“UNA LE PEN SI RITIRA SOLO QUANDO MUORE” - DOPO LA SENTENZA DI CONDANNA APPROPRIAZIONE INDEBITA DI FONDI PUBBLICI, CHE PERÒ LE HA RESTITUITO L'ELEGGIBILITÀ, LA ZARINA SOVRANISTA FRANCESE MARINE LE PEN LANCIA LA SUA QUARTA CAMPAGNA PER LE PRESIDENZIALI - E IL GALLETTO COCCODE' DI JORDAN BARDELLA SI RITROVA RIDIMENSIONATO E RIPORTATO AL SUO RUOLO NATURALE DI PORTABORSETTE - LE PEN VOLA NEI SONDAGGI: E' DATA AL 35-36% AL PRIMO TURNO, CON UN VANTAGGIO ENORME SULL'EX PREMIER ÉDOUARD PHILIPPE (19-20%): SE SI VOTASSE ORA, LA LEADER DI "RASSEMBLEMENT NATIONAL" SAREBBE IN GRADO DI VINCERE ANCHE IL BALLOTTAGGIO – MA CRESCONO I CONTESTATORI DI MARINE, SOPRATTUTTO NELLA SINISTRA RADICALE: “DELINQUENTE”. E LEI RIBATTE: “GUASTATORI DELLA DEMOCRAZIA”
1 - LE PEN LANCIA LA SUA CAMPAGNA E VOLA NEI SONDAGGI PER L'ELISEO
Anais Ginori per “la Repubblica” - Estratti
Ventiquattr'ore dopo la sentenza della Corte d'appello che le ha restituito l'eleggibilità, ma confermato la colpevolezza nel processo sugli assistenti parlamentari europei, Marine Le Pen ha inaugurato la campagna con una visita al mercato di La Flèche, nel centro della Francia.
Al suo fianco Jordan Bardella, il candidato che fino a qualche giorno fa tutti immaginavano destinato a sostituirla e che ora viene presentato "solo" come il futuro primo ministro di un eventuale governo del Rassemblement National. Le Pen si è di nuovo proclamata «innocente».
«Non sto cercando di guadagnare tempo», ha risposto Le Pen a chi le faceva notare che presentare ricorso in Cassazione è un modo di sospendere la pena, evitare di indossare il braccialetto elettronico e quindi sfruttare questi mesi per essere nella corsa all'Eliseo: «Sono una cittadina che esercita i propri diritti». La Corte di Cassazione, si è saputo ieri, potrebbe pronunciarsi «al più tardi» nell'aprile prossimo, quando si vota per la presidenziale.
Ma è anche possibile che la decisione sul ricorso che gli avvocati di Le Pen presenteranno nei prossimi giorni arrivi qualche mese prima, nel mezzo della campagna elettorale. Sono incognite che la leader ha valutato, decidendo poi di non tenerne conto. Ha deciso di candidarsi nonostante una condanna definitiva in appello e una pena di un anno con il braccialetto elettronico, confidando che il ricorso in Cassazione sospenda l'esecuzione della pena abbastanza a lungo da consentirle di arrivare al voto e magari all'Eliseo, dove scatterebbe l'immunità presidenziale.
«Una Le Pen si ritira solo quando muore», ha detto ai suoi fedelissimi, durante il conclave in cui è stata presa la decisione. Nel suo primo giorno da candidata rediviva, ha dovuto comunque affrontare decine di manifestanti di sinistra che l'hanno aspettata issando cartelli "Le Pen condannata" e "Mani sporche, testa bassa".
I militanti del Rn hanno provato a coprire le contestazioni con applausi e cori di "Marine presidente!", ma alla fine Le Pen è dovuta andar via prima del previsto. Sono contestazioni che rischiano di ripetersi in altre uscite della leader di estrema destra che ieri ha chiesto al ministero dell'Interno di garantire il buon svolgimento dei suoi comizi.
