zaia conte

“MA CONTE FIN QUI DOVE È STATO? FORSE LE REGIONI AVREBBERO POTUTO ESSERE COINVOLTE SUGLI STATI GENERALI MA QUESTO E’ UN GOVERNO CENTRALISTA” – ZAIA SI TOGLIE I MACIGNI DAGLI SCARPONI: "ORA RIAPRO TUTTO. L' ARENA A VERONA E LA BIENNALE E LA FENICE A VENEZIA IL DPCM CONSENTE AI PRESIDENTI DELLE DEROGHE”. IL PARLAMENTO HA DECISO: NIENTE REGIONALI FINO AL 20 SETTEMBRE. “E NON È UN BEL SEGNALE…”

Marco Cremonesi per il Corriere della Sera

conte zaia

«Molto bene... Cosa fatta capo ha: vuol dire che da lunedì avremo, punto per punto, tutte le misure per la ripresa dopo il Covid...».

 

Difficile non cogliere un po' di ironia nel tono di Luca Zaia quando parla degli Stati generali indetti dal premier Giuseppe Conte. Ma è un attimo. Poi, il governatore veneto torna istituzionale: «Non scherzi. Io ho davvero il massimo rispetto. Figuriamoci se non rispetto quelli che sono al lavoro sugli Stati generali».

 

Però, i governatori potevano essere coinvolti

«Sì, forse le Regioni avrebbero potuto essere coinvolte. Ma il punto è chiaro: questo è un governo centralista. Lo dico con rispetto, ma lo dico da governatore».

 

Non si può dire che l' ascolto di chi porta legittimi interessi sia privo di ragioni

«Scusi, ma se io organizzassi Stati generali qualcuno non potrebbe chiedermi dove sono stato fin qui? Francamente: Conte è il premier di due diversi governi, mentre il Pd - tolta una pausa di 14 mesi - governa da anni otto. Non è che ti puoi presentare come se fossi un nuovo arrivato».

 

zaia al congresso della lega

A proposito di autonomia: lei riaprirà l' Arena a Verona e la Biennale e La Fenice a Venezia con capienze superiori a quelle previste dal nuovo dpcm. Giusto?

«Certo. Noi i provvedimenti duri li abbiamo firmati, lo stop al Carnevale di Venezia lo abbiamo deciso, nonostante il pensarci ancora mi faccia male. Ma ora la comunità internazionale ci guarda. Il turismo è la prima industria in Veneto, 18 miliardi di fatturato e 70 milioni di presenze. Solo i tedeschi sono 16 milioni. Dobbiamo dire che i luoghi simbolo sono chiusi? Una comunità che ha combattuto bene il Covid dovrebbe presentarsi con regole che fanno passare la voglia di venire?».

 

Non rischia di litigare con il governo?

giuseppe conte paola de micheli luca zaia

«E perché? Il dpcm consente ai presidenti delle deroghe e io, in piena responsabilità, sto scrivendo le deroghe. Saranno pronte oggi. Regola facile: un posto sì, un posto no.

L' Arena ha una capienza tra i 10.500 e i 15.500 posti. Bene: ce ne saranno la metà».

 

E poi dal 15 luglio riapriranno le discoteche, i cinema e i luoghi di spettacolo. Il lockdown sarà finito?

«Non proprio: sarà tutto aperto tranne i seggi elettorali».

 

Presidente, il Parlamento ha deciso: niente Regionali fino al 20 settembre.

«E non è un bel segnale. Per questo mi auguro che il Parlamento già la prossima settimana impegni il governo con un ordine del giorno perché si vada a votare il 20 settembre».

 

Dubita pure di quella data?

«Le Regioni avevano concordato un testo in cui era possibile andare a votare a luglio. Poi, l' Aula ha deciso diversamente. Per questo spero che il Parlamento chiarisca: quando ti scotti con l' acqua calda, poi hai paura anche dell' acqua fredda. Ricordo che se andassimo oltre il 20, perderemmo l' Election day. E sarebbe un peccato».

 

Perdoni: il Parlamento, ma anche il centrodestra, non è sembrato compattissimo nel chiedere il voto il più presto possibile. Non è vero?

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

«Ci sono due posizioni. C' è chi, come giustamente Matteo Salvini, pensa che spostare le elezioni offra più tempo per la campagna elettorale. Un segretario nazionale ci può legittimamente pensare. E poi, c' è chi non vuole andare al voto per non rischiare di scomparire. Credo che questa sia aria che tira soprattutto in parte della maggioranza».

 

Pare che, in vista delle Regionali, Salvini abbia chiesto a tutto il centrodestra parole chiare proprio in tema di autonomia. Le risulta?

«Il segretario ha sempre parlato dell' autonomia come di un valore da Nord a Sud. Credo sia comprensibile che Salvini abbia posto la questione. Per quanto ci riguarda, è una condizione irrinunciabile: io non ho lasciato il ministero all' Agricoltura per stare in Veneto a pettinar bambole».

luca zaia a fuori dal coro 3luca zaia LUCA ZAIAle tose de zaia 2

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)