imperatore trump

''DICEVANO CHE L'AMERICA SAREBBE ANDATA A PICCO CON LE POLITICHE DI TRUMP. IRAN, ACCORDO DI PARIGI, COREA DEL NORD, GUERRA COMMERCIALE CON LA CINA. E INVECE HANNO SBAGLIATO TUTTI''. MA È LA MAGLIE O UNO STORICO CHE HA INSEGNATO AD HARVARD E ORA A STANFORD? LA SECONDA CHE HAI DETTO! NIALL FERGUSON: ''QUELLI CON LA DOPPIA LAUREA NON CAPISCONO IL PRESIDENTE, MA È COME L'IMPERATORE AUGUSTO. I SUOI CONTEMPOREANEI ROMANI LO HANNO DETESTATO, EPPURE HA TRIONFATO''

 

Articolo di Niall Ferguson, storico e professore all'Università di Stanford (già Harvard), pubblicato su

http://www.niallferguson.com/journalism/politics/wed-better-get-used-to-emperor-donaldus-trump

 

e tradotto da www.ilfoglio.it

 

niall ferguson diventa probrexit

Per le persone più istruite che conosco, Donald Trump è un presidente terribile, orribile, non buono, molto cattivo. Ma potrebbe avere la stoffa di un imperatore piuttosto efficace?”. Se lo chiede lo storico di Stanford Niall Ferguson. “La morte della repubblica non è qualcosa cui io, da futuro cittadino, darei il benvenuto. Eppure è una possibilità che deve essere presa in considerazione, proprio perché così tante persone intelligenti continuano a sottovalutare Trump.

 

Da due anni le persone con almeno due lauree universitarie hanno digrignato i denti per ogni affermazione e mossa di Trump. Per gli esperti di politica estera è un toro in un negozio di porcellane e calpesta ‘l’ordine internazionale basato sulle regole’. Per l’establishment economico è una palla da demolizione che distrugge più di mezzo secolo di consenso sul fatto che il libero scambio funzioni meglio del protezionismo.

 

‘Non turbare i tuoi alleati europei. Non uscire dall’accordo sul clima di Parigi. Non minacciare la Corea del Nord. Non sono d’accordo per un vertice con Kim Jong-un. Non rottamare l’accordo con l’Iran’. Tutto questo finirà in un disastro: o la terza guerra mondiale o una tranquilla conquista cinese del mondo. O un’acquisizione russa dell’Europa. O qualcosa di terribile, orribile, non buono, molto cattivo. ‘Fermati, fermati, fermati’, piangono gli economisti. ‘Non imporre tariffe a nessuno, specialmente ai tuoi alleati. Non chiedere riduzioni nel deficit commerciale tra Stati Uniti e Cina. Non fare enormi tagli alle tasse’. Tutto questo finirà in un disastro – o una Grande depressione o un’inflazione galoppante. O qualcosa di terribile, orribile, non buono, molto cattivo.

 

il professor niall ferguson

Una caratteristica sorprendente di questi terribili commenti è quanto siano stati sbagliati finora. Nonostante tutti i discorsi da Cassandra, l’America potrebbe ancora raggiungere l’obiettivo di Parigi di ridurre le emissioni di biossido di carbonio. Gli europei hanno ampiamente accettato di dover spendere di più per la propria difesa. Kim ha interrotto i suoi test missilistici e si è presentato al tavolo dei negoziati. E l’Iran sta vacillando per la reimposizione delle sanzioni e una spinta militare statunitense-israeliana-araba concertata.

 

 Nonostante tutte le chiacchiere sulla guerra commerciale, l’economia americana è in piena occupazione, il dollaro si sta facendo sentire, il mercato azionario è salito del 30 per cento dall’elezione di Trump e gli unici paesi in difficoltà sono i soliti sospetti con i loro soliti problemi (come la Turchia). Non è che Trump sia un genio sottovalutato, o un idiota savant.

 

E’ solo che il suo modo intuitivo, istintivo, impulsivo di operare, familiare a coloro che hanno fatto affari con lui, sta esponendo alcuni difetti fondamentali nella struttura concettuale di quelli con la doppia laurea. Sì, c’è molto da dire in linea di principio a favore di un ordine internazionale basato su regole esplicite; e, sì, quelle regole dovrebbero favorire il libero scambio rispetto al protezionismo.

