gianluca gauzzi broccoletti

IL VATICANO IN GUARDIA - GIANLUCA GAUZZI BROCCOLETTI, VICE DI GIANI, PRENDERÀ IL COMANDO DEI GENDARMI. 45 ANNI, DI GUBBIO, LAUREATO IN INGEGNERIA DELLA SICUREZZA E PROTEZIONE ALLA SAPIENZA, SPOSATO E CON DUE FIGLI, È ENTRATO NELLA GENDARMERIA VATICANA NEL 1995, DIVENTANDO NEL 1999 RESPONSABILE DELLA PROGETTAZIONE E SVILUPPO DELL'INFRASTRUTTURA DI NETWORKING E DI CYBER SECURITY

 

ANSA

 

All'indomani dell'uscita di scena di Domenico Giani, di cui ha accolto ieri le dimissioni, papa Francesco ha nominato oggi direttore della Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile dello Stato della Città del Vaticano e comandante del Corpo della Gendarmeria l'ing. Gianluca Gauzzi Broccoletti, finora vice direttore e vice comandante. Trovano conferma, così, le indiscrezioni che davano il vice di Giani come il più accreditato a salire al comando del Corpo di sicurezza vaticano.

 

gianluca gauzzi broccoletti e papa francesco

E' l'ulteriore sviluppo questo, della clamorosa vicenda che è costata il posto a Giani, cioè la pubblicazione sulla stampa della "disposizione di servizio", corredata di foto segnaletiche, con cui venivano sospesi dall'incarico cinque addetti vaticani - quattro laici e un monsignore - interessati dalle indagini in Segreteria di Stato e all'Aif sui operazioni finanziarie condotte negli ultimi anni con fondi dell'Obolo di San Pietro, in particolare l'acquisto per 200 milioni di un immobile di lusso al centro di Londra.

 

L'avviso firmato da Giani sull'allontanamento temporaneo dei cinque, ad uso interno degli agenti della Gendarmeria e delle Guardie Svizzere, è finito sulle pagine dell'Espresso, un fatto che ha fortemente irritato il Papa, al punto da bollarne la "gravità" come "paragonabile ad un peccato mortale, poiché lesivo della dignità delle persone e del principio della presunzione di innocenza", e da ordinare l'avvio di un'inchiesta interna. Non essendo uscito il responsabile della fuga di documenti - a tutti gli effetti un nuovo caso 'Vatileaks' - a pagare per "responsabilità oggettiva" è stato lo stesso Giani.

 

La scelta di lasciare "era intrinseca nel mio lavoro: ho sempre detto che sarei stato pronto a sacrificare la mia vita per difendere quella del Papa. E' lo spirito con il quale ho preso questa decisione", dice l'ormai ex capo della Gendarmeria alla Nazione, nelle pagine di Arezzo, sua città d'origine.

guardie svizzere e gendarmi vaticani

 

"Anche per me quella fuga di notizie è stata vergognosa, ha calpestato la dignità di chi l'ha subita. Capisco fino in fondo il Papa", ribadisce. L'autore? "Sì, lo confesso: speravo parlasse. E credo che l'autore non lo abbia fatto per malafede, forse solo per superficialità". Sulle indiscrezioni secondo cui in cambio del suo gesto avrebbe ricevuto promesse e riconoscimenti, chiarisce: "No, niente. Esco senza niente, questo è chiaro. Ma è così che deve essere, almeno in Vaticano".

 

"Credo di aver accumulato esperienze e professionalità che conto possano tornarmi utili, ma in questo momento non c'è alcuna alternativa, si riparte da zero", aggiunge.

Il successore Gauzzi Broccoletti, 45 anni, di Gubbio (Perugia), laureato in Ingegneria della Sicurezza e Protezione alla Sapienza, sposato e con due figli, è entrato nella Gendarmeria vaticana nel 1995, diventando nel 1999 responsabile della progettazione e sviluppo dell'infrastruttura di tecnologia di networking e di sicurezza della Città del Vaticano e di Cyber Security. Nel 2010 è stato trasferito al Centro Operativo di Sicurezza, fino a diventare vice comandante del Corpo nel 2018.

 

Secondo  quanto aveva scritto l'Espresso, il Corpo della Gendarmeria aveva spedito una disposizione di servizio al personale interno dello Stato e alle Guardie Svizzere che controllano gli accessi, che segnalava che 5 persone erano state "sospese cautelativamente dal servizio".

 

Si tratta di due dirigenti apicali degli uffici della Segreteria, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi, di un'addetta all'amministrazione, Caterina Sansone, e di due alti dirigenti vaticani: mons. Maurizio Carlino, da poche settimane capo dell'Ufficio informazione e Documentazione, e il direttore dell'Aif Tommaso Di Ruzza. "I suddetti" si legge nella nota firmata dal comandante Domenico Giani "potranno accedere nello Stato esclusivamente per recarsi presso la Direzione Sanità ed Igiene per i servizi connessi, ovvero se autorizzati dalla magistratura vaticana. Monsignor Mauro Carlino continuerà a risiedere presso la Domus Sanctae Marthae".

gianluca gauzzi broccoletti

 

L'indagine è solo agli inizi, ma risulta all'Espresso che le "operazioni finanziarie compiute nel tempo", al centro delle indagini secondo il comunicato di ieri della Sala stampa vaticana, riguardano alcune compravendite immobiliari milionarie all'estero, in particolare immobili di pregio a Londra, e alcune "strane" società inglesi che avrebbero partecipato al business.

 

Per la cronaca, Tirabassi gestisce gli investimenti finanziari nella Segreteria di Stato, nell'Ufficio Amministrativo, posizione molto delicata occupandosi tra l'altro dell'Obolo di San Pietro, che ha visto il suo storico numero uno, monsignor Alberto Perlasca, traslocare lo scorso 26 luglio, quando papa Francesco l'ha nominato promotore di Giustizia al Tribunale della Segnatura Apostolica. Gli investigatori starebbero inoltre analizzando proprio alcuni flussi finanziari dei conti su cui transita appunto l'Obolo di San Pietro, l'insieme delle offerte di denaro fatte dai fedeli e inviate al Papa per essere redistribuite a sostegno della missione della Chiesa e delle opere di carità.

papa francesco domenico giani

 

Ma anche e soprattutto per il sostentamento dell'apparato vaticano. Nel 2015, i conti e gli investimenti da fondi provenienti dall'Obolo avevano raggiunto la somma record di quasi 400 milioni di euro. Ogni conto e spostamento di denaro adesso è stato messo sotto i raggi X, per vedere se alcune irregolarità ipotizzate nascondono qualcosa di più grave. Le denunce fatte dallo Ior e dal Revisore generale interesserebbero un arco temporale recente, quando gli uffici messi nel mirino della magistratura, quelli della Prima Sezione "Affari Generali" della Segreteria di Stato erano guidati da monsignor Angelo Becciu, ex sostituto diventato pochi mesi fa prefetto per la Congregazione delle Cause dei Santi e cardinale. Monsignor Carlino, appena sospeso da ogni funzione, è stato per anni il segretario personale del porporato.

papa francesco domenico gianiDomenico Giani DOMENICO GIANI PAPA RATZINGER E DOMENICO GIANI papa francesco domenico giani

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…