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QUAL È IL FUTURO DEL MARCHIO VALENTINO? – LO STILISTA È STATO COSTRETTO A VENDERE NEL 1998 E, DOPO UNA SERIE DI PASSAGGI DI MANO, OGGI È PER IL 70% DEGLI EMIRI DEL QATAR ATTRAVERSO IL FONDO MAYHOOLA. IL RESTANTE 30% È DI KERING – IL COLOSSO DEL LUSSO DI PINAULT AVREBBE DOVUTO INIZIARE LE OPERAZIONI PER RIVELARE LA MAISON, MA LA CRISI HA COLPITO PURE VALENTINO CHE HA CHIUSO IL 2024 CON PERDITE DI 78 MILIONI DI EURO. MOTIVO PER CUI RESTERA' TUTTO CONGELATO FINO AL 2029 QUANDO SI GIOCHERÀ LA PARTITA PER RIDEFINIRE GLI ASSETTI SOCIETARI – NON CONOSCE FLESSIONI, INVECE, IL PATRIMONIO PERSONALE DI VALENTINO GARAVANI CRESCIUTO DI…

1 - IL MARCHIO VOLATO IN QATAR ORA L'OPZIONE DI KERING

Estratto dell’articolo di Maria Teresa Veneziani per il “Corriere della Sera”

 

rosso valentino 9

«Sono pieno di emozione». Era il 2007 e il Museo dell’Ara Pacis nell’amata Roma esponeva alcune delle sue straordinarie creazioni. Valentino preparò la sfilata dell’ultima collezione che, dopo il defilé di haute-couture primavera/estate ricco di tonalità pastello ultra-femminili e di un’abbondanza di dettagli floreali, doveva essere un omaggio al suo colore preferito. Fece sfilare 40 modelle in un finale di abiti di seta identici, tagliati in sbieco e con scollature asimmetriche, tutti in rosso Valentino. Chiuso il sipario.

Rachid Mohamed Rachid ceo di Mayhoola

 

Il Pantone Color Institute gli avrebbe riconosciuto ufficialmente la paternità di quella sfumatura, una miscela di 100% magenta, 100% giallo e 10% nero, come Rosso Valentino, ma nel frattempo la sua preziosa eredità stilistica passava di mano in mano, i suoi abiti da sogno, che faceva modificava fino all’ultima notte per eliminare una piccola rouche tra cento, erano diventati troppo complessi e pregiati per una moda che voleva rincorrere i profitti e le sirene della finanza.

 

Il maestro non cedeva a compromessi. E già nel 1998 era stato costretto a vendere il marchio alla Hdp Holding di Maurizio Romiti, poi passato, nel 2002, sotto l’egida di Marzotto, quindi ceduto di nuovo ai fondi di Permira (2007), fino al 2012 quando a comprarlo è il fondo degli emiri del Qatar, Mayhoola, partecipato al 30 per cento dal colosso del lusso francese Kering.

 

[…]

rosso valentino 6

Dal 2008 si è ritirato a vita privata, sempre con Giancarlo Giammetti al suo fianco, senza mai perdere un briciolo della sua eleganza, pronto a sedersi in prima fila per osservare da vicino l’evoluzione del suo brand nelle mani dei suoi successori, i talenti che si sono avvicendati via via nel ruolo di direttore creativi.

 

Alessandra Facchinetti chiamata nel settembre del 2007 per tutte le collezioni donna della Valentino e licenziata dopo solo un anno, quando al suo posto arriva la coppia Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, poi rimasto solo alla guida quando Chiuri passa da Dior. Poi, nel 2024, l’arrivo di Alessandro Michele.

 

francois henri pinault 1

Nel 2023, quando Kering ha rilevato una quota di minoranza della griffe, che realizza sia il prêt-à-porter sia l’alta moda, il 100% del marchio romano era stato valutato 5,6 miliardi di euro. Gli accordi appena rivisti tra il fondo Mayhoola e il colosso che controlla anche Gucci, Bottega Veneta e Brioni prevedono un passaggio di consegne graduale, con il quale Kering che fa capo all’Artemis della famiglia Pinault può rilevare il controllo della maison a partire dal 2028 e entro il 2029.

 

Il gruppo dall’agosto scorso guidato da Riccardo Bellini, nel 2024 ha generato oltre 1,3 miliardi di ricavi e dà lavoro a oltre 1.600 persone. […]

 

2 - DAL 1998 TANTI PASSAGGI DI PROPRIETÀ. E ORA LA MAISON SOFFRE LA CRISI DEL LUSSO

rosso valentino 4

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “la Stampa”

 

La crisi del lusso ha colpito anche Valentino. Il marchio simbolo del made in Italy ha chiuso il 2024 con una perdita di circa 78 milioni di euro: sui numeri della maison ha inciso la frenata degli acquisti in Cina e in Europa. Abbastanza perché Kering, il colosso francese che controlla il 30% del marchio, e Mayhoola for Investments, il fondo sovrano legato alla famiglia reale del Qatar proprietario del restante 70%, abbiano deciso di rinviare al 2029 l'opzione per la ridefinizione degli assetti societari.

 

giancarlo giammetti marco bizzarri valentino garavani alessandro michele lana del rey fashion awards londa 2018

Nel 2023, quando la holding fondata da François-Henri Pinault e oggi guidata da Luca de Meo aveva rilevato per 1,7 miliardi di euro il 30% della maison, le due società avevano definito che nel 2028 Kering avrebbe potuto rilevare il restante 70%: un'operazione che valutava il marchio 5,6 miliardi di euro.

 

[…] Valentino non hai trovato un assetto stabile. O quanto meno una guida capace di farlo brillare come sotto il suo fondatore e il socio Giancarlo Giammetti.

 

[…] da quando nel 1998 Valentino Garavani ha venduto la sua azienda alla Hdp di Maurizio Romiti per 540 miliardi di lire - pur mantenendone la direzione creativa - è stato un continuo cambio di proprietà.

 

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Quattro anni dopo, tocca al Gruppo Marzotto: il gigante del tessile diventa proprietario della maison per 240 milioni di euro. Un affare perché in soli tre anni il valore esplode: il fondo Permira paga 5,3 miliardi per comprare il marchio. Ma sono gli anni delle grandi operazioni a debito dei grandi private equity, quelle che accelereranno la crisi finanziaria globale del 2008. Ed infatti nel 2012 il valore di Valentino è crollato a "soli" 700 milioni di euro.

 

Intanto, il patrimonio di Valentino Garavani è cresciuto fino a circa 1,5 miliardi di euro. La quota più rilevante deriva dal valore generato nel tempo dal marchio: non solo l'incasso della vendita della società nel 1998, ma anche royalties, diritti d'immagine e licenze maturati negli anni successivi, per un valore complessivo stimato vicino ai 950 milioni.

 

Un altro pilastro della sua ricchezza di Garavani è stato il real estate di lusso. Il portafoglio immobiliare - tra Roma, Parigi, New York, Londra e la Svizzera - comprende residenze storiche e proprietà iconiche come il castello di Wideville, con un valore stimato intorno ai 350 milioni di euro, frutto anche di una significativa rivalutazione nel tempo.

alessandro michele

 

A completare il quadro, una collezione d'arte e beni di pregio valutata circa 200 milioni, oltre a investimenti culturali come il progetto PM23 a Roma, nato per preservare e raccontare l'eredità estetica della maison.

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