umberto bossi

LA VENDETTA DEL SENATUR – UMBERTO BOSSI, AL PRIMO INCONTRO DEL “COMITATO NORD”, BENEDICE LA FRONDA CONTRO SALVINI, RICHIAMA ALL’AUTONOMIA E ALLA PADANIA. E, PER DARE UN COLPO AL CAPITONE, GUARDA A LETIZIA MORATTI PER LE ELEZIONI IN LOMBARDIA – I MILITANTI ATTACCANO SENZA FILTRI SALVINI: “PER FAVORE, TOGLIETEGLI TIK-TOK, NON NE POSSO PIÙ DI VEDERE UN 45ENNE CHE SI COMPORTA DA COGLIONE” – VIDEO

GUARDA QUI IL VIDEO DEI MILITANTI LEGHISTI CONTRO SALVINI 

 

 

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

umberto bossi comitato del nord

La sala è piena, ci si siede anche per terra e la gente resta fuori. «Almeno settecento persone», sentenzia il consigliere regionale leghista Max Bastoni. La prima uscita ufficiale del correntone verde di Comitato Nord al Castello di Giovenzano, con Umberto Bossi a benedirne l’operato, è un successo inaspettato. Un sabato mattina nella Lombardia profonda: nebbia e pioggia fine, risotto al gorgonzola a fine evento, soprattutto voglia di tornare alle origini, tra fazzoletti e cravatte verdi, il Va, pensiero cantato con la mano sul cuore e anche qualche “Padania libera”.

 

umberto bossi comitato del nord 5

Il Comitato Nord per ora è una minoranza interna della Lega per Salvini premier, «quando arriveremo a 5 mila iscritti non potranno più ignorarci», promette Paolo Grimoldi, l’ultimo segretario eletto della Lega Lombarda, tagliato fuori dai posti buoni per rientrare in Parlamento alle ultime Politiche. Assieme all’europarlamentare Angelo Ciocca — mister 90 mila preferenze nel 2018 — guidano questo revival autonomista, investiti del ruolo direttamente dal Senatur, il quale aveva cominciato a tessere la tela lo scorso agosto.

 

umberto bossi comitato del nord 3

Tutti cercano di non nominare mai Matteo Salvini, ma basta leggere il giornalino distribuito all’ingresso per capire cosa ne pensano di lui: «Contano le persone, le idee, gli ideali e non i like». Oppure basta ascoltare gli interventi dei militanti. «Per favore, toglietegli Tik-Tok, non ne posso più di vedere un 45enne che si comporta da c...», è il grido di aiuto di un iscritto dal 1989. Un altro: «C’è qualcuno qui dentro a cui interessa il Ponte sullo Stretto?». La sala: «Noooo». «Invece sì ma col biglietto di sola andata!», urla dal fondo un altro e giù risate.

 

umberto bossi comitato del nord 2

La Lega Nord esiste ancora, insomma. Sul palco con Bossi ci sono gli ex ministri Roberto Castelli e Francesco Speroni, il veneto Gianantonio Da Re, svariati consiglieri regionali. Il Sole delle alpi bandito nel nuovo corso nazionalista è qui ostentato. Il fondatore parla piano ma il concetto è chiaro: «È arrivato il momento di alzarsi in piedi, abbiamo visto cancellare l’identità della Lega e se fai questo muori. Lo sapevamo tutti che sarebbe andata così ma abbiamo dovuto aspettare la crisi elettorale per muoverci liberamente. Ora vogliamo rinnovare la Lega e non distruggerla».

 

LA PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DI LETIZIA MORATTI

Bossi parla anche dei “fratelli veneti” oggi commissariati da via Bellerio, «è inaccettabile»; il pensiero va subito a Luca Zaia, il presidente della Regione Veneto che sopporta con sempre maggiore fatica Salvini e a ben vedere non pare essere il solo. «Attilio Fontana va a Gemonio quasi tutte le settimane», rivela a bassa voce Ciocca. […]

 

Il simbolo della Lega non c’è su nessun manifesto, anche perché il tesoriere Giulio Centemero nelle settimane scorse ne ha vietato l’utilizzo ai ribelli. Però a un certo punto sul palco vengono srotolate due bandiere del partito, quella di prima con Bossi e quella di oggi con Salvini. «Cosa manca?», chiedono Grimoldi e Ciocca. Riposta facile: la dicitura “nord”, «eravamo il sindacato del territorio e dobbiamo tornare ad esserlo».

 

LUCA ZAIA UMBERTO BOSSI MATTEO SALVINI

Il problema è che Comitato Nord si muove sul filo dell’eresia, la Lega (del passato e del presente) ha sempre poco tollerato le minoranze interne, figuriamoci chi immagina già di creare una giovanile del movimento-associazione, come si fa qui. Formalmente per le Regionali dubbi non ce ne sono, si vota Lega e quindi Fontana.

 

Ma è la stessa Regione criticata in chiaro sulla pubblicazione del Comitato, quando si spiega che sull’agricoltura «non prende nessun provvedimento mentre chi lavora è costretto a districarsi in una giungla di normative nazionali e regionali».

 

umberto bossi e matteo salvini

Un pezzo di vecchia Nord infatti guarda dritta verso Letizia Moratti, in ogni provincia c’è almeno un candidato nella lista della ex vicepresidente che è in ottimi rapporto con Gianni Fava, ancora oggi nel Consiglio federale del Carroccio originale. Di quel Consiglio Bossi è presidente a vita, tradotto: nessuno può espellerlo. Insomma, basta fare due più due per capire fin dove teoricamente potrebbe arrivare la manovra a tenaglia. […]

matteo salvini e umberto bossimatteo salvini e umberto bossi al congresso della lega LA PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DI LETIZIA MORATTI

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…