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UN DOPPIO TURNO ANTI VANNACCI – VENTISEI GIURISTI DELLA FONDAZIONE “MAGNA CARTA” HANNO INVIATO UNA LETTERA APERTA A GOVERNO E PARLAMENTO PER CHIEDERE CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PREVEDA IL BALLOTTAGGIO. TRA I FIRMATARI, L’EX DEPUTATO DEM STEFANO CECCANTI E L’EX FORZISTA GAETANO QUAGLIARIELLO – FOLLI: “CON IL BALLOTTAGGIO, IL MAGGIORE DEI PROBLEMI DENUNCIATI SAREBBE RISOLVIBILE. QUALE? LA PRESSIONE DEI PARTITI ESTREMISTI, COSIDDETTI ANTI-SISTEMA, CHE PUNTANO A CONDIZIONARE IL CAMPO. IN PARTICOLARE IL PARTITO DI VANNACCI. CON IL SISTEMA A TURNO UNICO IL PESO DELLA FORMAZIONE MASSIMALISTA È NOTEVOLE. METTERE FUORI GLI ESTREMISTI AL SECONDO TURNO AVREBBE IL PREGIO DI RENDERLI ININFLUENTI. È QUEL CHE È ACCADUTO IN FRANCIA PER DECENNI…"

 1 - LA LETTERA APERTA DEI GIURISTI: LEGGE ELETTORALE CON BALLOTTAGGIO

Estratto dell’articolo dal “Corriere della Sera”

STEFANO CECCANTI

 

Un secondo turno, come nei Comuni più grandi e sul modello delle maggiori riforme bipartisan. Così, 26 «donne e uomini che hanno prestato servizio nelle istituzioni e nella formazione delle nuove generazioni», chiedono che la nuova legge elettorale per le Politiche preveda il ballottaggio. È l’istanza della lettera aperta ai senatori e al governo della fondazione Magna Carta e dell’associazione Libertà Eguale.

 

Tra i nomi compare quello di Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex deputato dem, vicepresidente di Libertà Eguale, o quello di Gaetano Quagliariello, già esponente di primo piano di FI ex ministro per le Riforme costituzionali del governo Letta, che oggi di Magna Carta è presidente. […]

 

gaetano quagliariello foto di bacco

«Un sistema semplice — proseguono — che consenta ai cittadini di scegliere una maggioranza, evitando che si presentino al voto, in un unico turno, coalizioni troppo eterogenee, composte anche da formazioni estremiste di destra e di sinistra. Un sistema che preveda il ballottaggio qualora nessuna coalizione abbia già ottenuto nel primo turno la maggioranza assoluta (dei seggi), con l’attribuzione di un premio nei limiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale».

 

L’obiettivo? «Evitare instabilità e zoppicanti maggioranze fortuite e opportunistiche sulla testa degli elettori». Il ballottaggio non darebbe, secondo i firmatari — tra cui non mancano Francesco Clementi, Giovanni Guzzetta, Arturo Parisi e Claudio Petruccioli — vantaggi a nessuna delle coalizioni in campo, offrendo un sistema comprensibile per i cittadini.

 

2 - UN BALLOTTAGGIO PER RIFORMARE IL VOTO

Estratto dell’articolo di Stefano Folli per “la Repubblica”

 

legge elettorale

Non sappiamo se introdurre il ballottaggio finale tra le due coalizioni sia ancora possibile, data l'indifferenza mostrata dalle parti politiche. Sappiamo che sarebbe opportuno. Un emendamento alla legge elettorale di cui si discute, un semplice ritocco, ed ecco che il maggiore dei problemi denunciati sarebbe risolvibile.

 

Quale? La pressione dei partiti estremisti, cosiddetti anti-sistema, che puntano a condizionare il campo. In particolare, è ovvio, il partito di Vannacci. Con il sistema a turno unico, previsto dal modello di cui si discute alle Camere, il peso della formazione massimalista è notevole.

Se si fa entrare Futuro Nazionale nella coalizione di destra, il generale la trasformerebbe. Avremmo una sorta di Alternative alla tedesca, totalmente priva di freni inibitori. Forza Italia sarebbe costretta a uscire dall'alleanza. E come potrebbe essere altrimenti?

 

Il partito berlusconiano è in stretti rapporti con i Popolari tedeschi di Merz, nemici giurati della destra radicale e neonazista di AfD.

Non sarebbe accettabile per nessuno che il segmento italiano dell'Internazionale popolare stringa un'intesa con i vannacciani, oltretutto da una posizione di debolezza. […]

 

Roberto Vannacci

Il ballottaggio avrebbe il pregio di salvare la coerenza, seppure limitata, della coalizione originaria rigettando ai margini l'assalto dei "futuristi". Mettere fuori gli estremisti al secondo turno avrebbe il pregio evidente di renderli ininfluenti.

 

È quello che è accaduto in Francia per decenni, anche se nella Quinta Repubblica il ballottaggio è concepito in modo diverso e preferibile. Il fatto che oggi Marine Le Pen sia favorita non cambia il giudizio: il quadro è rimasto positivo per tanti anni. In ogni caso, prima conviene vedere come si conclude la campagna elettorale.

 

S'intende che anche il centrosinistra avrebbe da guadagnare con il ballottaggio. Vero che oggi Vannacci è una spina per la destra, ma rallegrarsene non porta fortuna al campo "progressista". È sufficiente una modesta fantasia per capire che l'attacco improvviso di Beppe Grillo prepara il campo ad Alessandro Di Battista, l'equivalente a sinistra del generale. Stessa demagogia, identici legami con i russi. Non è difficile convenire che il sistema elettorale, così com'è, tende ad accentuare il ruolo condizionante delle estreme. Non era l'intenzione dei presentatori, ma tant'è: la storia è fantasiosa.

 

LEGGE ELETTORALE

Ecco perché un gruppo di intellettuali politici, anche ex parlamentari e qualcuno in carica, tutti favorevoli a una soluzione "bipartisan" del rebus elettorale, hanno sostenuto l'iniziativa del costituzionalista Stefano Ceccanti: una lettera aperta inviata in queste ore a tutti i senatori e deputati.

 

Si chiede di presentare emendamenti per introdurre il ballottaggio nel caso in cui una delle coalizioni non raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno. […]

 

In poche parole, si tratta di "evitare il rischio che una legge a turno unico consegni il paese all'instabilità e a zoppicanti maggioranze fortuite e opportunistiche sulla testa degli elettori". Vasto programma, avrebbe detto l'altro generale, quel francese che per adesso rimane più popolare del "futurista". Ma è un obiettivo per il quale molti pensano valga la pena di battersi.

 

 

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