boschi

NEL 2019 SUL BARCONE, NEL 2020 NEL SALOTTO BUONO: POLITICI E SVIPPATI NON VANNO PIÙ SULLE NAVI DEGLI IMMIGRATI -QUEST'ESTATE LA BOSCHI HA PREFERITO SALIRE SULL'IMBARCAZIONE DEI SUOI AMICI - DA DELRIO ALLA PRESTIGIACOMO, DA ORFINI AD ANGELINA JOLIE: FARSI VEDERE A LAMPEDUSA E DINTORNI ERA DIVENTATO DI MODA. MA SE NON C'È LA LEGA AL GOVERNO….

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

boschi diciotti

Hanno preferito tirare i remi in barca e attraccare, rimettendo i piedi a terra, dopo aver sognato di scrivere un nuovo romanzo d' avventura: "Venti pirla contro la Lega sopra i mari". Hanno perso anche lo slancio umanitario, la voglia di scendere in campo, o meglio in plancia, e improvvisamente hanno scoperto di soffrire di mal di mare e di non potersi più permettere certe strapazzate Dal barcone sono tornati in Transatlantico.

 

Eppure come te li vedevi tronfi, fino a qualche tempo fa, mentre ci mettevano la faccia e il fisico e giocavano a fare i piccoli eroi, i salvatori dell' umanità, salpando a bordo di gommoni e navi Ong per offrire la loro testimonianza, dare il loro contributo alla nobile causa dei Migranti, predicare l' apertura di porti e confini e dire evangelicamente che è possibile scendere dagli scranni del potere e sedersi umilmente tra gli ultimi.

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO

 

Te li ricordi bene i volti dei parlamentari Graziano Delrio, Matteo Orfini, entrambi del Pd, e di Nicola Fratoianni di Leu, mentre si imbarcavano nel giugno 2019 sulla Sea Watch 3, la nave incriminata (in tutti i sensi) di Carola Rackete che Salvini non voleva a nessun costo approdasse sulle nostre coste, sbarcando migranti illegali. Ma loro, i magnifici tre, erano saliti sull' imbarcazione per incoraggiare la violazione delle regole, poco prima che la Rackete, in modo sempre molto democratico, entrasse di forza nelle nostre acque territoriali e speronasse una motovedetta della Guardia di Finanza.

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

 

Loro erano lì, a fare da testimoni della Verità e della Giustizia contro le Leggi ingiuste di Salvini. Così come era lì, nel Mediterraneo, Fratoianni, stavolta in compagnia della deputata forzista Stefania Prestigiacomo e del parlamentare di +Europa Riccardo Magi, a bordo di un gommone, nel gennaio del 2019, sfidando il freddo e l' imbarcazione della Guardia Costiera, per chiedere lo sbarco dei disperati fermi sulla Sea Watch.

 

BOSCHI E FIANO Su una nave, stavolta la Diciotti della Guardia Costiera, era salita anche la renziana Maria Elena Boschi insieme a Emanuele Fiano del Pd, nell' estate 2018, per denunciare il presunto «sequestro» dei migranti a bordo. Viene facile fare la battuta: quest' estate la Boschi, anziché su una nave di migranti, ha preferito salire sull' imbarcazione dei suoi amici, per farci le vacanze, come testimoniato da una foto molto discussa Ma è tutto l' esaurirsi dell' andazzo, del traffico marittimo di parlamentari, a risultare molto interessante.

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

 

Ora che al governo c' è il timoniere Conte in versione Bis (cioè, filo-sinistra), ora che Salvini non sta più al Viminale, ma è alla sbarra, in tribunale, non c' è più urgenza, vocazione, dovere politico di presenziare su una nave piena di migranti. Eppure la situazione continua a essere drammatica, eppure i disperati continuano a essere torturati nei campi libici, eppure i Decreti Sicurezza di Salvini sono ancora in vigore, eppure le navi delle ong continuano a essere fermate e sequestrate nei porti italiani, anche se ufficialmente per ragioni amministrative (solo quest' estate sono state poste sotto sequestro la Ocean Viking, la Sea Watch 3, la Sea Watch 4 e la Mare Jonio).

 

 

Come ha detto di recente Luca Casarini, capo missione della Mare Jonio e non certo accanito tifoso di Salvini, «tutte le navi sono di fatto bloccate dal governo italiano. Questa è proprio una volontà governativa. Nonostante le belle parole e i proclami, siamo tornati nella situazione in cui tutte navi del soccorso in mare organizzate dalla società civile sono sotto blocco».

 

CAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONE

Ci sarebbe materiale a sufficienza per prendere di nuovo il mare, per andare al largo, per obbedire a quell' appello rivolto a personaggi noti e intellettuali un paio di anni fa dallo scrittore Sandro Veronesi di mettere i propri corpi a disposizione per salire sulle navi delle ong (poi però, guarda caso, Veronesi non si è mai visto a bordo...). Ci sarebbero tutti gli elementi per indurre un milionario come Richard Gere a imbarcarsi di nuovo sulla Open Arms, portando cibo e assistenza; o per spingere una star come Angelina Jolie a incontrare i migranti su una nave a Malta o a far visita a Lampedusa, come ha fatto alcuni anni fa. E invece no, vip e parlamentari ora se ne stanno rincantucciati in casa, preferiscono il calduccio delle loro dimore allo sbattimento della traversata, né fanno più sit-in, visite ispettive, gesti clamorosi per chiedere di accogliere i migranti fermi sulle navi bloccate.

 

carola rackete salvini

Sì, è vero, il governo Conte Bis è molto più di maglie larghe, tant' è che gli sbarchi sono triplicati rispetto a un anno fa. Ma non è questo il punto. Il punto è che non c' è più Salvini. Il punto è che il loro viaggio in barca non sarebbe più un' efficace misura spot, apprezzata dal pubblico plaudente del politicamente corretto. Né servirebbe più a presentarli come paladini contro le ingiustizie e testimoni di umanità.

Carola Rackete

 

Verrebbe meno l' occasione di farsi pubblicità sulla pelle dei migranti. E allora capisci quanta miseria ci sia dietro la loro presunta vocazione umanitaria. La verità è che a tutti costoro gliene frega poco o nulla dei disperati. Non hanno a cuore la loro Salvezza, hanno a cuore solo la polemica contro Salvini.

 

"Nel 2019 sul barcone, nel 2020 nel salotto buono", canterebbero oggi gli Afterhours, denunciando la doppia morale dei radical chic. Gente navigata, sì. E anche molto paracula.

CAROLA RACKETE

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?