TRUMP, IL MIGLIOR ALLEATO DI PUTIN! L'ATTACCO ALL'IRAN HA OFFERTO L'OCCASIONE A “MAD VLAD” DI RIENTRARE IN GIOCO COME MEDIATORE – LO “ZAR” SI È OFFERTO DI AIUTARE L'EUROPA CON IL GAS E DI DARE AIUTO A PLACARE LO SCONTRO CON TEHERAN - TRUMP, CHE LO HA SENTITO AL TELEFONO, HA DICHIARATO: “POTREBBE ESSERE PIÙ UTILE SE PONESSE FINE ALLA GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA” - MOSCA NEI MESI SCORSI HA FORNITO ARMI A TEHERAN, MA NON LE HA MAI CONSEGNATO INVECE I SISTEMI DI DIFESA AREA AVANZATA O GLI AEREI DA COMBATTIMENTO CHE L'IRAN LE CHIEDE TEMPO…
Rosalba Castelletti per la Repubblica - Estratti
Una girandola di telefonate e l'invito alla "de-escalation".
Vladimir Putin ci prova di nuovo. Incapace com'è di fornire concreti aiuti militari a Teheran, si offre ancora una volta come mediatore nel solito tentativo equilibrista di non scontentare l'alleato iraniano, da un lato, e non sabotare il precario dialogo con gli Stati Uniti né danneggiare le sue relazioni con le monarchie del Golfo, dall'altro.
Chiamato lunedì dal presidente statunitense Donald Trump, gli aveva presentato «diverse idee per porre rapidamente fine politicamente e diplomaticamente al conflitto iraniano». L'indomani, prima il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha chiamato il suo omologo Abbas Araghchi, poi Putin ha parlato con il leader iraniano Masoud Pezeshkian per la seconda volta in tre giorni chiedendo una «rapida de-escalation» del conflitto e la sua «risoluzione attraverso mezzi politici».
Né la Casa Bianca né il Cremlino hanno voluto dire di più sul contenuto delle proposte russe. «Fin dall'inizio di questa situazione, ancor prima dell'inizio della fase militare, il presidente Putin ha proposto diverse opzioni per la nostra mediazione e i nostri buoni uffici che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni.
vladimir putin con la mimetica alla vigilia del vertice trump-zelensky
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Mentre Trump, da parte sua, ha dichiarato che Putin «vuole essere d'aiuto» nel conflitto iraniano salvo aggiungere che il leader del Cremlino «potrebbe essere più utile se ponesse fine alla guerra tra Ucraina e Russia».
In assenza di dettagli, gli analisti hanno avanzato diverse ipotesi: che la Russia abbia cercato di convincere Teheran a cessare gli attacchi se Stati Uniti e Israele faranno lo stesso o che abbia ribadito l'offerta di rimuovere l'uranio altamente arricchito iraniano. Di più Mosca non può fare.
vladimir putin donald trump volodymyr zelensky
La presunta condivisione di informazioni d'intelligence con l'Iran per aiutarlo a colpire obiettivi statunitensi in Medio Oriente non è stata confermata. Tralasciando le rassicurazioni che, stando all'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, Putin avrebbe dato telefonicamente a Trump, lo stesso Washington Post, che ne aveva dato notizia, ha precisato che «l'entità dell'assistenza russa non era del tutto chiara». E Trump ha minimizzato sostenendo che, «se anche gli iraniani ottenessero informazioni, non sarebbero di grande aiuto per loro», mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth si è detto «non molto preoccupato».
Mosca nei mesi scorsi ha fornito armi a Teheran, ma buone per reprimere brutalmente le proteste di gennaio. Non le ha mai consegnato invece i sistemi di difesa area avanzata o gli aerei da combattimento che l'Iran le chiede tempo e che le avrebbero permesso di difendersi meglio o scoraggiare l'attacco israeliano-statunitense. «Tutti hanno sopravvalutato il rapporto di difesa tra Russia e Iran. O forse hanno frainteso il fatto che si possono fornire armamenti a un Paese senza essere obbligati a combattere una guerra per lui», ha osservato Nicole Grajewski di Sciences Po.
L'accordo di "partenariato strategico globale" siglato un anno fa da Putin e Pezeshkian non prevede la mutua difesa.«L'unico impegno è non schierarsi col nemico in caso di guerra». Ed è l'unico impegno che la Russia può prendere.


