steve witkoff donald trump vladimir putin

WITKOFF, LO SCRIBA DI PUTIN – L’INVIATO SPECIALE DI TRUMP, CHE HA REDATTO IL PIANO DI PACE TRA RUSSIA UCRAINA, SI È LIMITATO A TRASCRIVERE LE PRETESE RUSSE, SENZA CONSULTARE KIEV NÉ GLI EUROPEI – WITKOFF HA FATTO UN PASTROCCHIO: HA SCRITTO E SUBITO CANCELLATO UN POST SU X, CHE PROBABILMENTE DOVEVA ESSERE UN MESSAGGIO PRIVATO. "DEVE AVERLO RICEVUTO DA K...", HA SCRITTO, PARLANDO DELL'ARTICOLO DI “AXIOS” SUL PIANO. IL SIGNOR "K" SAREBBE KIRILL DMITRIEV, INVIATO DI PUTIN A WASHINGTON….

WITKOFF SCRIVE E POI CANCELLA POST SULLA FONTE DEL PIANO A AXIOS

STEVE WITKOFF PASSEGGIA A MOSCA con Kirill Dmitriev

 (ANSA) - Sky news dà conto di un interessante particolare di ieri quando Axios ha diffuso per primo la notizia che gli Usa stanno elaborando un piano di 28 punti per la pace in Ucraina parlando in segreto con i russi.

 

L'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha scritto e subito cancellato un post su X, che probabilmente doveva essere un messaggio privato.

 

"Deve averlo ricevuto da K...", ha scritto Witkoff, su X. Secondo Sky News, l'inviato Usa stava parlando dell'articolo di Barak Ravid di Axios sul piano, facendo ipotesi sulla fonte del giornalista.

 

jared kushner e steve witkoff

Chi è la "K" nel messaggio di Witkoff? Probabilmente, scrive Sky News, è Kirill Dmitriev, diventato l'inviato di Putin a Washington, in sostanza, l'omologo russo di Witkoff.

 

QUATTRO MANI PER UN PIANO PESSIMO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Un piano per mettere fine alla guerra in Ucraina costruito dal tuttofare di Donald Trump, Steve Witkoff, e il capo del Fondo russo per gli investimenti all’estero, Kirill Dmitriev, sarebbe stato visionato da Rustem Umerov, l’ex ministro della Difesa dell’Ucraina e attuale consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

[…] Witkoff è forte della conclusione dell’intesa in medio oriente per la liberazione degli ostaggi rapiti da Hamas e il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, Trump si fida di lui e immaginare che gli abbia affidato anche la costruzione di un accordo per la fine della guerra in Ucraina è verosimile.

 

[…] Il piano per Gaza aveva funzionato perché Trump era riuscito a costruire un ampio consenso, coinvolgendo anche le monarchie del Golfo, la Turchia, il Qatar, l’Indonesia, l’Egitto. Il piano per la guerra in Ucraina sembra invece un’iniziativa ristretta, messa in piedi per costringere Zelensky a cedere.

 

Le fonti della Casa Bianca che hanno parlato con Politico hanno detto che l’iniziativa verrà annunciata o questa o la prossima settimana e gli americani ritengono sia il momento propizio per arrivare a un accordo, perché Zelensky è talmente infragilito dagli scandali per la corruzione nel settore dell’energia da non poter rifiutare compromessi che fino a ora non avrebbe mai potuto accettare.

 

STEVE WITKOFF PASSEGGIA A MOSCA con Kirill Dmitriev

Ma è proprio la fragilità a mettere il presidente ucraino nelle condizioni di essere ancora più duro e non poter acconsentire a un accordo che sta emergendo come un patto segreto fra americani e russi, scritto alle spalle degli ucraini e senza il coinvolgimento degli europei, in cui si chiede a Kyiv di cedere alle volontà di Mosca che includono la totale cessione della regione di Donetsk, che l’esercito russo non è riuscito a conquistare del tutto  (ne detiene circa il 77 per cento);

 

l’inserimento del russo come lingua ufficiale; la rinuncia degli ucraini al sostegno degli Stati Uniti e anche la cessione di parte degli armamenti e la riduzione dell’esercito di Kyiv.

 

vladimir putin e donald trump - anchorage alaska

La proposta prevede anche che il resto della linea del fronte venga congelato e Mosca otterrebbe anzi il riconoscimento degli Stati Uniti e di altri paesi della Crimea e delle due regioni del Donbas, Donetsk e Luhansk come parte del territorio russo.

 

Witkoff si sarebbe limitato a trascrivere le volontà di Dmitriev, promettendo all’Ucraina e agli europei delle garanzie di sicurezza, di cui però non ci sono dettagli.

 

Martedì Zelensky aveva detto di voler riaprire i colloqui di pace, Umerov lo aveva edotto della proposta di Witkoff, che non esiste in forma scritta.

 

L’emissario di Trump avrebbe dovuto incontrare Zelensky ieri ad Ankara con il mandato del capo della Casa Bianca di raggiungere un accordo con il presidente ucraino, che fino a questo momento aveva accettato molti compromessi, mettendo una sola linea rossa: che l’accordo non ponesse le basi per una futura nuova invasione.

 

Recep Erdogan volodymyr zelensky

E’ interessante come, secondo i resoconti delle tre testate, Witkoff abbia davvero cercato di ripercorrere i passi fatti per trovare un punto di incontro fra Hamas e Israele, chiedendo anche al Qatar e alla Turchia, coinvolti già nei negoziati in medio oriente, di aiutare nella stesura del piano.

 

Con i risultati raggiunti fra Israele e Hamas, era stato Zelensky a dire a Trump che sperava potesse riuscire a creare un percorso per la pace in Ucraina, e Trump stesso sperava di potersi muovere sullo slancio del cessate il fuoco a Gaza.

 

[…] Zelensky ha anticipato il suo rientro in Ucraina: dopo la visita in Turchia ha fatto ritorno ieri notte per incontrare una delegazione del Pentagono.

attacco russo a ternopil in ucraina

jared kushner e steve witkoff

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…