kekko silvestre moda

"DA ANNI LOTTO CON LA DEPRESSIONE, NON RIUSCIVO A PIEGARE LE GAMBE E AVEVO ATTACCHI DI PANICO PRIMA DEI CONCERTI" - KEKKO SILVESTRE, IL CANTANTE DEI MODA', RACCONTA IL SUO MALE OSCURO: "HO PENSATO DI SMETTERE DEL TUTTO, MIA FIGLIA MI CHIEDEVA: 'PERCHÉ NON CANTI PIÙ?'. LE DICEVO CHE ERA PER IL MAL DI GOLA. ERO COSÌ DISTRUTTO CHE ACCOLSI BENE LA NOTIZIA DELLO STOP DEI TOUR PER IL COVID. LA PANDEMIA, INVECE, MI HA DATO IL COLPO DI GRAZIA" - "NON SONO GUARITO, MA IL TOUR DELL’ANNO SCORSO MI HA FATTO CAPIRE CHE SE STAI SUL DIVANO NON GUARISCI…"

Estratto dell'articolo di Andrea Laffranchi per www.corriere.it

 

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[…] Non è una donna la causa della sofferenza che i Modà raccontano in «Lasciami», la canzone che portano in gara al Festival di Sanremo. «Ho scelto una metafora per lasciare libera l’interpretazione: la fine di un amore per essere universale o di una depressione per raccontare il mio vissuto», racconta Kekko Silvestre, il leader della band.

 

Quando si è accorto di essere depresso?

«Il 29 aprile 2021: mi sono svegliato e non riuscivo a piegare le gambe. Pensavo fosse un’influenza ma dopo dieci giorni a letto ho temuto che potesse essere una malattia degenerativa. Mi ha visitato un neurologo e mi ha diagnosticato la depressione».

 

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Un fulmine a ciel sereno?

«Ho capito tutto dopo. Da anni avevo attacchi di panico prima dei concerti, ma sono andato avanti negando, […]Ho accumulato troppo e il cervello alla fine mi ha bloccato il fisico. […]».

 

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Torni ai primi segnali...

«[…]Ho pensato di smettere del tutto. […]mia figlia Gioia mi ha chiesto più volte: “Papà perché non canti più?”. Le dicevo che era per il mal di gola. […]».

 

E poi?

«[…]ero così distrutto che accolsi bene la notizia dello stop dei tour per il Covid... La pandemia, invece, mi ha dato il colpo di grazia. […]».

 

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Adesso come sta?

«Non sono guarito, ma il tour dell’anno scorso mi ha lasciato carico di adrenalina e mi ha fatto capire che se stai sul divano non guarisci. Questo mi ha dato il coraggio di affrontare il Festival».

 

[…]

Vi dava fastidio essere bollati come un gruppo musicalmente vecchio?

«Se essere vecchi significa riempire stadi e palazzetti allora era una bella cosa...». […]

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