima che il numero potrà essere di un milione. Dal partito non si fanno previsioni. Fra i dem la preoccupazione sul dato però c'è: un po' per la crisi del partito, un po' per i toni moderati della campagna, con i quattro candidati che non si attaccano più di tanto fra loro, un po' per la mancanza di uno scontro "viscerale" e identitario forte fra i nomi in corsa. Il timore, quindi, è che i votanti possanno risultare decisamente al di sotto del milione. L'affluenza agli appuntamenti dei candidati però sta crescendo - viene fatto notare - e con l'avvicinarsi del giorno X la temperatura salirà ancora.

elly schlein foto di bacco (7)elly schlein foto di bacco (4)bersani d'alemaelly schlein foto di bacco (5)elly schlein foto di bacco (6)D ALEMA BERSANIelly schlein foto di bacco (8)

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…