keir starmer donald trump visa mastercard

SALUTAME ALLO ZIO SAM – IL REGNO UNITO ACCELERA ACCELERA I PIANI PER LANCIARE UN SISTEMA DI PAGAMENTO NAZIONALE ALTERNATIVO AL PREDOMINIO DEI CIRCUITI AMERICANI DI MASTERCARD E VISA – QUALCHE GIORNO FA, LA PRESIDENTE DELLA BCE, CHRISTINE LAGARDE, AVEVA ANNUNCIATO CHE LA BANCA CENTRALE EUROPEA OFFRIRÀ PRESTITI IN EURO ALLE BANCHE CENTRALI DI TUTTO IL MONDO, PER AFFRANCARSI DAL DOMINIO DEL DOLLARO, CHE RAPPRESENTA IL 58% DELLE RISERVE VALUTARIE MONDIALI E, SOPRATTUTTO, È LA MONETA CON CUI VIENE EFFETTUATO IL 50% DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI...

GB ACCELERA SU UN SISTEMA DI PAGAMENTO ALTERNATIVO AGLI USA DI TRUMP

donald trump e keir starmer

(ANSA) - Il Regno Unito accelera i piani per lanciare un sistema di pagamento nazionale alternativo al predominio dei circuiti americani di Mastercard e Visa.

 

Lo riporta il Guardian online, secondo cui l'iniziativa nasce dal timore che l'amministrazione Usa di Donald Trump possa decidere di "staccare la spina" ai sistemi di pagamento globali, isolando finanziariamente il Paese.

 

I principali colossi bancari britannici — tra cui Barclays, NatWest, Lloyds, Santander e Nationwide — si riuniscono giovedì per definire il progetto di una piattaforma capace di gestire i 50 miliardi di transazioni effettuate ogni anno nel Regno, sulla scia dell'iniziativa nell'Ue sull'euro digitale.

 

DONALD TRUMP E IL DOLLARO

Il forum tecnico, presieduto da Vim Maru, l'amministratore delegato di Barclays UK, punta a creare una rete di sicurezza per mantenere operativa l'economia in caso di interferenze da parte degli Stati Uniti, a fronte dei timori geopolitici legati alla posizione del presidente Trump verso l'Europa.

 

Gli istituti bancari e le authority sperano che il nuovo sistema possa ridurre drasticamente la dipendenza dalle infrastrutture finanziarie degli Stati Uniti, che attualmente sostengono la maggior parte dei circuiti di pagamento mondiali. "Se i circuiti di Mastercard e Visa venissero disattivati, torneremmo agli anni '50", ha dichiarato un top manager al Guardian, riferendosi al periodo in cui i contanti venivano utilizzati per la maggior parte dei pagamenti.

 

MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP

E TANTI SALUTI AL DOLLARO!  – ALLA CONFERENZA DI MONACO, CHRISTINE LAGARDE HA ANNUNCIATO CHE LA BCE OFFRIRÀ PRESTITI IN EURO ALLE BANCHE CENTRALI DI TUTTO IL MONDO – UNA SCELTA CHE VA OLTRE LA TECNICA MONETARIA E PUNTA A RAFFORZARE LA MONETA UNICA NEI NUOVI EQUILIBRI GLOBALI SEGNATI DA TRUMP E DALLA SFIDA CINESE – “FUBINI: “L’OBIETTIVO È ASSECONDARE I NUOVI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO CHE L’UE STA TESSENDO IN GIRO PER IL MONDO, PER DIVERSIFICARE DAL MERCATO AMERICANO, DALL’INDIA AL MERCOSUR. RENDE PIÙ FACILE IL PAGAMENTO DELL’EXPORT DI ITALIA, FRANCIA O GERMANIA NEL MONDO NON PIÙ IN DOLLARI, MA IN EURO STESSI. DA ANNI PECHINO PERSEGUE LA STESSA STRATEGIA NEI PAESI EMERGENTI VERSO I QUALI ESPORTA…”

https://www.dagospia.com/business/tanti-saluti-dollaro-christine-lagarde-annuncia-bce-offrira-prestiti-in-464240

 

IL POTERE DEL DOLLARO NELL’ERA DEI RICATTI

Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

dominio mondiale del dollaro

Il 21 agosto il telefono di Nicolas Guillou ha smesso di funzionare: impossibile prenotare una corsa con Uber, un biglietto di treno, o fare un acquisto online. Le sue carte di credito sono state bloccate, impedendogli di pagare in supermercati e ristoranti o operare sul proprio conto corrente. Persino Expedia ha respinto la sua richiesta di riservare una camera di hotel in Francia.

 

La «colpa» di Guillou e di altri quattro giudici della Corte penale internazionale dell’Aia è aver autorizzato l’emissione di un mandato di arresto per crimini di guerra contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Yoav Gallant.

 

VISA E MASTERCARD

Per questa decisione i cinque giudici sono stati sanzionati dall’amministrazione Trump, che ha proibito a ogni azienda americana o con interessi negli Stati Uniti di prestar loro qualsiasi tipo di servizio. […]

 

Questo avviene perché buona parte delle transazioni elettroniche nell’area euro è gestita dai circuiti americani Visa, Mastercard, American Express. Vuol dire che se un domani i circuiti Usa decidessero, su ordine di Trump, di spegnere l’interruttore noi europei non potremmo più effettuare pagamenti con carta di credito.

