TREMANO I SOVRANISTI FRANCESI: IL 7 LUGLIO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER LE PEN. MA ANCHE IL DELFINO BARDELLA HA I SUOI GUAI – MARTEDI’ PROSSIMO LA CORTE D'APPELLO DI PARIGI DOVRÀ PRONUNCIARSI SULLA ZARINA NERA DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL NEL PROCEDIMENTO RELATIVO AI PRESUNTI ASSISTENTI PARLAMENTARI EUROPEI FITTIZI. I GIUDICI STABILIRANNO SE LA TRE VOLTE CANDIDATA ALL'ELISEO POTRÀ OPPURE NO PRESENTARSI ALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 2027. SE LE PEN DOVESSE ESSERE IMPEDITA A CANDIDARSI, IL SUO DELFINO BARDELLA VERREBBE LANCIATO NELLA CORSA ALL'ELISEO. MA ANCHE LUI HA LE SUE GRANE VISTO CHE HA ANNUNCIATO L'IMMINENTE APERTURA DI UN'INDAGINE GIUDIZIARIA CHE LO RIGUARDA -“COME OGNI VOLTA, LE PROCEDURE GIUDIZIARIE SEGUONO IL CALENDARIO ELETTORALE”
Testo di Joëlle Meskens - Le Soir/Lena- Leading European Newspaper Alliance pubblicato da la Repubblica - Estratti
Jordan Bardella ha giocato d'anticipo ricorrendo all'ironia. «Come ogni volta, le procedure giudiziarie seguono il calendario elettorale», ha scritto su X, annunciando lui stesso le perquisizioni effettuate presso alcune società fornitrici del Rassemblement National e l'imminente apertura di un'indagine giudiziaria che lo riguarda.
A sentire il presidente del Rassemblement National, si tratterebbe dunque di un'operazione volta a danneggiarlo, a pochi giorni dalla sentenza della Corte d'appello di Parigi, che martedì prossimo dovrà pronunciarsi sul destino di Marine Le Pen. Con la decisione di secondo grado nel procedimento relativo ai presunti assistenti parlamentari europei fittizi del partito di estrema destra, i giudici stabiliranno se la tre volte candidata all'Eliseo potrà oppure no presentarsi alle elezioni presidenziali del 2027. Se Le Pen dovesse essere impedita a candidarsi, il suo delfino verrebbe immediatamente lanciato nella corsa all'Eliseo con la speranza di succedere a Emmanuel Macron.
Atti d'indagine opportunisticamente orchestrati per silurare la sua futura campagna elettorale? Sarà la Procura europea a valutarlo. È infatti la Procura europea, e non la magistratura francese, a essere all'origine di questi nuovi problemi giudiziari che si abbattono sul giovane eurodeputato.
Le perquisizioni, rivelate dai colleghi di Le Monde e Libération, non sono state effettuate soltanto in Francia, ma anche in Belgio, in Italia e in Spagna. È ormai da un anno che la Procura europea cerca di raccogliere elementi a sostegno dei sospetti di appropriazione indebita di fondi pubblici, favoritismo e abuso di fiducia da parte di esponenti dell'estrema destra al Parlamento europeo.
marine le pen e jordan bardella festa della vittoria a mormant sur vernisson
L'indagine riguarda il modo in cui il gruppo Identità e Democrazia, divenuto Patrioti per l'Europa dopo la nuova legislatura del 2024, ha gestito i fondi assegnati tra il 2019 e il 2024 per svolgere attività politiche connesse all'Unione europea. Il gruppo è presieduto da Jordan Bardella da due anni. Un rapporto della direzione finanziaria del Parlamento europeo sostiene che tali fondi sarebbero stati utilizzati impropriamente. Secondo il documento, sarebbero stati distratti complessivamente non meno di 4,3 milioni di euro.
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A questi problemi si aggiunge, secondo quanto riferito da Le Canard enchaîné, l'imminente apertura di un'istruttoria giudiziaria che riguarda, ancora una volta, Jordan Bardella nell'ambito dell'inchiesta sui presunti assistenti parlamentari fittizi del Parlamento europeo. Si tratta dello stesso procedimento che è costato a Marine Le Pen il processo che l'ha vista imputata. Finora il suo delfino era riuscito a evitare di essere coinvolto formalmente. Non era infatti stato rinviato a giudizio davanti al tribunale penale, benché anche lui avesse ricoperto, per alcuni mesi, l'incarico di assistente parlamentare dell'eurodeputato Jean-François Jalkh.
«Un lavoro svolto per qualche mese... quasi dodici anni fa», cerca di minimizzare Jordan Bardella. L'indagine riguarderebbe la predisposizione di documenti falsi per tentare di dimostrare, a posteriori, l'effettiva esistenza di quell'incarico di assistente parlamentare.
jordan bardella foto lapresse.
Nel suo libro La Machine à gagner (edizioni Seuil), il giornalista Tristan Berteloot aveva già rivelato questo meccanismo. Lo aveva spiegato anche a Le Soir: «Fu dato l'ordine di fabbricare successivamente una falsa rassegna stampa sull'attualità della regione Grand Est, dove lavorava l'eurodeputato. È stata inoltre ritrovata un'agenda del 2015, annotata in modo molto sommario da Jordan Bardella. Ma è stato possibile dimostrare, fattura alla mano, che quell'agenda era stata consegnata al Rassemblement National... soltanto nel 2018!».
Se martedì prossimo dovesse diventare il candidato del suo partito alle prossime elezioni presidenziali, Jordan Bardella può già prepararsi a giocare in difesa.
jordan bardella foto lapresse
JORDAN BARDELLA VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI MARINE LE PEN
le pen bardella
jordan bardella foto lapresse


