domenico arcuri milena gabanelli

CI VOLEVA MI-JENA GABANELLI PER METTERE ALLA BERLINA TUTTI GLI ERRORI DEL COMMISSARIO ARCURI: “L’11 SETTEMBRE ARCURI FIRMA UN CONTRATTO DA 100 MILIONI DI MASCHERINE FFP2 CON UNA SOCIETÀ OLANDESE CON UN SOLO DIPENDENTE. IL PREZZO PAGATO È 105 MILIONI, VALE A DIRE 1,05 EURO A MASCHERINA. DUE SETTIMANE DOPO L’OSPEDALE DI PESARO NE COMPRA 2 MILIONI DA UN IMPORTATORE ITALIANO A 37 CENTESIMI L’UNA…"

 

 

 

 

DOMENICO ARCURI

 

Milena Gabanelli e Simona Ravizza per il “Corriere della Sera - Dataroom”

 

Fino all' emergenza Covid, tutto quello di cui ogni anno gli ospedali hanno bisogno (28 miliardi di bandi di gara aggiudicati) per il 30% lo comprano direttamente, per il 10% ci pensa Consip, per il resto fanno affidamento sulle 21 centrali d' acquisto regionali. Lo scoppio dell' epidemia rende necessaria la presenza di un commissario con funzione di coordinamento.

 

Il decreto del 17 marzo 2020 gli conferisce il compito di acquistare ogni bene indispensabile al contenimento della diffusione del virus, anche in deroga alle norme: «Tutti gli atti sono sottratti al controllo della Corte dei Conti, fatti salvi gli obblighi di rendicontazione. Per gli stessi atti la responsabilità contabile e amministrativa è limitata ai soli casi in cui sia stato accertato il dolo del funzionario o dell' agente che li ha posti in essere o che vi ha dato esecuzione».

 

milena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 4

Il governo guidato da Giuseppe Conte sceglie Domenico Arcuri, da 13 anni amministratore delegato di Invitalia. La società, posseduta dal ministero dell' Economia, si occupa di attrazione degli investimenti, sviluppo del Mezzogiorno, aziende in crisi, bonifiche, accoglienza migranti, digitalizzazione PA, ricostruzione terremoti, dall' Ilva al salvataggio della Banca Popolare di Bari.

yqt health care

 

Il comma 6 dell' articolo 4 dello statuto apre di fatto a 360 gradi il raggio d' azione: «La società potrà esercitare tutte le attività e funzioni ulteriori eventualmente attribuitele in forza di leggi e di norme anche per il perseguimento di nuove attività». Arcuri, manager politico navigato, non ha competenze specifiche in Sanità, ma l' articolo 122 gli consente di attingere dove ci sono: «Il commissario può avvalersi di soggetti attuatori e di società in house, nonché delle centrali di acquisto». Decide di non farlo. Questo è il resoconto dopo dieci mesi.

 

Arcuri Conte

Il commissario non ce la fa a soddisfare l' intero fabbisogno di guanti, camici, respiratori, gas medicali, reagenti, siringhe, letti: per più della metà devono pensarci le Regioni.

Qualche esempio: Arcuri spende 65,4 milioni in guanti di vinile e nitrile, le centrali acquisti devono sopperire per 138 milioni; così come per 1,4 miliardi di camici, calzari, cuffie e visiere, contro i 338 milioni di Arcuri.

acquisti bandi arcuri

 

Per respiratori, monitor e letti il commissario copre il 57%; per tamponi e reagenti il 49%. Al 30 dicembre 2020 la spesa per le attrezzature e i materiali sanitari indispensabili nella lotta alla pandemia, ricostruita per Dataroom dall' Osservatorio MaSan (Management acquisti e contratti in Sanità) del Cergas-Bocconi, è di 5,5 miliardi così ripartiti: gli acquisti delle Regioni ammontano a 2 miliardi, quelli di Consip a 400 milioni, quelli della Protezione civile a 300, quelli del commissario Arcuri a 2,8 miliardi di cui 1,8 miliardi (il 65% del fabbisogno) riguardano mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3.

