IL GOVERNO FA RIDERE, L'OPPOSIZIONE DI PIU'! IL VOTO DI IERI ALLA CAMERA CERTIFICA NON SOLO LA DISSOLUZIONE DELLA MAGGIORANZA MA L’ASSENZA DI UNA OPPOSIZIONE DEGNA DI QUESTO NOME – IL BOATO E LE SCENE DI GIUBILO, ALLA NOTIZIA DELLA BOCCIATURA DELL’EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE, SONO STATE RIDICOLE: TUTTI IN PIEDI, BRACCIA ALZATE, PUGNI STRETTI, PROVENZANO CHE INVITA IL GOVERNO A SMAMMARE, NEANCHE FOSSERO A UN'ASSEMBLEA D'ISTITUTO – COSA CAZZO FESTEGGIANO SCHLEIN E COMPAGNIA SINISTRATA? NON SOLO NON HANNO CERTEZZA DI VINCERE LE ELEZIONI MA NON HANNO UN PROGRAMMA, NE’ UNO STRACCIO DI LEADER E SULLA POLITICA ESTERA SONO SPACCATISSIMI – CALENDA: “LA DESTRA E LA SINISTRA SONO ATTORI DI UN TEATRINO RIDICOLO” – IL POLLICE VERSO DI ELLY (MEJO DI COMMODO) - VIDEO
Hanno esultato come se avessero vinto una battaglia storica. In realtà hanno festeggiato una sola cosa: impedire agli italiani di scegliere i parlamentari. Hanno voluto il voto segreto e applaudito la bocciatura delle preferenze. Noi ci abbiamo messo la faccia. Loro, l’han persa pic.twitter.com/N2oy40Fo1j
— Tommaso Foti (@TommasoFoti) July 14, 2026
? Per molti lecchini della Meloni si torna a casa , è finita la mangiatoia, ma soprattutto finisce la sofferenza degli italiani.
— Caribeño (@ValterRimini) July 14, 2026
GAME OVER ? pic.twitter.com/kCnc3vG0Rb
Che tristezza vedere la sinistra festeggiare per la bocciatura delle preferenze. Ovviamente questi sono i banchi del Movimento 5 Stelle… si spiegano tante cose. pic.twitter.com/05n5IgXqdi
— Poveri comunisti (@povcomunisti_) July 14, 2026
Estratti da repubblica.it - Estratti
E chi se l’immaginava una vittoria così? Prima il boato in aula — tutti in piedi, braccia alzate e pugni stretti — non appena il presidente di turno pronuncia la formula di rito, che in fondo nessuno si aspettava: «La Camera respinge».
Poi il sit-in in piazza, proprio in faccia al palazzo, convocato da Riccardo Magi per celebrare il funerale della democrazia, trasformato in un lampo nel suo contrario: il battesimo di un nuovo inizio, di un campo progressista stavolta largo per davvero, quello che nell’emiciclo di Montecitorio ha saputo fare squadra, sconfiggere i veti reciproci e infine pure la destra. «Incredibile, è successo sul serio», si guardano stupiti i deputati d’opposizione solcando a passi rapidi il Transatlantico.
Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni escono insieme da Montecitorio, insieme raggiungono la colonna Antonina assediata da baci, abbracci e risate come dopo un rigore che vale il mundial. Si mescolano al renziano Davide Faraone, al socialista Enzo Maraio che non sta in Parlamento ma nell’alleanza sì, ai militanti di Possibile, Volt e altri piccoli movimenti venuti a dare man forte nella battaglia contro il Melonellum.
Schierati uno a fianco all’altro, finalmente senza distinguo. La più felice sembra la segretaria del Pd. La linea «testardamente unitaria» è diventata realtà: «Siamo stati perfetti», esulta, «uniti e compatti non abbiamo perso un voto, in aula come in piazza, è questa la nostra immagine». Non quella vista a Napoli una settimana fa, è il sottinteso: il flop dell’esordio contestato dai disoccupati organizzati e dai duri di Potere al popolo,
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