fratellini caduti dall'ottavo piano bologna

SI SONO BUTTATI O QUALCUNO LI HA SPINTI? – IL MISTERO DEI DUE FRATELLINI MORTI A BOLOGNA DOPO ESSERE CADUTI DALL'OTTAVO PIANO – ERANO CHIUSI IN CASA IN CASTIGO, I GENITORI SENTITI PER ORE - IL PADRE: "ERO ARRABBIATO, LI AVEVO MANDATI A FARE LA SPESA E NON MI AVEVANO PORTATO IL RESTO. HO CHIUSO LA PORTA PER METTERLI IN PUNIZIONE E SONO ANDATO A FARE LA DOCCIA" - IL PROCURATORE: "SEMBRA UNA DISGRAZIA..."

il mistero dei fratellini caduti dall'ottavo piano bologna

Andrea Pasqualetto per il Corriere della Sera

 

Li hanno trovati ieri mattina sul selciato del palazzo, uno accanto all' altro, immobili, come due giocattoli rotti. Benjamin e David, 11 e 14 anni, non respiravano già più.

Erano caduti dal balcone dell' ottavo piano di un condominio della prima periferia di Bologna, dove vive la famiglia Chabwore di origine keniota, mamma, papà e quattro figli.

Nessuno li ha visti volare, nessuno li ha sentiti urlare.

«Due tonfi sordi, mi sono affacciato ed erano lì, per terra», indica Ismail, un giovane marocchino che abita accanto, al primo piano.

 

In casa c' era solo il padre, Nathan Heitz Chabwore, avvertito della tragedia dai vicini. «Non mi sono accorto di nulla», ha balbettato fra le lacrime, sedendosi disperato su un muretto e trovando poi il modo di scrivere un messaggio Facebook: «Pray 4 my family now thanks». La madre, Dadda, era invece nel negozio di parrucchiera dove lavora, con i due bambini più piccoli.

 

Tutti, sotto lo stabile popolare di questo quartiere di grandi palazzi e molti migranti, ieri guardavano all' insù, verso l' ottavo e penultimo piano, dove un vetro protegge il balcone dell' appartamento.

 

E tutti si chiedevano com' era possibile che i due fratelli fossero precipitati insieme da lassù. Anche perché i corpi erano spostati rispetto alla verticale. O si sono lanciati o qualcuno li ha spinti, direbbe una logica spiccia.

 

il papà dei due fratellini morti a bologna

«E invece sembra proprio una disgrazia», ha sintetizzato il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, al termine di una giornata campale. Nella quale gli uomini della Squadra Mobile hanno voluto sentire a lungo i genitori per chiarire i punti controversi. Quella posizione dei corpi, apparentemente incompatibile con la caduta accidentale, e il fatto che nessuno abbia udito delle urla.

 

Il padre, un operatore socio sanitario di 43 anni, ha dato una versione dei fatti che è stata giudicata credibile.

 

«Ero arrabbiato con loro perché li avevo mandati a fare la spesa e non mi avevano portato il resto giusto.

Allora ho chiuso la porta di casa per punizione, in modo che non potessero uscire, e sono andato a fare la doccia».

 

E mentre faceva la doccia i figli sarebbero volati giù. Ha ribadito di non sapere nulla di cosa sia successo sul terrazzino in quei momenti. La madre, trentottenne, ha ricordato che il giorno prima avevano litigato con David per via di un telefonino sconosciuto che aveva in tasca. «È di un mio compagno», si era giustificato. I genitori avevano voluto verificare se era la verità.

 

Non lo era. Lavata di capo, conclusa con la consegna ai carabinieri del cellulare.

Insomma, erano giorni di grandi arrabbiature per papà Nathan.

 

 

Ragione per cui aveva deciso di chiudere la porta. La sua versione dei fatti è stata ritenuta credibile dagli inquirenti, come pure quella della moglie che ha tenuto a sottolineare l' amorevolezza del marito nei confronti dei figli.

il mistero dei fratellini caduti dall'ottavo piano bologna

 

Il risultato è stato che dopo l' audizione fiume entrambi se ne sono tornati a casa. «Al momento non c' è alcun elemento che deponga per un' ipotesi diversa da quella della caduta accidentale», hanno concluso gli investigatori. Anche le testimonianze dei vicini di casa collimano con quanto raccontato dal padre. C' è chi ha visto i fratelli andare a fare la spesa, chi li ha visti tornare. «E anche il punto di caduta, che potrebbe sembrare sospetto, in realtà non lo è: succede che i corpi si spostino. Come può succedere che non ci siano urla». Anzi, l' assenza farebbe pensare più alla disgrazia che al delitto.

 

C' è anche chi ha pensato al duplice suicidio, ma agli investigatori è sembrato poco plausibile. Rimane in piedi il gioco fatale o il tentativo di scavalcare il balcone di casa per passare in quello del vicino e cercare così una via di fuga. Ma senza alcun testimone oculare, a questo punto diventa difficile ricostruire la dinamica della tragedia. «Potrebbe essere successo che uno dei due è scivolato mentre era a cavalcioni sulla ringhiera, il fratello ha cercato di salvarlo e sono finiti giù tutt' e due».

 

Forse non si saprà mai com' è davvero andata. Sulla famiglia si sono rincorse per tutto il giorno le voci più diverse. «Persone tranquille, lui girava sempre in bicicletta, portava i bambini a scuola», taglia corto Claudio Melotti, che li conosce da tempo. «In giugno c' è stata una lite furibonda ed è venuta la polizia», ricorda un altro. «L' anno scorso il ragazzino si è chiuso nel bagno e sono intervenuti i pompieri per liberarlo».

«Questo vuole dire poco. Io penso che lui sia stato un bravo padre». «Era un musone, sempre in silenzio».

il mistero dei fratellini caduti dall'ottavo piano bologna

 

Nel quartiere tutti dicono la loro. Comunque sia, per la procura si è trattato, con ogni probabilità, di una terribile disgrazia.

 

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI