donald trump stretto di hormuz guerra iran

"LO STO FACENDO PER IL MONDO” - LE TRATTATIVE CON TEHERAN SONO IN STALLO, LE FORZE IRANIANE SPARANO CONTRO 4 NAVI CHE PROVANO AD ATTRAVERSARE HORMUZ E TRUMP DELIRA: “CON L'IRAN NON CEDERÒ PENSANDO ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, LA GENTE PUÒ SOPPORTARE IL CONFLITTO, PERCHÉ SA CHE LA REPUBBLICA ISLAMICA NON PUO’ AVERE ARMI NUCLEARI" – POI FA CAPIRE CHE SE ARABIA SAUDITA E ALTRI PAESI DEL GOLFO NON FIRMANO GLI ACCORDI DI ABRAMO (PER NORMALIZZARE I RAPPORTI CON ISRAELE) NON CI SARA’ NESSUNA INTESA CON TEHERAN – L’ATTACCO AMERICANO A BANDAR ABBAS E LA RAPPRESAGLIA DEI PASDARAN: “COLPITA UNA BASE USA”

 

I PASDARAN: COLPITA BASE AEREA USA

Da corriere.it

I Pasdaran hanno annunciato oggi di aver preso di mira una base americana in rappresaglia agli attacchi sferrati in precedenza dagli Stati Uniti nel sud dell'Iran. Lo riferisce la televisione di Stato Irib.

 

donald trump - stretto di hormuz

Media iraniani: tre esplosioni nei pressi del porto di Bandar Abbas

Tre esplosioni sono state udite nei pressi della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Lo riferiscono i media locali.

 

Hormuz, forze iraniane respingono 4 navi

Le forze navali iraniane avrebbero costretto quattro imbarcazioni a invertire la rotta mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz ed entrare nel Golfo senza coordinarsi con le autorità iraniane.

 

Lo riferisce l'agenzia d'informazione iraniana «Tasnim» citando una fonte militare informata. Secondo la ricostruzione, le unità navali iraniane avrebbero inizialmente emesso un avvertimento alle navi, e aperto successivamente il fuoco con colpi di avvertimento. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli in merito alle navi coinvolte né' risultano al momento informazioni su danni o vittime.

 

 

TRUMP: «CON L'IRAN NON CEDERÒ

DONALD TRUMP - PETROLIO

Viviana Mazza per corriere.it

Donald Trump ha detto che se i leader dell’Iran sperano che lui ceda di fronte a uno stallo prolungato, si sbagliano. «Pensavano di poter aspettare più di me. “Ha le elezioni di midterm”, pensavano. Ma non mi importano le elezioni di midterm», ha dichiarato ieri il presidente durante un incontro di governo alla Casa Bianca, riferendosi alla vittoria del candidato Ken Paxton, da lui appoggiato nelle primarie repubblicane in Texas.

 

Trump ha riconosciuto le preoccupazioni per le conseguenze di un conflitto prolungato. Allo stesso tempo ha cercato di rassicurare gli elettori che un accordo è vicino, anche se gli Stati Uniti e l’Iran non hanno ancora trovato l’intesa sugli aspetti centrali, incluso cosa fare delle riserve di uranio arricchito al 60%.

 

Ha descritto la vittoria di Paxton come «un preludio al midterm» e una prova che, nonostante la guerra sia impopolare, «le persone capiscono»: «La gente può sopportare il conflitto, perché capisce, sa che l’Iran semplicemente non può avere armi nucleari. Lo sto facendo per il mondo».

tensioni sullo stretto di hormuz tra iran e usa

 

 

 

Due settimane fa il presidente pronunciò un’altra frase che fu usata per criticarlo: disse che quando pensa ai negoziati con l’Iran non gli «importa della situazione finanziaria degli americani». Il segretario di Stato Marco Rubio e altri nell’amministrazione hanno poi detto che quella frase è stata presa fuori contesto dai critici di Trump.

 

Il presidente ha aperto l’incontro di ieri leggendo da una lista di successi su cui l’amministrazione vuole puntare nelle elezioni di midterm. «Le cose stanno andando davvero bene». Ha citato dati sull’occupazione, la sicurezza delle frontiere, il calo del tasso di criminalità, i tagli alle tasse, la Borsa, i bassi costi dei medicinali e dei piani pensionistici.

 

In ogni caso, le dichiarazioni di Trump mostrano la sua grande attenzione in questo secondo mandato per i conflitti all’estero — la minaccia di annettere la Groenlandia, la cattura del leader del Venezuela, l’Iran, le tensioni crescenti con Cuba — mentre il suo tasso di approvazione scende, i prezzi aumentano e il suo partito è sempre più preoccupato per le elezioni di novembre al Congresso.

 

TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO

Durante l’incontro di ieri Trump ha chiarito il suo desiderio di influire sull’ordine globale, arrivando a suggerire che l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo che non l’hanno ancora fatto dovrebbero aderire agli Accordi di Abramo (la normalizzazione con Israele) perché «ce lo devono» e «sarebbe qualcosa di storico». Ha dato l’impressione di considerare la firma degli Accordi di Abramo come una condizione per il raggiungimento di un accordo con l’Iran. E Steve Witkoff, il suo inviato speciale, ha detto: «Stiamo assolutamente spingendo». «Non sono certo che dovremmo fare l’accordo se non firmano», ha osservato Trump.

 

Alla domanda se accetterebbe un accordo in cui l’Iran e l’Oman si dividono il controllo di Hormuz, il presidente ha replicato che lo Stretto deve essere aperto a tutti, anche se gli Stati Uniti «lo monitoreranno». Ha spiegato che «l’Oman si comporterà bene come tutti, altrimenti dovremo bombardarli», per poi aggiungere che gli omaniti «lo capiscono e staranno bene». Allo stesso tempo Trump è tornato più volte sui suoi progetti per abbellire Washington, in particolare ridipingere di blu il fondale della piscina riflettente del Lincoln Memorial. «Adoro costruire, è davvero eccitante».

 

donald trump - stretto doi hormuz

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