giorgia meloni andrea orcel

DAGOREPORT - PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, LA DESTRA DELLA DUCETTA È ORMAI PADRONA DI PALAZZO CHIGI – MESSI IN CONDIZIONE DI NON NUOCERE SALVINI E TAJANI, RALLEGRATA DA UN’OPPOSIZIONE PIÙ MASOCHISTA CHE MAI, ACCOMPAGNATA DALLA GRANCASSA DI RAI E MEDIASET, POMPATA DALLA GRAN PARTE DEI QUOTIDIANI, LA NUOVA FRONTIERA DA CONQUISTARE PER MELONI E IL SUO IDEOLOGO FAZZOLARI È IL POTERE MILANO-CENTRICO DELLA FINANZA, CHE NEI DECENNI PASSATI HA TROVATO SEMPRE UN INTERLOCUTORE DISPONIBILE NELLA SINISTRA E NEL BERLUSCONISMO - ORA, LADIES E GENTLEMEN, SI CAMBIA MUSICA! E QUELL’EPOCA DEVE ANDARE IN SOFFITTA. E DOPO LO SBARCO MENEGHINO DI ANTONIO ANGELUCCI, LA PARTITA È CONTINUATA COL DISEGNO DI CREARE UN TERZO POLO BANCARIO CON BPM-ANIMA-MPS, COL SUPPORTO DI MILLERI-DEL VECCHIO E CALTAGIRONE. MA L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL SI E’ MESSO DI TRAVERSO...

DAGOREPORT

giorgia meloni foto lapresse

Per la prima volta in Italia, col governo dominato in lungo e in largo, sopra e sotto, da Giorgia Meloni, la Destra, con la mai spenta Fiamma missina nel simbolo, è padrona di Palazzo Chigi. 

 

E, come rivendica il samurai Fazzolari, l’esecutivo meloniano non ha nulla a che vedere con il vecchio centrodestra Pdl di Silvio Berlusconi, in mano ai “democristiani” Letta e Frattini, che aveva sdoganato e imbarcato la destra sociale di Gianfranco Fini.

 

giorgia meloni e donald trump meme by edoardo baraldi

Con il potere assoluto di Fratelli d’Italia, siete pregati quindi di dimenticare i ‘’compromessi sposi’’ Berlusconi-Fini: ora c’è la Ducetta sola al comando, e si cambia tutto, ma davvero. 

 

E in appena due anni di governo, la presa del potere di Giorgia Meloni si è consolidata grazie alla sua postura politicamente camaleontica, che sposa la tattica del giorno per giorno e disdegna la strategia a lungo termine.

 

Sullo scenario geo-politico, tale opportunismo senza limitismo lascia campo libero alla Statista della Garbatella di svolazzare impunemente da Biden a Trump, da Viktor Orban a Ursula von der Leyen.  

 

giorgia meloni volodymyr zelensky giovanbattista fazzolari a kiev

In campo domestico, poi, l’Underdog supera sé stessa, capace com’è di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, i cannibali e i vegetariani, i nostalgici post-fascisti con i voti senzacasa del ceto medio, la classe operaia abbandonata dal Partito Democratico e i delusi della “rivoluzione grillina”.  

 

Una ammucchiatona da gang-bang mai vista nell’Italia repubblicana, sostenuta com’è da una maggioranza tranquilla alla Camera e al Senato, rallegrata da un’opposizione più masochista e disunita e inesistente che mai, accompagnata dalla grancassa governativa delle reti Rai e Mediaset, pompata dalla gran parte dei quotidiani, compreso il filo-governativo “Corriere della Sera” (unici critici: La7, “Repubblica”, “La Stampa”, “Il Fatto”, “Domani”).

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju 1

Ebbene, invece di godersi la cuccagna dei pieni poteri fino all’ultimo goccio di champagne, i Fazzolari di Palazzo Chigi e le Arianne di via della Scrofa stanno da mane a sera, coltello tra i denti, a cianciare di “complotti”, “poteri forti”, “toghe rosse”, sulle note immortali del “chiagni e fotti”.

 

La nuova frontiera da conquistare è il potere Milano-centrico della finanza: quei cosiddetti “poteri forti” sia laici (Agnelli-Cuccia) che cattolici (Bazoli e Guzzetti) che nei decenni passati hanno trovato sempre un buon interlocutore disponibile nel centrosinistra e nel berlusconismo. 

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Ora si cambia musica, quell’epoca deve andare in soffitta ed essere sostituita da nuovi imprenditori e da nuove banche. Vedi lo sbarco meneghino di Antonio Angelucci, imprenditore sanitario e deputato della Lega, che ha consegnato a Fratelli d’Italia, oltre a “Libero”, anche “Il Giornale”.

 

Da qui, la partita è continuata col disegno di creare un terzo polo bancario ma romano-centrico con il Decreto Capitali, caro a Caltagirone, e proseguita dall’operazione Bpm-Anima-Mps, con il nocciolo duro dell’azionariato in mano a Milleri-famiglia Del Vecchio e a Calta-riccone. 

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Operazione che è stata violentemente intralciata dall’Ops lanciata a sorpresa da Andrea Orcel, Ceo di Unicredit, sul Banco Bpm, guidato da Giuseppe Castagna. Non l’avesse mai fatto, ai Fazzolari e ai Caltagirone è partito l’embolo ed Orcel è diventato il nemico di Palazzo Chigi. 

 

E quando Castagna ha chiesto, ed ottenuto, soccorso da Credit Agricole, primo azionista di Bpm, Giorgetti e Salvini, che avevano invocato, in preda a qualche acido lisergico, la Golden Power per bloccare la mossa di Unicredit, liquidata come una “banca straniera”, non hanno fiatato sull’aumento di capitale al 15%, con richiesta alla Bce di salire al 20, di una banca di proprietà del governo francese come la “Banque Verte”.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

 

Da parte sua, davanti alle barricate anti-Unicredit, Andrea Orcel, gran navigatore della finanza europea, si è subito mosso con la sua rete di relazioni franco-tedesche, dalle banche ai fondi. 

 

Non solo: Orcel avrebbe contattato il Ceo di Generali Assicurazione, Philippe Donnet: attenzione, l’obiettivo finale dell’operazione Bpm-Mps-Anima-Caltagirone-Del Vecchio contro l’Ops di Unicredit è la cattura del Leone di Trieste, sogno di Del Vecchio-Calta. Quindi, ha concluso Orcel, è soprattutto vostro interesse, caro Donnet, a convincere il governo di Macron e Credit Agricole a non alzare barricate sulla nostra operazione… 

matteo salvini giancarlo giorgetti

giovambattista fazzolari - francesco gaetano caltagirone

TACHIBURINA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN PHILIPPE BRASSAC CREDIT AGRICOLEphilippe donnet 4GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN ELLY SCHLEIN - VIGNETTA DEL FATTO QUOTIDIANOursula von der leyen giorgia meloni romano prodi meme by edoardo baraldi anna paratore giorgia meloni arianna meloniviktor orban giorgia meloni - foto lapressePHILIPPE BRASSACGIORGIA MELONI - DONALD TRUMPgiorgia meloni foto lapresse

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”