marcello minenna

SE MINENNA AVESSE LE RUOTE – IL TWEET STORM DI UNA FRONDA DI PARLAMENTARI M5S CHIEDE L’IMMEDIATA NOMINA DELL’EX ASSESSORE AL BILANCIO DI ROMA ALLA CONSOB – IL BERSAGLIO PRINCIPALE È IL PREMIER CONTE, CHE A SUA VOLTA DEVE CONTENERE IL PRESSING DI BCE E BANKITALIA, PER CUI UNO COME MINENNA È PEGGIO DELLA KRYPTONITE – INTANTO LA CONSOB DAL 13 SETTEMBRE E' SENZA TESTA

Ilario Lombardo per “la Stampa”

carla ruocco con laura bottici e marcello minenna

 

Appena sei giorni fa è avvenuto qualcosa che ha rischiato di perdersi nel fumo della rissa prenatalizia sulla manovra. Il 21 dicembre un pugno di parlamentari del M5S ha fatto partire una serie di tweet per chiedere l' immediata nomina alla Consob di Marcello Minenna, ex assessore al Bilancio del Comune di Roma, figura da sempre considerata aderente al dna del Movimento.

 

I tweet si assomigliano tutti. Scrive Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia: «Consob, ora il cambiamento. Rinviare non va bene. Abbiamo un candidato credibile, autorevole, competente e indipendente anche chi lo voleva prono al potere. #Minenna». Seguono la presidente della commissione Esteri Marta Grande, il senatore Elio Lannutti (il più agguerrito di tutti), e altri tra i quali il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, e l' ex deputata, oggi consigliera regionale, Roberta Lombardi, una che se parla morde ancora.

 

davide casaleggio luigi di maio marcello minenna

Non scrive nulla, per eleganza, Carla Ruocco, presidente della commissione Bilancio e principale sponsor di Minenna. Non parla perché tutti sanno del rapporto stretto con il candidato, e perché se parlasse lo farebbe senza sconti. Con un bersaglio preciso, il premier Giuseppe Conte. Sono troppi, i grillini, per pensare a una coincidenza non organizzata. Abbastanza per poter parlare di una fronda in pressing su Conte. Troppo simili i toni e le parole scelte per dubitare di una insofferenza ormai al limite di 5 Stelle accomunati da un' atteggiamento critico verso la linea di Luigi Di Maio.

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

Gli hashtag parlano chiaro: assieme al nome di Minenna, vengono chiamati in causa, soprattutto da Lombardi e Lannutti, il premier e il capo politico grillino. Quello stesso giorno, venerdì, a fornire l' occasione per scatenare la batteria dei parlamentari contro Conte e le sue resistenze è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti: «È da un po' di tempo che la Consob non ha il vertice. E sarà il caso che venga fatto».

 

Su Minenna però il numero due del Carroccio si limita a dire: «L' indicazione spetta al presidente del Consiglio, di concerto con il presidente della Repubblica». Sa bene, Giorgetti, cosa si agita nella pancia del M5S. Da settimane i grillini rivendicano la nomina dell' ex assessore, già dipendente della Consob. La presidenza è vacante dal 13 settembre, giorno delle dimissioni di Mario Nava, silurato dai gialloverdi.

 

marcello minenna

A metà novembre, M5S e Lega, dopo lunghe trattative che coinvolgono a incastro tutte le altre nomine, giungono a un accordo su Minenna. Ma i 5 Stelle non si fidano. Pensano che attraverso Giorgetti, anche il Carroccio voglia boicottare il candidato. Di sicuro, sono convinti che dietro Conte ci sia tutta una linea di resistenza che parte dal Colle, passa da Bankitalia e arriva alla Banca centrale europea.

 

Istituzioni che sarebbero contrarie a Minenna anche in virtù di recenti paper e pubblicazioni che propongono una rivoluzione nelle politiche monetarie della Bce e delle banche centrali. Il perfetto profilo per il governo sovranista non piacerebbe innanzitutto a Conte e ai suoi consiglieri. Mentre il Quirinale è stato chiaro nel suo richiamo al rispetto dell' indipendenza delle authority. Sta di fatto che da oltre tre mesi la Consob, la commissione che vigila sulle società quotate e la Borsa, è rimasta senza testa.

 

mario nava

La corsa di Minenna, di conseguenza, si è indebolita a favore di altri nomi, come Mirella Pellegrini, docente della Luiss, Enea Franza, interno alla Consob, Alberto Dell' Acqua, in quota leghista, e ancora: Donato Masciandaro, economista allievo di Mario Monti. Un nome, quest' ultimo, che ha spinto Lannutti a definire il presidente del Consiglio in maniera inequivocabile: «Il candidato è Minenna e non Masciandaro, gradito a Bankitalia e ai poteri marci. A che gioco st a giocando il premier a contratto, Giuseppe Conte?»

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…