L'intenzione è ora infatti accelerare la campagna. Pochi minuti dopo l'annuncio della candidatura di Le Pen, il Rassemblement National ha svelato manifesto e slogan elettorale, «La Renaissance». Un gioco evidente con il nome del partito di Macron ma anche sull'idea di rinascita della leader che nel manifesto appare a braccia spalancate in una posizione quasi da Cristo.
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE
Le Pen ha confermato che Bardella sarà il suo premier in caso di vittoria. Il ticket politico è una novità per la presidenziale francese, molto accentrata su un unico nome, l'incontro tra "un uomo e il popolo" come vuole la tradizione. E i primi sondaggi non registrano un impatto negativo della condanna, ma anzi collocano Le Pen tra il 35 e il 36 per cento al primo turno, con un vantaggio enorme sull'ex premier Édouard Philippe, fermo tra il 19 e il 20. Secondo le rilevazioni di Ifop, se si votasse ora Le Pen sarebbe in grado di vincere anche il ballottaggio.
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2 - LE PEN PARTE CON UN BAGNO DI FOLLA MA CRESCONO I FISCHI: «DELINQUENTE»
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE
S. Mon. per il “Corriere della Sera” - Estratti
Uno dei più vecchi slogan lepenisti è l’ormai quasi dimenticato «Mani pulite e testa alta», gridato negli anni in cui Jean-Marie e Marine si dichiaravano diversi, più onesti e più orgogliosi, e accusavano tutti gli altri politici di essere corrotti e venduti. Ieri però quello slogan è stato riesumato dagli oppositori e trasformato in «Mani sporche e testa bassa», negli striscioni e nei cori dei circa 60 militanti melenchonisti ed ecologisti che hanno aspettato Marine Le Pen e Jordan Bardella al mercato di La Flèche, poco lontano da Le Mans.
All’indomani della condanna in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici, e della decisione di candidarsi comunque per la quarta volta all’Eliseo, Marine Le Pen ha scelto di cominciare subito la sua campagna elettorale con l’esercizio che tradizionalmente le riesce meglio: il bagno di folla tra la bancarelle di una cittadina di provincia, tra un produttore bio che le fa assaggiare le albicocche e i ragazzini alle finestre che gridano «Marine présidente, Marine présidente! », come se una popstar avesse incredibilmente deciso di andare a salutare proprio loro, proprio lì.
È un copione che si ripete da anni, e che dimostra un dato di fatto difficile da smentire: al di là di mille ragioni socio-politiche, delle considerazioni sul voto di protesta o di adesione, Marine Le Pen è davvero popolare, amata, riconosciuta da tantissime persone come «una di loro», il che non è poco per una esponente politica che evoca il «popolo» a ogni frase dei suoi discorsi, e che ha cominciato la sua ennesima battaglia per diventare la presidente di tutti i francesi.
Le novità, ieri, erano due: la presenza al suo fianco di Jordan Bardella, ridimensionato e riportato al suo ruolo naturale di accompagnatore, delfino e aspirante primo ministro, dopo avere accarezzato per qualche mese il sogno di sostituire Marine nella corsa all’Eliseo se lei non avesse potuto presentarsi;
e poi i contestatori, più numerosi e rumorosi del solito, con i loro cartelli «delinquente!» che rompevano la versione lepenista di presunzione di innocenza, almeno fino a quando non si sarà pronunciata anche la Cassazione. Nessun rischio reale per il ticket «Le Pen-Bardella», come lo chiama la stessa Marine, anche perché il dispositivo di sicurezza è sempre imponente.
Ma la passeggiata trionfale tra la folla è stata comunque più breve del solito, una presenza di appena 27 minuti in una cittadina da tempo roccaforte non solo del Rassemblement national ma proprio della famiglia Le Pen, in particolare della sorella Marie-Caroline e di suo marito l’eurodeputato Philippe Olivier, genitori di Nolween Olivier, ex fidanzata di Jordan Bardella appena nominata direttrice della comunicazione della campagna della zia.
«Se i miei avversari riescono solo a contestarmi, significa che non hanno niente da proporre ai francesi», ha detto Marine Le Pen, bollando l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon di «guastatori della democrazia».
marine le pen nel video pro orban
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