TRUMP E NETANYAHU HANNO IMBASTITO LA SOLITA SCENETTA CHE FA COMODO A ENTRAMBI – “BIBI” HA BOMBARDATO L’IRAN IN RISPOSTA AI MISSILI DEGLI AYATOLLAH, POI IL TYCOON, TRAMITE IL SOLITO BARAK RAVID DI “AXIOS” (IL GIORNALISTA ISRAELIANO CHE OTTIENE SEMPRE LE TRASCRIZIONI DELLE TELEFONATE DEL PRESIDENTE), FA SAPERE DI AVER CHIAMATO IL PREMIER ISRAELIANO E AVERLO STRIGLIATO: “BIBI, MEGLIO CHE STAI ATTENTO O SARAI PRESTO DA SOLO”. COSÌ IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA MOSTRA DI AVER FERMATO ATTACCHI PIÙ DEVASTANTI, E NETANYAHU FA VEDERE CHE VA AVANTI NONOSTANTE TUTTO – TRUMP RINCARA LA DOSE OGGI: “SE DICO A NETANYAHU DI FARE QUALCOSA, LUI LA FA” – LA VERITÀ È CHE USA E ISRAELE SI MUOVONO COORDINATI: LA FINTA TENSIONE SERVE A ENTRAMBI IN VISTA DELLE ELEZIONI DELL’AUTUNNO (LE MIDTERM NEGLI USA E LE POLITICHE IN ISRAELE)
TRUMP, 'SE DICO A NETANYAHU DI FARE QUALCOSA, LUI LA FA'
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
(ANSA) - Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l'Iran domenica? No, perché i missili erano "già in viaggio" quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Così ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall'emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa". La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto.
MINACCE, TELEFONATE E «GIOCO DELLE PARTI» DONALD A NETANYAHU: ATTENTO O RESTERAI SOLO
Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”
Israele ha colpito direttamente l’Iran per la prima volta dalla tregua dell’8 aprile, in risposta al lancio di missili balistici verso lo Stato ebraico da Teheran che a sua volta rispondeva agli attacchi israeliani contro Hezbollah a Beirut.
Netanyahu ha agito poco dopo che Trump ha preannunciato a diversi giornalisti che avrebbe chiamato il premier israeliano intimandogli di non rispondere, ma nella telefonata — secondo una ricostruzione del sito Axios — Netanyahu ha argomentato che l’inazione avrebbe danneggiato sia Israele che gli Stati Uniti come pure l’accordo che Trump sta cercando di ottenere.
Netanyahu […] non ha interpretato la telefonata come un chiaro divieto di colpire e, poco dopo, gli israeliani hanno informato gli americani che avevano deciso di rispondere e concordato con il Segretario di Stato Marco Rubio i possibili obiettivi.
missili iraniani su israele. foto lapresse
Trump ha detto ad Axios di essere riuscito a «limitare» gli attacchi israeliani.
Ma anche un impianto petrolchimico è stato colpito in Iran.
[…] ieri Trump ha chiamato di nuovo Netanyahu chiedendogli di porre fine agli attacchi. Ha detto di averlo avvertito con queste parole: «Bibi, meglio che stai attento o sarai presto da solo» così mostrando di aver frenato attacchi più significativi. Sia Israele che l’Iran per ora si sono fermati.
Anche tra i sostenitori del presidente c’è chi ripete che Netanyahu lo sta «usando» e che Trump è prigioniero delle decisioni dell’alleato. Ed è chiaro che i loro interessi divergono sull’epilogo della guerra. Ma come al solito c’è un coordinamento tra Israele e Stati Uniti, e il presidente americano pensa di poter usare la situazione ai propri fini per fare pressione e ottenere maggiori concessioni dall’Iran. […]
IL DILEMMA DI BIBI, «COSTRETTO» A DISOBBEDIRE PER RESTARE «FORTE»
Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”
«Chiamerò subito Bibi e gli dirò di non reagire». […] La richiesta di Trump ha messo Netanyahu di fronte a un bivio politico e strategico. Da una parte, cedere alla pressione della Casa Bianca e rinunciare alla rappresaglia […]. Dall’altra, sfidare apertamente il presidente americano e imboccare la strada di un’escalation potenzialmente incontrollabile, con la prospettiva per Israele di ritrovarsi isolato.
LA PACE E' VICINA - VIGNETTA BY GIANNELLI
Netanyahu ha davanti un presidente che, secondo diverse ricostruzioni, non avrebbe nemmeno smentito di averlo definito «fottutamente pazzo» nei giorni scorsi, aggiungendo che tutti odiano lui e odiano Israele. Ha davanti soprattutto un presidente le cui priorità di politica interna rendono politicamente tossica qualsiasi nuova escalation regionale. E ha davanti un leader visibilmente irritato.
Mr Sicurezza — così viene chiamato in patria il premier israeliano — arriva a questo passaggio in una condizione molto meno solida di quanto suggerisca la sua postura pubblica. Fino a pochi giorni fa contava di presentarsi alle urne come l’uomo che aveva cambiato il Medio Oriente, magari con il regime iraniano già indebolito o in via di collasso, così da relegare sullo sfondo il trauma del 7 ottobre e trasformare i successi militari in una netta vittoria per il Likud.
DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU ALLA CASA BIANCA
Quel disegno, però, si è incrinato: […] Netanyahu preferirebbe spingere il voto il più tardi possibile, sperando che da qui all’autunno maturino sviluppi favorevoli sul piano diplomatico o della sicurezza capaci di rafforzarne la narrativa. A complicare il quadro ci sono poi le tensioni nella sua stessa maggioranza, soprattutto con il fronte ultraortodosso.
La mancata approvazione della legge sull’esenzione dal servizio militare per gli haredim priva Netanyahu di una stabilizzazione politica che riteneva essenziale, ma al tempo stesso gli evita, almeno per ora, il costo elettorale di una misura molto impopolare […]
attacco iraniano in israele 3
attacco iraniano in israele 1
missili iraniani su israele. foto lapresse