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

 

Sulle mascherine non consideriamo la prima ondata, durante la quale si è consumato ogni sorta di sciacallaggio: non si trovavano, e pertanto abbiamo dovuto accettare qualunque prezzo pur di averle. Dall' estate scorsa le cose sono cambiate: il mercato è inondato. Per quel che riguarda le Ffp2, il presidio numero uno per gli ospedali, sono pressoché tutte di produzione cinese.

milena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 6

 

Visto che si tratta di quantità gigantesche non c' è dubbio che il commissario spunterà il miglior prezzo. L' 11 settembre Arcuri firma un contratto da 100 milioni di pezzi con la YQT Health Care B.V., società olandese con un solo dipendente costituita il 16 marzo 2020.

come funzionano gli acquisti in sanitaa' prima e dopo la pandemia

 

È una srl controllata dalla Bydcare Eu, filiale europea della cinese Byd, produttore di automobili di Shenzhen riconvertita nel più grosso produttore al mondo di mascherine. Al 20 dicembre l' unico destinatario di import sanitario della YQT è il commissario straordinario.

 

milena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 1

Il prezzo pagato è di 105 milioni di euro, vale a dire 1,05 euro a mascherina. Vale la pena sottolineare che la Byd cinese è la stessa azienda con cui il commissario aveva firmato le scorso aprile due contratti per una fornitura di 300 milioni di mascherine chirurgiche (a 30 centesimi l' una), ma il pagamento fu direttamente alla società cinese senza passare dall' importatore olandese.

 

milena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 5

Il 25 settembre, dunque nello stesso periodo, l' azienda ospedaliera «Ospedali riuniti Marche Nord» di Pesaro assegna una procedura negoziata da 756 mila euro per l' acquisto di 2 milioni di Ffp2, prezzo: 37 centesimi l' una. La gara d' appalto è divisa in tre lotti.

 

Uno degli aggiudicatari è la Polonord Adeste, importatore italiano di mascherine cinesi. La qualità è la stessa, la certificazione è equivalente. La differenza però non è banale: su 100 milioni di pezzi il commissario ha pagato 65 milioni in più. Anche la centrale acquisti della Regione Veneto, che per non rischiare di trovarsi scoperta ha acquistato un piccolo lotto, ha speso meno: 90 centesimi. In sostanza si compra dalla Cina, si paga in Olanda, e si paga caro.

bandi arcuri

 

Il decreto legge del 19 maggio prevede l' acquisto di attrezzature e ventilatori per potenziare di 3.500 posti letto le terapie intensive e di 4.225 le semi-intensive. Il 27 luglio Invitalia pubblica il bando in cui le aziende disponibili a vendere i macchinari devono segnalarsi per poi essere selezionate.

mascherine ffp2 arcuri vs regione marche

 

Le Regioni comunicano le loro necessità entro il 31 agosto. Ma l' elenco dei fornitori, a cui le singole aziende sanitarie devono rivolgersi per negoziare, il commissario lo rende pubblico il 2 novembre, cinque mesi e mezzo dopo, nel pieno nella seconda ondata.

 

Domenico Arcuri Smascherato Foto Mezzelani GMT005

 Per quel che riguarda la fornitura da 10 milioni di euro per l' acquisto di 157 milioni di siringhe «luer lock», che estraggono 6 dosi invece di 5 da ogni fiala del vaccino Pfizer, vuole vederci chiaro la Corte dei Conti del Lazio per capire se sia fondato il sospetto che avrebbero potuto essere comprate siringhe meno costose.

Ma anche se fosse, il commissario per decreto è immune da ogni responsabilità. Vale per le siringhe, le mascherine e qualunque altro bene.

 

Sta di fatto che la presenza di più soggetti che acquistano gli stessi materiali crea un cortocircuito di concorrenza che rende ancora più difficile portare a casa la merce. «La gestione degli acquisti sanitari durante l' emergenza Covid evidenzia i problemi profondi della macchina amministrativa del Paese - spiegano Francesco Longo, Niccolò Cusumano e Veronica Vecchi dell' Osservatorio MaSan Cergas-Bocconi -. Le strutture ordinarie dovrebbero, ben coordinate, potersi occupare anche di emergenze: il Servizio sanitario, le Regioni, le loro centrali di acquisto, le aziende sanitarie avrebbero dovuto occuparsi anche di Covid.

 

DOMENICO ARCURI

E, in ogni caso, lo hanno fatto, ma ognuno per conto proprio, e cercando di mettere "pezze" alle falle del sistema commissariale». Questo succede perché viene creata una struttura che dovrebbe avere una funzione organizzativa e di guida, valorizzando chi già si occupa della materia, che invece si sostituisce a esse, ma senza averne competenze specifiche.

cosa serve per le terapie intensive milena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 3milena gabanelli e la gestione commissariale di arcurimilena gabanelli e la gestione commissariale di arcuri 2

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)