bob woodward e donald trump

TRUMP HA FATTO QUELLO CHE HANNO FATTO TUTTI I LEADER MONDIALI, CIOÈ MINIMIZZARE IL VIRUS PER NON CREARE IL PANICO TRA I CITTADINI, MA È ABBASTANZA SBRUFFONE DA FARSI REGISTRARE DA BOB WOODWARD. DANDO A BIDEN L'OCCASIONE DI DEFINIRLO ''QUASI CRIMINALE'' - IL LIBRO DEL GIORNALISTA DEL ''WASHINGTON POST'' CONTIENE ANCHE LE DURE PAROLE DI FAUCI SUL PRESIDENTE E GLI ATTACCHI DI GENERALI ED EX MEMBRI DELL'AMMINISTRAZIONE

 

1. CORONAVIRUS: BIDEN, COMPORTAMENTO TRUMP 'QUASI CRIMINALE'

 (ANSA) - Il presidente Donald Trump si è comportato in modo "disgustoso" e "quasi criminale" nascondendo al Paese la vera portata dei rischi del coronavirus: lo ha detto il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden nel corso di un'intervista esclusiva alla Cnn trasmessa ieri sera. Il commento di Biden segue le anticipazioni del nuovo libro di Bob Woodward su Trump ('Rage'), in cui il presidente afferma che sapeva con settimane di anticipo rispetto al primo decesso in Usa che il coronavirus era pericoloso, trasmissibile per via aerea, altamente contagioso e "cinque volte più fatale di una forte influenza".

bob woodward nella trump tower

 

"Questo è il motivo per cui non abbiamo alcuna fiducia nella sua leadership", ha affermato Biden riferendosi a Trump: "Si trattava di assicurarsi che il mercato azionario non scendesse, che i suoi ricchi amici non perdessero soldi e che lui potesse dire qualsiasi cosa, che in realtà tutto ciò che è successo non aveva nulla a che fare con lui", ha proseguito l'ex vice presidente speculando sui motivi che hanno spinto Trump a minimizzare la pericolosità del virus. "Ha sventolato una bandiera bianca. E' scappato. Non ha fatto un accidente", ha concluso Biden: "Pensateci. Pensate a quello che non ha fatto: è quasi criminale".

 

 

2. 'TRUMP MINIMIZZÒ PERICOLO VIRUS PER EVITARE PANICO'

Claudio Salvalaggio per l'ANSA

 

donald trump

Donald Trump sapeva con settimane di anticipo rispetto al primo decesso in Usa che il coronavirus era pericoloso, trasmissibile per via aerea, altamente contagioso e "cinque volte più fatale di una forte influenza". Ma continuò a minimizzare per non creare allarmismo. Il presidente e' messo in grave imbarazzo da un nuovo libro, proprio nel giorno in cui annuncia la riduzione delle truppe in Iraq e gongola per la candidatura al premio Nobel per la pace grazie all'accordo tra Israele ed Emirati Arabi. Dopo gli ormai bestseller della nipote Mary Trump e dell'ex avvocato personale Michael Cohen, ora a metterlo in difficoltà arriva 'Rage' (Rabbia), del leggendario reporter del Watergate Bob Woodward, cui aveva concesso per l'occasione 18 ampie interviste (registrate) tra dicembre e luglio. Il presidente, secondo le anticipazioni, ha confidato al giornalista che sapeva da tempo della pericolosità mortale del virus.

 

"Ho sempre voluto minimizzarlo per non creare panico", ha ammesso. Dichiarazioni che contrastano con i frequenti commenti del tycoon e che hanno suscitato l'indignazione dei dem e del loro candidato alla Casa Bianca. Il presidente "ha mentito agli americani sui pericoli del virus, la sua negligenza e' costata vite e ha causato la recessione economica", lo ha attaccato Joe Biden intervenendo in un comizio in Michigan "Non ha fatto il suo lavoro, di proposito", ha denunciato. La portavoce della Casa Bianca ha negato che Trump abbia minimizzato il virus e fuorviato l'opinione pubblica, assicurando che voleva solo esprimere calma.

 

Bob Woodward e Carl Bernstein

Ma Woodward riporta anche le dure parole del famoso immunologo Anthony Fauci, il membro più autorevole della task force della Casa Bianca contro la pandemia: "La durata dell'attenzione di Trump è un numero negativo" e la sua leadership è "senza timone", "il suo unico scopo è essere rieletto". Il libro, che uscirà il 15 settembre, contiene altri giudizi pesanti di ex dirigenti della sicurezza, della difesa e dell'intelligence. L'ex capo del Pentagono James Mattis definisce il tycoon "pericoloso" e "inadatto" come commander in chief. L'ex capo della National Intelligence Dan Coat invece, scrive Woodward, "continua a coltivare la segreta convinzione, cresciuta anziché diminuire, benché non supportata da prove di intelligence, che Putin abbia qualcosa su Trump".

 

donald trump e anthony fauci 2

Il presidente però tira dritto sbandierando la riduzione delle truppe in Iraq da 5.200 a 3.000 entro fine settembre, come annunciato dal generale Frank McKenzie, che guida il comando centrale Usa. Una mossa giustificata anche con la capacità ora delle forze locali di operare in modo indipendente e di impedire il ritorno dell'Isis, ma il parlamento iracheno aveva già votato a favore dell'uscita dei militari Usa dopo l'uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani all'aeroporto di Baghdad. La Nato invece continuerà la sua missione, ha assicurato un funzionario dell'Alleanza Atlantica.

 

Trump comunque vuol mantenere la sua promessa di mettere fine alle 'endless wars' e nei prossimi giorni dovrebbe annunciare anche un'ulteriore riduzione delle truppe Usa in Afghanistan da 8.600 a 4.000 uomini. Intanto si dice "onorato" della nomina al Nobel per la pace formalizzata dal deputato norvegese Christian Tybring-Gjedde e ritwitta i post che ne parlano. E' un riconoscimento che sogna da tempo, dopo aver criticato quello assegnato a Barack Obama senza che avesse ancora fatto nulla. Aveva accarezzato l'idea dopo il primo summit con Kim Jong-un per la denuclearizzazione della Corea del Nord, vantando come sponsor il premier giapponese Shinzo Abe e l'endorsement del presidente sudcoreano Moon Jae-in.

anthony fauci si tocca la faccia mentre trump parla del coronavirus

 

Ora spera di riceverlo come broker dell'accordo tra Israele ed Emirati, che sarà firmato alla Casa Bianca il 15 settembre. Frattanto Biden in Michigan ha lanciato un piano fiscale per penalizzare le aziende operanti offshore e premiare quelle che investono in America. La proposta prevede una soprattassa del 10% (Offshoring Tax Penalty) per le società che portano all'estero produzioni e servizi rivendendoli poi negli Usa e un credito fiscale del 10% ('Made in America' Tax Credit) per quelle che investono nella creazione di occupazione domestica. Una mossa a favore della working class che rievoca l'America first di Trump.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?