dik dik 9

“I MANESKIN? COPIANO IL ROCK ANNI SETTANTA”- L'ORGOGLIO DEI DIK DIK: "SIAMO LA BAND PIÙ LONGEVA D’EUROPA DOPO I ROLLING STONES" – “SIAMO RIMASTI IMPIEGATI DELLA CANZONE. MAI USATO DROGHE. RAP E TRAP CI LASCIANO INDIFFERENTI. I TALENT SONO UNA MESSA IN SCENA, TRIONFA LA LEGGE DELL’APPARIRE” - LA LETTERA DI RACCOMANDAZIONE DEL FUTURO PAPA PAOLO VI PER IL PROVINO ALLA RICORDI: "DISSE CHE ERAVAMO BUONI PARROCCHIANI" - VIDEO

 

Ferruccio Gattuso per leggo.it

 

dik dik 9

Il mondo corre, e la musica ti cambia sotto i piedi. Ma ci sono cose che non cambiano, c’è musica che resta perché, quando è nata, aveva radici salde. “Siamo la band più longeva d’Europa dopo i Rolling Stones, vorrà pure dire qualcosa”, la butta lì Pietruccio Montalbetti, storico fondatore dei Dik Dik. C’è stato un tempo che Milano faceva rima con “band”: negli anni Sessanta spuntavano formazioni agguerrite, come i Camaleonti e Le Ombre. I sogni venivano da oltremanica, il sound divertiva i figli e, immancabilmente, irritava i genitori.

 

Nati ufficialmente nel 1965: proprio quell’estate, a giugno, i Beatles passarono da Milano. Un involontario battesimo della musica?

dik dik 5

Montalbetti: “Io ci andai, al Vigorelli, a sentirli. Dovetti aspettare qualche artista, poi li vidi salire. Collegarono gli strumenti, partirono col primo pezzo e non sentii più nulla. Un boato continuo per tutta l’esibizione”.

 

La musica ritorna dal vivo, dopo la pandemia: qual è il vostro stato d’animo?

Giancarlo Sbriziolo detto Lallo: “Tranquillo e sereno. Aspettiamo che finisca questa piaga biblica. Per fortuna, ogni tanto in tv c’è qualche coppa d’Europa da vincere”.

 

È stato un anno duro per i Dik Dik?

Montalbetti: “Siamo stati agli arresti domiciliari, come tutti. Ma abbiamo scritto canzoni nuove con il cantautore e producer Luca Nesti, e il tutto è finito nel nostro nuovo album ‘Una vita d’avventura’, sei brani inediti e cinque riletture di nostri classici”.

 

La pandemia vi ha portato via Pepe Salvaderi, co-fondatore della band: come avete affrontato il momento?

dik dik 4

Montalbetti: “Nell’unico modo possibile: andando avanti. La sofferenza la vivi dentro di te ma resti fedele alla tua storia e alla musica. A lui abbiamo dedicato l’album. Quando suono sul palco ero abituato a vederlo alla mia sinistra, ora non ci devo pensare”.

 

Milano ieri e oggi: cosa è cambiato per una band?

Lallo: “Da anni non vivo a Milano, preferisco la quiete della provincia. Ma certo qui c’era tutto per un musicista: il centro era pieno di locali, noi ci esibivamo spesso al Ciao Ciao, lì incontravamo gli amici Camaleonti”.

 

In che zona siete nati?

Montalbetti: “Eravamo tutti tra via Stendhal e via Foppa, lì sono cresciuti altri artisti come Cochi Ponzoni e Moni Ovadia. Le prove le facevamo all’oratorio di Santa Maria del Rosario. Era periferia, la campagna a due passi. Ecco, siamo rimasti cittadini di campagna”.

 

dik dik 2

Il primo contratto come l’avete ottenuto?

Montalbetti: “In breve: da mesi riempivamo i locali. Grazie a don Angelo, lì in oratorio sono riuscito a farmi fare una lettera di raccomandazione del Monsignor Montini, futuro papa. La lettera diceva che eravamo buoni parrocchiani. Io l’ho portata alla Ricordi, che ai tempi produceva organi per le chiese. Ci permisero di fare due provini, andò bene”.

 

E come si resta insieme tutto questo tempo?

Lallo: “Siamo rimasti impiegati della canzone. Mai usato droghe. E abbiamo sempre discusso per capire, mai per avere ragione”.

 

Sognando la California, L’Isola di Wight: portavate i giovani con la mente altrove.

Lallo: “Erano l’equivalente degli attuali tormentoni estivi. Solo che questa è musica che è rimasta”.

 

Cosa ne pensate della scena musicale attuale?

Montalbetti: “Rap e trap ci lasciano indifferenti. La tv condiziona questo tipo di musica, i talent sono una messa in scena, trionfa la legge dell’apparire”.

 

Cosa ne pensate del successo internazionale dei Maneskin?

Lallo: “Bravi lo sono, ma copiano il rock degli anni Settanta. Perlomeno fanno rock, è già qualcosa”.

dik dik

 

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...