 

donald trump xi jinping mar a lago

Ma se, in pratica, il tuo ordine liberale internazionale consente alla Cina di raggiungerti, prima economicamente e poi strategicamente, probabilmente c’è qualcosa di sbagliato in esso. La chiave per la presidenza Trump è che è probabilmente l’ultima opportunità che l’America ha per fermare o almeno rallentare l’ascesa della Cina. E anche se potrebbe non essere intellettualmente molto soddisfacente, l’approccio di Trump al problema, che è quello di affermare il potere degli Stati Uniti in modi imprevedibili e dirompenti, potrebbe in effetti essere l’unica opzione valida rimasta. Pensa al mondo come a un sistema a tre imperi.

 

donald trump xi jinping

Dimenticate la Coppa del mondo e la fantasia per cui i Davide possono a volte uccidere Golia. Nella vera Coppa del mondo, i Golia dominano. Come in Tucidide, gli Ateniesi dissero ai meliani: ‘I forti fanno ciò che possono e i deboli soffrono ciò che devono’. I forti nel mondo di oggi sono gli Stati Uniti, la Cina e l’Europa, in questo ordine. Ogni impero si evolve in una direzione diversa.

 

L’impero americano, avendo sperimentato la sovraestensione in Afghanistan e Iraq, non si è ritirato in un isolamento ma continua a esercitare una forza letale e domina ancora gli oceani. Il suo ultimo passo lungo la strada verso l’impero è interno: Trump sfida le regole formali e informali della repubblica. Il momento della verità si avvicina rapidamente quando il rapporto di Robert Mueller esporrà tutti i tipi di crimini e reati minori, alcuni dei quali molto probabilmente giustificherebbero l’impeachment.

donald trump e kim jong un 2

 

Probabilmente i Democratici riconquisteranno la Camera dei rappresentanti a novembre e procederanno a mettere sotto accusa Trump. Ma cosa accadrà se la sua percentuale di approvazione reggesse, forse addirittura migliorasse? E se li sfidasse semplicemente come non aveva fatto Richard Nixon? Quello sarebbe il ‘momento romano’.

 

Sono visibili tutti i sintomi che accompagnano il passaggio dalla repubblica all’impero. La plebe disprezza le élite. Un vecchio e nobile ordine senatoriale personificato da John McCain sta morendo. Una guerra civile culturale infuria sui social media, il forum dei giorni nostri. Il presidente-imperatore domina il discorso pubblico emettendo editti a 280 caratteri.

 

TRUMP ROHANI

 Nel frattempo, l’impero cinese diventa sempre più centralizzato, sempre più invasivo della privacy dei suoi cittadini e sempre più esplicito nella sua espansione oltreoceano. Il mondo occidentale considera Xi Jinping un potentato onnipotente. Il più debole dei tre imperi è l’Europa. E’ vero, le sue istituzioni a Bruxelles hanno il potere di imporre regole, multe e tasse alle maggiori corporazioni statunitensi e cinesi. Ma l’Europa non ha giganti tecnologici. Le sue flotte, eserciti e forze aeree si sono sciolte. E il consenso politico su cui si è basato negli ultimi sessant’anni – tra socialdemocratici e moderati conservatori in ogni stato membro – si sta sgretolando sotto un assalto nazionalista-populista.

 

 

DONALD TRUMP JOHN MCCAIN

La logica del trumpismo è semplicemente quella di spaccare gli altri imperi, sfruttando il fatto che sono entrambi più deboli degli Stati Uniti, al fine di ottenere concessioni e rivendicare vittorie. Per quelli con la doppia laurea tutto ciò è incomprensibile. Continueranno a trovare da ridire sui successi di Trump. Anche Ottaviano è stato terribile, orribile, non buono, molto cattivo agli occhi di molti dei suoi contemporanei romani. Ma come Augusto, tuttavia, ha trionfato. E’ una delle lezioni più inquietanti della storia”.

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