anticorpi coronavirus

COME FANNO ALCUNE PERSONE A ESSERE IMMUNI AL VIRUS “PER NATURA”? - IL CASO DI UNA COPPIA DI TERNI: LUI SI AMMALA E PENSA DI AVERE UNA POLMONITE, POI SCOPRE DI ESSERE POSITIVO E LA COMPAGNA LO ASSISTE MA NON SI INFETTA. COM’È POSSIBILE? NON È UN CASO ISOLATO, A PESARE SULL’INFEZIONE CI SONO DIVERSI FATTORI DI RISCHIO: CI SONO UNA CINQUANTINA DI GENI CHE POTREBBERO INFLUIRE SULLA SUSCETTIBILITÀ AD AMMALARSI, MA…

 

 

 

Graziella Melina per www.ilmessaggero.it

 

 

immagine del sars cov 2 4

Dopo un anno di pandemia e milioni di contagiati, restano ancora nell’ombra i casi di chi sembra inattaccabile dal Sars Cov 2. V.F. e A.A., una coppia originaria di Terni ma di stanza a Milano, ne sono un esempio.

 

Lui un anno fa si ammala, ma pensa sia polmonite, lei gli sta accanto per accudirlo, ma senza infettarsi. La conferma arriva mesi dopo con un test sierologico. A. risulta positivo, F. no. Come si possa spiegare la capacità di alcuni individui di resistere al contagio è presto per dirlo. Ma gli scienziati che stanno studiando questi casi un’idea ce l’hanno già.

 

I FATTORI IN GIOCO

anticorpi coronavirus

«Quando c’è una pandemia i fattori in gioco sono il patogeno, l’ospite e l’ambiente, ossia il contesto in cui si sviluppa l’infezione - premette Giuseppe Novelli, genetista del policlinico Tor Vergata di Roma e presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini di Milano - Noi ci siamo concentrati sulla seconda, che è fondamentale. I primi mesi dell’infezione ci siamo accorti che ci sono gli asintomatici, i moderati lievi, i casi gravi.

Giuseppe Novelli

 

Ma se il virus è lo stesso allora è chiaro che la differenza la fa l’ospite. Questo accade sempre, con tutte le infezioni». Ecco che il team degli scienziati di Tor Vergata, insieme ad un gruppo di oltre 250 laboratori in tutto il mondo coordinati dalla Rockfeller University di New York stanno provando a sbrogliare la matassa.

 

coronavirus anticorpi

«Studiamo il dna delle persone, facciamo correlazione statistica in base all’età e al sesso. Ci siamo prima concentrati sui malati gravi - racconta Novelli - e abbiamo scoperto che esiste un 10-12 per cento di casi che hanno una caratteristica genetica particolare, non riescono cioè a produrre interferone che è la prima molecola di difesa.

 

Sulla base di questa esperienza ci siamo chiesti se ci sono differenze genetiche in quelli che noi chiamiamo i “resistenti”, cioè persone che quando convivono con un soggetto che è certamente positivo non solo non si ammalano, ma non si infettano nemmeno»

 

 LA GENETICA

coronavirus anticorpi

A pesare sull’infezione ci sono poi diversi fattori di rischio. «Abbiamo trovato almeno una cinquantina di geni che oggi danno più o meno una suscettibilità ad ammalarsi - spiega Novelli - Ma non basta, perché ciò può essere scientificamente valido, ma deve essere clinicamente utile. Bisogna capire in sostanza se questi geni hanno un peso.

 

Ce ne sono alcuni che regolano l’interferone e hanno un ruolo maggiore, altri come i gruppi sanguigni che hanno un peso molto minore, inferiore anche all’età e all’obesità. Bisogna studiarli tutti».

 

immagine del sars cov 2 1

Per poter far parte del gruppo dei soggetti che verranno esaminati nello studio dell’Università di Tor Vergata occorre dimostrare di avere alcuni specifici requisiti. Le persone che vogliono partecipare verranno richiamate e sottoposte ad una prima selezione telefonica. «Abbiamo un protocollo approvato dal nostro comitato etico - precisa Novelli - In molti ci stanno scrivendo per poter partecipare. Ma dobbiamo avere la certezza che abbiano i requisiti, che abbiano fatto per esempio tutti i test per il Covid». Ma non è semplice capire se davvero si è immuni al virus basandosi soltanto sul risultato di un test. Come sottolinea Roberto Luzzati, professore di malattie infettive dell’Università di Trieste, «l’immunità non è data solo dagli anticorpi. Esiste anche l’immunità cosiddetta cellulare». Per scoprirla è necessario indagare i linfociti.

 

IL SISTEMA IMMUNITARIO

«Noi abbiamo la cosiddetta immunità cellulo-mediata nella quale - evidenzia Luzzati - entra in gioco il sistema immunitario cellulare che poi è quello che mantiene la memoria nel tempo, molto più a lungo degli anticorpi che possono anche scomparire.

 

CORONAVIRUS ANTICORPI

Sulla durata dell’immunità che deriva dagli anticorpi, sappiamo in effetti ancora relativamente poco. Secondo gli ultimi studi, dopo l’infezione gli anticorpi dovrebbero essere presenti almeno 6-8 mesi, o forse di più». A trarre in inganno sulla presunta resistenza al virus potrebbe poi essere anche il test effettuato. «Ricordiamo che alcuni tamponi hanno una sensibilità di circa il 70 per cento, quindi un 30 per cento lo perdiamo - ricorda Luzzati - Si aggiunga poi che gli asintomatici sono circa il 50 per cento dei soggetti e rappresentano il tallone di Achille di questa pandemia».

CORONAVIRUS ANTICORPI

 

 

immagine del sars cov 2 2

 

Ultimi Dagoreport

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)