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GLI ASSALTATORI DEL CONGRESSO BRASILIANO SARANNO STATI ANCHE QUATTRO SVALVOLONI, MA AVEVANO QUALCHE SANTO IN PARADISO – A CASA DELL’EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, ANDERSON TORRES, È STATO TROVATO UN PIANO, ELABORATO DA BOLSONARO, PER ROVESCIARE IL SUO SUCCESSORE, LULA – LA POLIZIA MILITARE E I SOLDATI HANNO LASCIATO PASSARE I MANIFESTANTI. DEL RESTO, BOLSONARO ERA IL LORO UOMO, MENTRE VEDONO IL SOCIALISTA LULA COME UN NEMICO DA ABBATTERE…

 

1 - C'ERA IL PIANO PER ROVESCIARE LULA: TROVATE LE PROVE

Da “il Messaggero”

 

JAIR BOLSONARO ANDERSON TORRES

Nella casa dell'ex ministro della Giustizia del Brasile Anderson Torres la polizia federale ha trovato un piano elaborato dall'ex presidente Bolsonaro per ribaltare il risultato delle elezioni che hanno portato alla vittoria di Lula. Lo riferiscono i media brasiliani parlando di documento incostituzionale.

 

Secondo quanto si legge su Folha de San Paulo, il documento sarebbe stato trovato nell'armadio dell'ex ministro durante una perquisizione. Il testo sarebbe stato redatto dopo lo svolgimento delle elezioni.

 

polizia a cavallo aggredita dai supporter di bolsonaro

L'ex ministro della Giustizia di Bolsonaro, ieri si era detto pronto a costituirsi alla polizia per scontare una pena detentiva derivante dalla suo presunto coinvolgimento nell'assalto di domenica scorsa ai palazzi del potere di Brasilia da parte dei sostenitori radicali dell'ex presidente brasiliano.

 

Torres, che il 2 gennaio era stato nominato segretario alla Pubblica sicurezza di Brasilia, è accusato di «omissione volontaria» per non aver impedito le depredazioni di quattro giorni fa. Nelle scorse ore, la Corte suprema ha approvato per nove voti a due l'arresto dell'ex ministro, che sarebbe dovuto rientrare nelle prossime ore dagli Usa negli aeroporti di Brasilia o San Paolo.

 

supporter di bolsonaro assaltano al congresso a brasilia 11

2 - LULA ACCUSA I MILITARI E ATTACCA BOLSONARO "È UNO SQUILIBRATO"

Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

[...] I bolsonaristi che domenica hanno devastato il Congresso, il Supremo tribunale federale e il palazzo presidenziale, erano davvero convinti di stare partecipando a un colpo di Stato appoggiato dalle gerarchie militari e dagli imprenditori fedeli a Bolsonaro. A giudicare dalle ultime dichiarazioni del presidente Lula, e da quanto sta emergendo dall'inchiesta della polizia federale, qualche motivo per crederlo ce l'avevano.

 

JAIR BOLSONARO ANDERSON TORRES

«Le nostre forze armate non sono un potere moderatore come pensano di essere», sostiene il leader progressista, presidente del Brasile per la terza volta. «E Bolsonaro è uno squilibrato che dopo aver perso le elezioni si è chiuso in casa».

 

Lula parla durante una colazione coi giornalisti convocata nel palazzo di Planalto, dove le vetrate sono ancora in frantumi. «Voglio vedere i filmati registrati qui e all'interno del Tribunale. C'erano molti agenti conniventi della polizia militare e molti soldati conniventi. La porta d'ingresso di Planalto è stata aperta per gli assalitori. Non hanno neanche dovuto sfondarla, qualcuno li ha facilitati».

 

presidente lula in diretta durante l'assalto al congresso

Non sono frasi semplici da pronunciare, per l'ex sindacalista. Non in un Paese come il Brasile dove i vertici dell'Esercito continuano ad avere un peso enorme in politica, nonostante il capitolo dell'ultima dittatura si sia chiuso nel 1985. Bolsonaro, ex capitano in pensione, era il loro uomo. Lula invece è un avversario che può compromettere il loro status. […]

 

[…] Tra i sostenitori storici dell'ex presidente c'è la lobby delle pistole, soprattutto quei proprietari di Club di cacciatori, tiratori e collezionisti di armi (Cac) che durante il governo Bolsonaro hanno visto crescere il business in maniera esponenziale. [...]

 

supporter di bolsonaro assaltano al congresso a brasilia 1

Tra il luglio 2019 (primo anno del suo mandato) e il luglio 2022, il numero di Cac in Brasile è cresciuto del 1.270 per cento, passando da 151 a 2.070. E gli iscritti con porto d'armi sono diventati 673 mila dai 238.000 che erano. Per questo i detective federali pensano di trovare contatti e passaggi di soldi tra la lobby e i violenti che hanno spaccato i palazzi delle istituzioni democratiche. Costoro erano sicuri che l'Esercito, di fronte all'occupazione dell'Esplanada, sarebbero intervenuti per destituire Lula, completando il colpo di Stato. Non è andata così. Ma tanti dubbi restano.

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