 

Del resto, i Paesi dell’Eurozona non sono mai riusciti a mettersi d’accordo per creare una rete europea di pagamenti; mentre le banche europee sono sempre state felici di incassare le laute commissioni versate dalle americane Visa e Mastercard. […]

riserve valutarie delle banche centrali

 

Si parla sempre della supremazia militare degli Stati Uniti, ma la loro egemonia monetaria e finanziaria è ancor più rilevante e pervasiva. Dai dati della Federal Reserve gli asset in dollari (titoli di Stato, depositi, fondi, azioni) detenuti fuori dagli Usa ammontano a 70 mila miliardi, e sostengono circa un terzo dei 38 mila miliardi di debito pubblico di Washington.

 

Da 80 anni l’architrave dell’impero finanziario americano è il dollaro, e la sua ubiquità aumenta enormemente la capacità di indebitamento Usa perché le banche centrali, i fondi e le aziende «parcheggiano» i dollari in eccesso derivanti dai loro investimenti o dai loro commerci sui titoli di Stato americani. E sono tanti.

 

[…] Il dollaro rappresenta infatti il 58% delle riserve valutarie delle banche centrali contro il 20% dell’euro, il 6% dello yen giapponese, il 5% della sterlina e il 2% del renminbi cinese. Ancor più centrale è il ruolo del biglietto verde nel commercio mondiale.

persone sanzionate da trump

 

Circa il 50% dei pagamenti internazionali è effettuato in valuta statunitense. Se si escludono le rimesse degli immigrati e gli scambi interni all’eurozona, nelle esportazioni vige un monopolio di fatto: è in dollari il 96% delle fatture commerciali nelle Americhe, il 74% nella zona Asia-Pacifico e il 79% nel resto del mondo.

 

Significa che tutte le aziende che fanno affari all’estero devono avere un conto in dollari per pagare i fornitori e incassare dai clienti: non a caso, il 60% dei depositi bancari internazionali è in dollari. Per gestire i pagamenti delle imprese, a loro volta, le banche sono obbligate ad aprire un conto presso un istituto statunitense, poiché ogni transazione in dollari deve avvenire all’interno del sistema bancario americano.

 

contrasto dell euro al dominio del dollaro

Di conseguenza, le informazioni su tutti i pagamenti in dollari — ammontare, ordinante, destinatari — sono tracciate dalle autorità americane, anche quando l’operazione non ha altri legami con gli Stati Uniti. […]

 

Anche per molti Stati l’accesso al dollaro è questione di vita o di morte economica: durante le crisi finanziarie, infatti, è la Federal Reserve a prestare dollari alle banche centrali degli altri Paesi per affrontare l’emergenza e «calmare» gli investitori. Cosa accadrebbe se questi flussi dovessero arrestarsi o se la Fed dovesse minacciare di negarli a chi si oppone alle pretese americane? Sarebbe il caos.

 

[…]  La Cina ha da tempo avviato un programma per affrancarsi dal giogo del dollaro e nel 2025 circa il 40% dei suoi commerci è stato effettuato in yuan. Il ruolo globale della valuta cinese resta però limitato a causa dello stretto controllo del governo di Pechino sull’economia, sui capitali e sulle politiche monetarie. In Cina non si applica lo Stato di diritto, e la mancanza di certezze sulle regole genera scarsa fiducia internazionale nei confronti dello yuan.

 

debito usa e risparmi europei

Ma qualche serio dubbio ora sta emergendo anche verso gli Usa, alla luce delle instabili decisioni di Trump in politica estera. Motivo per cui la Bce sta accelerando il progetto di euro digitale che, intanto, consentirebbe di liberarsi dalla dipendenza dal circuito americano di carte di credito nei pagamenti interni, e di fornire un conto a tutti, anche agli individui sanzionati dagli Usa.

 

Le prospettive dell’euro Per quel che riguarda la proiezione internazionale dell’euro, la strada è lunga, ma possibile. Secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, l’euro potrebbe diventare un’alternativa credibile al dollaro se la Ue si dotasse di capacità di difesa autonoma, se cominciasse ad emettere più debito comune per far capire agli investitori che l’euro è un progetto stabile, e se allargasse la sua influenza commerciale.

 

LA MONETA DA UN DOLLARO CON DONALD TRUMP

 I trattati di libero scambio appena firmati con India e Paesi del Mercosur vanno in questa direzione, soprattutto se d’ora in poi l’import-export fra i due blocchi si svolgerà più in euro che in dollari. E poi il tema dei temi: il mercato unico dei capitali, ovvero la trasformazione delle 27 piazze finanziarie europee in una unica in grado di competere con Wall Street, dove ogni anno vengono investiti 300 miliardi di risparmi europei. Denaro che, invece di arricchire il nostro tessuto produttivo, va a sostenere il mercato Usa, il suo debito pubblico e i mega piani di spesa sulla difesa e tagli delle imposte promessi da Trump. Per fare tutto questo i 27 Paesi membri devono però marciare in un’unica direzione. Un rafforzamento che il Presidente americano sta tentando in tutti i modi di impedire, anche raccattando complici fra gli euroscettici, per avvelenare i pozzi lungo la strada.

visa mastercard1

unione europea e le piattaforme di pagamento le multe del governo usa

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