donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

TRUMP E ZELENSKY FANNO I CONTI SENZA PUTIN – “MAD VLAD” TACE SUL PIANO DI PACE RINEGOZIATO DA WASHINGTON E LASCIA PARLARE IL MINISTRO LAVROV: “RIFIUTEREMO LE PROPOSTE AMERICANE SE NON RISPECCHIANO LO ‘SPIRITO DI ANCHORAGE’”. TRADOTTO: ANNESSIONE ALLA RUSSIA DEL DONBASS, TETTO DI 600 MILA UOMINI PER L’ESERCITO UCRAINO ED ELEZIONI ENTRO 100 GIORNI A KIEV – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “LA PARTE AMERICANA PRENDE L'INIZIATIVA, IMPROVVISA, USANDO METODI TANTO EFFICACI QUANTO POCO ORTODOSSI. LA RUSSIA SEGUE IL METODO OPPOSTO. COL SILENZIO PUTIN SI TIENE LE MANI LIBERE. ZELENSKY, SPALLE AL MURO, EVITA FINCHÉ PUÒ DI DIRE DI ‘NO’ A TRUMP"

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

donald trump volodymyr zelensky alla casa bianca

All'appello manca solo la Russia. Tutti gli altri d'accordo. La pace in Ucraina è vicina. Lo dicono gli americani. Non lo negano, e lo sperano, gli ucraini. Per il premier britannico Keir Starmer, dopo aver presieduto una riunione virtuale dei Volenterosi, i negoziati si stanno muovendo nella direzione giusta.

 

Al coro ottimista non si unisce, però, la voce russa. Non ancora almeno. La più importante visto che è Mosca che ha iniziato, continua e intensifica la guerra. I russi negoziano con gli americani - ieri a Abu Dhabi - ma non con altri.

 

[...]

 

donald trump vladimir putin anchorage, alaska. foto lapresse

I passi per mettere fine alla guerra sono stati effettivamente compiuti. Manca il passo più lungo, fra Mosca e Kiev. Ammesso che l'accordo fra americani e ucraini sia raggiunto o a portata di mano, lo deve accettare la Russia.

 

E Sergei Lavrov ha messo subito le mani avanti: siamo pronti a rifiutare le proposte americane se non rispecchiano lo «spirito di Anchorage». Dove Vladimir Putin aveva ripetuto le draconiane condizioni russe: territorio da incamerare, «denazificazione» (cioè via Zelensky), ecc. Il ministro degli Esteri di Mosca, eclissatosi per un paio di settimane destando interrogativi sulla sua sorte politica, ricompare in scena per prendere in mano la trattativa diplomatica che è quanto sa fare meglio.

 

sergei lavrov vladimir putin

La sua diplomazia è quella del nyet, vecchia e gloriosa tradizione moscovita. Ma da grande professionista. Dopo quasi quattro anni di latitanza, la diplomazia rientra, in forze e per diversi canali, nella guerra russo-ucraina. [...]

 

Donald Trump che, come in Medio Oriente anzi di più, ha dato uno scossone ad una situazione incancrenita. Sono in campo quattro attori che operano in maniera e condizioni molto differenti.

 

La parte americana è movimentista, prende l'iniziativa, improvvisa, usando metodi tanto efficaci quanto poco ortodossi come i colloqui Witkoff-Dmitriev a Miami che producono 28 punti che sanno più di Cremlino che di Casa Bianca e quelli di Daniel Driscoll, che è segretario per l'Esercito, a Kiev con gli ucraini e con i russi ad Abu Dhabi. Trump pilota a distanza ma non disdegna commenti via Truth.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska. foto lapresse

La Russia segue il metodo opposto. Col silenzio Vladimir Putin si tiene le mani libere. Fa parlare (poco) a turno il suo portavoce, Dmitry Peskov («Il piano americano ci piace, quello europeo no»), e ora il ministro degli Esteri («Ma l'unico piano che conta per noi è quello russo»).

 

Con le spalle al muro da un piano americano che gli richiede di capitolare, Volodymyr Zelensky punta a salvare il salvabile. Evita, finché può, di dire di "no" a Trump e si aggrappa alla scialuppa di salvataggio europea per farlo diventare un "sì ma".

 

Presi in contropiede [...] gli europei trovano però sufficiente coesione e determinazione per una speculare controproposta, che serve a battere un colpo, e affiancano gli ucraini a Ginevra nel tentativo di far venire gli americani a più miti consigli. Ci riescono, almeno sulla carta, con i nuovi 19 punti, testo non circolato - buona prassi diplomatica, quanto durerà? - ma accettabile a Kiev, «salvo delicati dettagli».

 

donald trump volodymyr zelensky alla casa bianca

La partita diplomatica si gioca ora su questo nuovo piano. Ieri erano in corso le pretattiche. Gli americani facevano sapere che gli ucraini lo hanno «quasi» accettato, salvo qualche «delicato dettaglio» da definire.

 

Gli ucraini che sono d'accordo sui principi chiave. Traducendo dalle due versioni: i punti principali, come territorio, garanzie internazionali, limiti alle future forze armate ucraine, sono abbozzati ma non definiti. Senonché la Russia fa subito sapere che se quei 19 punti non gli stanno bene, non se ne fa niente.

 

STEVE WITKOFF DONALD TRUMP

Bisogna tornare "all'intesa" raggiunta fra Trump e Putin ad Anchorage - quale? Il presidente americano aveva detto che Russia e Ucraina dovevano mettersi a negoziare, cosa che Mosca ha rifiutato di fare. A scanso di equivoci, 460 droni e 22 missili erano appena piombati su Kiev. Per Mosca la diplomazia è un corollario della guerra.

 

Da questo ingorgo bellico-diplomatico alla fine del conflitto la strada è ancora impervia. Niente pace per il Ringraziamento (giovedì). Zelensky era pronto a recarsi urgentemente in pellegrinaggio a Mar-a-Lago o a Washington per definire con Trump i «delicati dettagli» in sospeso. Ma poi sarebbe toccato a Donald convincere Vladimir.

 

A Trump piace imporre i suoi piani di pace, non mediarli come sarebbe stato costretto a fare. Niente incontro con Zelensky, dunque, o con Putin. Li vedrà quando avranno accettato il piano di pace. Alle calende greche? Donald intanto spedisce di nuovo Witkoff a Mosca. Non un buon segnale per l'Ucraina.

volodymyr zelensky e donald trump a new york antony blinken joe biden vladimir putin sergei lavrov KIRILL DMITRIEV - STEVE WITKOFF 1

 

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