giorgia meloni giancarlo giorgetti unione europea ue procedura infrazione

LE PROMESSE AL BUIO DI GIORGETTI – IL MINISTRO DELL'ECONOMIA ASSICURA CHE L'ITALIA RISPETTERA’ LE RIGIDE REGOLE EUROPEE SUI CONTI PUBBLICI. MA FINORA NON HA FORNITO NUMERI PRECISI A BRUXELLES – IL MEF HA 10 MILIARDI DI COPERTURE PER LA MANOVRA, MA NE SERVONO ALTRETTANTI – DALLA REVISIONE AL RIBASSO DEL PIL 2023 DELL’ISTAT (-0,2%) ARRIVA UN NUOVO COLPO AL TESORO – E BRUXELLES CONFERMERÀ CHE FINO AL 2031 L'ITALIA DEVE RIDURRE IL DEFICIT DI 13 MILIARDI L’ANNO...

ISTAT

ISTAT RIVEDE AL RIBASSO IL PIL DEL 2023 A +0,7%

(ANSA) - Nel 2023 il tasso di variazione del Pil italiano in volume è pari a 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alla stima del marzo scorso. Lo rende noto l'Istat in base alla revisione generale dei Conti economici nazionali. Sulla base dei nuovi dati, nel 2022 il Pil in volume è aumentato del 4,7%, al rialzo di 0,7 punti percentuali, nel 2021 è cresciuto dell'8,9%, con una revisione di +0,6 punti percentuali. 

 

ISTAT TAGLIA IL DEBITO DEL 2023 AL 134,6% DEL PIL 

REVISIONE AL RIBASSO DEL PIL

(ANSA) - Migliorano le stime sul debito italiano nel 2023. Secondo le ultime revisioni dei conti economici nazionali, il rapporto con il Pil si è attestato al 134,6%. Nel Def e nell'ultimo comunicato dell'Istituto di statistica di aprile era indicato un rapporto al 137,3%. 

 

ISTAT MIGLIORA IL DEFICIT 2023 AL 7,2% DEL PIL

(ANSA) - Il deficit italiano in rapporto al Pil nel 2023 è pari al 7,2%, migliorato rispetto alla stima pubblicata ad aprile che indicava -7,4%. Lo rende noto l'Istat che ha rivisto anche le sti

 

LA LINEA DI GIORGETTI: SUI CONTI PUBBLICI NESSUNA SCORCIATOIA

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

giancarlo giorgetti in conferenza stampa 2

Stamattina con la revisione del livello del prodotto interno lordo dal 2021 in poi, comunicata dall’Istat, inizierà ad alzarsi un po’ della nebbia su cosa è possibile e cosa no nella legge di Bilancio imminente. L’istituto statistico, quasi in simultanea con i suoi omologhi dell’intera Unione europea – ciascuno per il proprio Paese – farà sapere che il prodotto lordo dell’Italia viene ricalcolato al rialzo: circa venti miliardi in più nell’anno-base 2021 e nei seguenti, dunque è prevedibile che la Banca d’Italia tra circa un mese stimerà un debito pubblico un po’ più basso – rispetto al Pil – del 137,8% […]

 

PIL E MANOVRE IN ITALIA - CORRIERE DELLA SERA

Quel che cambia per la legge di Bilancio, in particolare per la correzione sul 2025, è pochissimo. Forse qualche centinaia di milioni di euro in meno, al meglio, su un aggiustamento da circa venti miliardi. Subito dopo l’annuncio dell’Istat infatti i tecnici della Commissione europea rivedranno con i nuovi dati la loro «analisi di sostenibilità del debito» in proiezione futura.

 

E poiché non variano né la dinamica di fondo del debito stesso, né il suo costo previsto in tassi d’interesse, né il potenziale di crescita del Paese, né l’aumento della popolazione in pensione o bisognosa di cure, la richiesta rivista da Bruxelles arriverà fra qualche giorno e sarà molto simile all’attuale: fino al 2031 circa 13 miliardi di riduzione «strutturale» del deficit all’anno – cioè al netto di una tantum e fattori passeggeri – e una spesa pubblica che, espressa in euro, deve salire di non più dell’1,6% all’anno.

 

CASSE VUOTE AL MEF - VIGNETTA BY GIANNELLI

Il governo, attraverso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è stato chiaro con la Commissione: queste grandezze non sono in discussione e l’Italia le rispetterà, anche se non ha ancora comunicato granché a Bruxelles sul merito delle misure per riuscirci.

 

Ma come non può arrivare un grande aiuto alla manovra dalla revisione del Pil (a dispetto delle voci circolate a Roma per settimane), altrettanto improbabile è che un vero contributo alla manovra venga da qualche forma di tassa sugli «extraprofitti» delle banche o altre grandi imprese.

 

La ragione, ancora una volta, si trova nel rapporto con Bruxelles: le nuove regole europee richiedono coperture di bilancio «strutturali» – cioè ricorrenti negli anni – mentre una tassa sugli «extraprofitti» colpisce per definizione delle basi imponibili eccezionali. Dunque non necessariamente ricorrenti. Diverso sarebbe se il governo varasse nuove imposte permanenti su certe categorie di imprese. Ma, in quel caso, rischierebbe una stretta al credito se l’aumento della pressione fiscale riguarda le banche o ulteriori aumenti dei costi già alti dell’energia [...]

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 7

Il punto di fondo è che il governo deve finanziare in modo permanente 10,79 miliardi di taglio al cuneo fiscale (ai valori del 2024) più altre una tantum stimate dall’Ufficio parlamentare di bilancio per un costo totale dal 2025 di circa 21 miliardi. Ma altre strade per trovare coperture di bilancio che rispondano alle regole europee, almeno in parte, si profilano. L’aumento del gettito fiscale registrato quest’anno in parte è ricorrente, dunque «strutturale», perché deriva da un aumento dell’occupazione che sembra consolidato (su questo sono in corso analisi della Banca d’Italia).

 

La transizione dal reddito di cittadinanza all’assegno di inclusione e al «contributo formazione lavoro» potrebbe far risparmiare due miliardi in più, rispetto ai due miliardi di risparmi già previsti. I tagli di spesa ulteriori a quelli già previsti e le riduzioni su alcuni incentivi fiscali, per esempio i bonus su seconde e terze case, dovrebbero liberare miliardi.

 

Anche il concordato fiscale preventivo dovrebbe portare un contributo di almeno due o tre miliardi, benché si associ a un condono tombale sul passato di chi aderisce e di fatto si profili (anche) come un patto con alcuni grandi evasori per recuperare una quota frazionale di quanto dovrebbero, sollevandoli da ogni preoccupazione.

 

GIANCARLO GIORGETTI

Nel complesso il governo sembra oggi poter contare su una decina di miliardi di risorse strutturali per finanziare la manovra. In apparenza, si tratta di metà delle somme in teoria necessarie alla riconferma di tutte le misure di sgravio «una tantum» oggi in vigore. Nella realtà però almeno la prima parte della riduzione dell’Irpef fino a 35 mila euro è di fatto finanziata dalla cancellazione dell’Ace («Aiuto alla crescita economica»), lo sgravio agli imprenditori che rafforza l’azienda con capitale proprio. Resterebbero fuori per ora dunque solo gli sgravi minori e si vedrà se il governo rinuncerà ad alcuni di essi. [...]

GIANCARLO GIORGETTI ALLA PARTITA DEL CUOREANDAMENTO DEL FABBISOGNO STATALE IN ITALIA

Ultimi Dagoreport

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…