berlusconi trump

TRUMP, UN BERLUSCONI MINORE - CHE DIFFERENZA C'E' TRA LA PROMESSA DEL CAV DEL 2006 ("ABOLIREMO L'ICI") E QUELLA DEL PRESIDENTE USA CHE, IN VISTA DELLE ELEZIONI, VUOLE "COMPRARE" IL VOTO DEI CITTADINI DANDO LORO 5 MILA DOLLARI OGNUNO? - GIOVANNI DIAMANTI: "RISPETTO A BERLUSCONI NEL 2006, TRUMP DEVE CONVINCERE GLI AMERICANI A CREDERE A CHI LA PROPONE. CON GLI INDICI DI GRADIMENTO ATTUALI (SOLO IL 38% LO SOSTIENE), NON SARÀ FACILE" - IL TEMPISMO SBAGLIATO DELL'ANNUNCIO DI TRUMP: "SE LA PROPOSTA DI ABOLIZIONE DELL’ICI FU LANCIATA A POCHI GIORNI DAL VOTO, IL PRESIDENTE AMERICANO HA PROMESSO I 5 MILA DOLLARI DUE MESI PRIMA DEL VOTO, CONCEDENDO ALL’OPPOSIZIONE DI SMONTARE LA PROMESSA..."

Estratto dalla rubrica "Spin off” di Giovanni Diamanti pubblicata da www.repubblica.it

 

 

berlusconi trump

“Aboliremo l’Ici! Avete capito bene: aboliremo l’Ici, su tutte le prime case e anche sulla vostra”. Furono in pochi, quella sera di aprile del 2006, a comprendere che le poche parole con cui Silvio Berlusconi concluse il dibattito contro Romano Prodi, senza diritto di replica, avrebbero accompagnato una rimonta della quale fino a quel momento si vedeva traccia quasi soltanto nei sondaggi commissionati dallo stesso leader di Forza Italia.

 

Così, nel leggere la proposta di Trump a due mesi dal voto di mid-term di un maxi-assegno di 5 mila dollari per ogni americano adulto, torna alla mente il turning point del voto del 2006. Pochi analisti presero sul serio quella promessa, eppure contribuì a rimobilitare l’elettorato berlusconiano deluso dopo cinque anni di governo.

DONALD TRUMP E SILVIO BERLUSCONI - ILLUSTRAZIONE THE ATLANTIC

 

Ma una promessa-shock può ancora spostare un'elezione come accadde in Italia vent'anni fa? Il fine che guida la mossa di Trump, d’altronde, è simile: recuperare una parte di elettorato conservatore, raddrizzare i sondaggi, ad oggi molto negativi, con una proposta che intercetti un bisogno reale dei cittadini, travolti da un costo della vita ormai difficilmente sostenibile. [...]

 

Le due promesse, tuttavia, pur avendo intenti comuni, presentano alcune differenze che potrebbero ridurre l’efficacia di questa uscita trumpiana. Anzitutto, il contesto è diverso. La campagna elettorale del 2006, con Berlusconi che si spinse fino alla celebre battuta sui “coglioni” che, votando a sinistra, avrebbero agito contro i propri interessi, fu già segnata da una contrapposizione sempre più netta tra gli schieramenti.

donald trump.

 

Tuttavia, è innegabile che il clima di oggi sia enormemente più polarizzato: in questo contesto, spostare voti nel breve termine, soprattutto per un personaggio radicalmente divisivo e universalmente conosciuto come Trump, non è facile.

 

Il suo gradimento, sempre secondo il Silver Bulletin, è al 38.5%, a fronte di un 58.2% che disapprova il suo operato: se le mid-term saranno, come è verosimile, un referendum su di lui, per i repubblicani sarà una partita molto difficile da vincere.

 

La seconda differenza del messaggio trumpiano è legata al timing: se l’annuncio dell’abolizione dell’Ici fu lanciato a pochi giorni dal voto, il Presidente americano sceglie di giocare questa carta con quasi due mesi di anticipo rispetto all’appuntamento elettorale.

silvio berlusconi versione trump

 

Un tempo che da un lato può permettergli, se lo vorrà, di articolare la promessa, per chiarirne le coperture e le modalità di attuazione; dall’altro, concede all’opposizione una grande opportunità per smontarla e rappresentarla come una boutade. Nel 2006, Berlusconi sfruttò al massimo le potenzialità dell’effetto-sorpresa: difficile che lo stesso avvenga oggi negli Stati Uniti.

 

Infine, le due promesse riflettono anche nei modi due stili molto diversi. Berlusconi era un uomo di marketing, attento alla costruzione del messaggio, e sfruttò alla perfezione i tempi e le regole del dibattito per impedire al professor Prodi una replica sicuramente ostica. Trump, invece, ha fatto dell’istinto e dell’imprevedibilità due tratti centrali della propria comunicazione, caratteristiche che nella sua carriera gli hanno permesso tanto di sorprendere gli avversari quanto di incappare in uscite infelici.

SCAMBIO DELLA CAMPANELLA BERLUSCONI PRODI

 

Non è, infatti, la prima promessa roboante della sua carriera: come ha ricordato il Washington Post all’indomani dell’annuncio, Trump aveva già proposto in passato pagamenti diretti agli americani che non si sono poi concretizzati. Anche questo contribuisce a spiegare i suoi problemi di credibilità tra l’elettorato.

 

Oggi, con i democratici avanti di 8 punti sui repubblicani secondo Reuters/Ipsos alla domanda su chi abbia il piano migliore per affrontare il costo della vita, il Presidente Usa prova a ribaltare la partita con una promessa tanto semplice quanto spettacolare. Ma rispetto a Berlusconi nel 2006 ha un ostacolo in più: prima ancora di convincere gli americani del valore della proposta, deve convincerli a credere a chi la propone. Con gli indici di gradimento attuali, non sarà facile.

giovanni diamanti 2

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