giorgia meloni salario minimo salari

PER I LAVORATORI LA FREGATURA È SEMPRE DIETRO L'ANGOLO  PUR DI NON INTRODURRE IL SALARIO MINIMO CHIESTO DALLE OPPOSIZIONI, NEL DECRETO “PRIMO MAGGIO”, IL GOVERNO INTRODUCE IL CONCETTO DI “SALARIO GIUSTO”, OVVERO QUELLO FISSATO DAI CONTRATTI DI CATEGORIA STIPULATI DA SINDACATI PRINCIPALI – RESTA UN PICCOLO PROBLEMA: COME APPLICARE IL SALARIO GIUSTO NEI SEGMENTI PIÙ “DEBOLI” DEL LAVORO, DOVE NON C’È UN CONTRATTO DI CATEGORIA? IL RICONOSCIMENTO NON È AUTOMATICO E QUINDI SI DOVRÀ RICORRERE ALLA MAGISTRATURA – E COME SI FA CON IL "LAVORO POVERO", QUELLO REGOLARMENTE RETRIBUITO MA INSUFFICIENTE A GARANTIRE UN DECENTE TENORE DI VITA? 

1. LA DIFFERENZA TRA SALARIO MINIMO E SALARIO GIUSTO

Estratto dell’articolo di Enrico Marro per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni marina calderone lapresse

Con la definizione di «salario giusto», messa nel decreto Primo maggio, il governo abbandona l’idea di entrare a gamba tesa nella trattativa sulle regole della contrattazione in corso da mesi tra Cgil, Cisl, Uil e le maggiori sigle imprenditoriali.

 

 Anzi, decide che il salario giusto è proprio quello fissato dai contratti di categoria stipulati da sindacati e sigle datoriali «comparativamente più rappresentative», quindi, di fatto, esattamente Cgil, Cisl, Uil per i lavoratori e Confindustria, Confcommercio e le altre grandi associazioni per le imprese.

 

SALARIO MINIMO

Come ha certificato il Cnel, già ora il 97% dei dipendenti privati è coperto da uno dei 99 contratti stipulati da Cgil, Cisl e Uil mentre solo il 2%, 350 mila lavoratori, da uno degli 800 contratti firmati da sigle minori, spesso a scopo di dumping salariale.

 

Il decreto, proprio per scoraggiare il ricorso a questi contratti pirata, stabilisce che gli incentivi pubblici non verranno più dati alle aziende che non applicano i contratti più rappresentativi.

 

Non solo. Il decreto prende come riferimento per il salario giusto non i minimi di retribuzione definiti da questi contratti, ma il più generoso «trattamento economico complessivo» (Tec) che comprende tutte le voci, dagli straordinari ai premi. [...]

 

SALARIO MINIMO - PROTESTE DEL PD ALLA CAMERA

Un salario giusto che è più di un salario minimo, fissato dai contratti e non dalla legge, come vorrebbe la sinistra con la proposta dei 9 euro lordi l’ora. Resta da vedere come esso si possa far valere nei segmenti più deboli del lavoro.

 

Il decreto dice che dove non c’è un contratto si deve lo stesso applicare il Tec del contratto della categoria più simile. Ma è evidente che questo riconoscimento non è automatico bensì continuerà a passare per il ricorso alla magistratura.

 

2. LANDINI: ZERO EURO A CHI LAVORA I SOLDI VANNO TUTTI ALLE IMPRESE

Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI E MAURIZIO LANDINI

I sindacati vanno dalla «grande soddisfazione» espressa dalla segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, che considera il decreto Primo Maggio «il primo passo di un Patto sociale per rilanciare retribuzioni, tutele e occupazione di qualità», alle critiche radicali del leader della Cgil Maurizio Landini, che obietta che «bisognerebbe spiegare al governo che il Primo Maggio è la festa dei lavoratori, e in questo decreto i 960 milioni vanno tutti alle imprese».

 

Interlocutoria la posizione del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri che, in attesa di conoscere in dettaglio il contenuto del provvedimento, ribadisce la richiesta al governo di non esercitare la delega sul lavoro. [...]

 

pierpaolo bombardieri giorgia meloni maurizio landini a palazzo chigi

Proprio sugli incentivi alle assunzioni, però, si concentrano le maggiori critiche di Landini: «Semplicemente danno soldi se un'azienda assume. Lo trovo un po' singolare: un'azienda assume se ha bisogno di lavoratori».

 

Nulla invece sul fronte dei salari, divorati dal fiscal drag: «Dovrebbero utilizzare le risorse in in modo di aumentare i salari ai lavoratori. Questo decreto non dà un euro in più ai lavoratori, che continuano a pagare più tasse di quanto dovrebbero».

 

Anche i sindacati di settore sono molto critici. La Flepar (sindacato della dirigenza pubblica) guarda alle norme sulla sicurezza sul lavoro, che giudica insufficienti: «Il decreto Primo Maggio non affronta ancora i nodi strutturali della prevenzione nei luoghi di lavoro», obietta la segretaria, TIziana Cignarelli.

 

GIORGIA MELONI MARINA CALDERONE

Insoddisfazione anche per le norme sui rider: dal testo è scomparsa la norma che definiva le condizioni di sfruttamento, e anche le tutele sono poco significative, a cominciare da quella che vieta di usare lo Spid di un altro lavoratore.

 

«Non è che nel nostro Paese ci sia qualcuno legittimato a usare l'account di un altro», ironizza il segretario del Nidil Cgil Andrea Borghesi. Debole anche la tutela sull'uso degli algoritmi, «il ranking reputazionale per esempio era già stata considerato illegittimo da una sentenza del tribunale di Bologna del 2020 contro Deliveroo», ricorda Borghesi. [...]

CALO DEL REDDITO DISPONIBILE

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?