A CREDERE NELLE FAKE NEWS RISCHIATE DI RIMETTERCI LA PELLE – L’ULTIMA PREOCCUPANTE BUFALA CHE STA CIRCOLANDO ONLINE RIGUARDA LE CREME SOLARI, BOLLATE DA ALCUNI CIARLATANI COME RESPONSABILI DEI TUMORI DELLA PELLE: UNA BESTEMMIA PER I DERMATOLOGI CHE DA ANNI LOTTANO PERCHÉ L’ESPOSIZIONE AL SOLE AVVENGA CON LE DOVUTE PRECAUZIONI PER EVITARE L’INSORGENZA DI CARCINOMI CUTANEI – CIÒ CHE RENDE LE NOTIZIA ANCOR PIÙ GRAVE È CHE ALCUNE DI QUESTE MINCHIATE SONO STATE MESSE IN CIRCOLO SUI SOCIAL DA MEDICI, ONCOLOGI, DERMATOLOGI, FARMACISTI (O PRESUNTI TALI). MA SEGNALARLI AGLI ORDINI PROFESSIONALI PER FARLI RADIARE, NO?
Estratto dell’articolo di Alessandro Mondo per "la Stampa"
Il sole protegge dai tumori cutanei. Le creme solari non servono, anzi: rischiano di causarli, i tumori. E' una delle asserzioni che circolano sui social: ad esternare è un'oncologa vera o presunta che sta facendo man bassa di like e condivisioni.
E non si tratta nemmeno di un caso isolato.
Una bestemmia per i dermatologi, appena riunitisi nel congresso della Associazione italiana dermatologia ospitato al Lingotto di Torino, sempre più preoccupati dal proliferare di notizie non soltanto prive di fondamento ma pericolose per chi conosce l'aggressività del carcinomi cutanei come dei melanomi. Preoccupazione accompagnata dalla richiesta di un maggiore controllo da parte di chi gestisce le piattaforme, con filtri e alert per evitare la diffusione di fake news.
Tra questi il dottor Paolo Broganelli, primario di Dermatologia all'ospedale Mauriziano e relatore al convegno sopracitato (fa parte del comitato scientifico): «Le persone sono disorientate, molte chiedono a medici e farmacisti se possono evitare le creme solari perché si dice che facciano male». Un problema. Ancora peggiore quello di chi non chiede consiglio e fa di testa sua.
«Il sole è sicuramente fonte di benessere, stimola la serotonina, regola il ritmo sonno-veglia, lo utilizziamo perfino a scopo terapeutico - premette Broganelli - . L'errore da parte di chi sostiene che allunghi la vita è quello di aver travisato i dati di uno studio scientifico svedese su circa 30 mila donne dal quale si sono ottenuti molti dati. Uno è quello che il campione di donne che prendeva più sole viveva di più ma gli stessi autori segnalavano che in questo gruppo i tumori cutanei erano più rappresentati [...]
la non corretta esposizione alle radiazioni UV possa rappresentare, nelle popolazioni occidentali, un grosso rischio per la salute. [...]».
«Spesso i messaggi sono incredibili, purtroppo anche da parte di personale medico in cerca di popolarità a basso costo. E questo, nonostante esistano migliaia di studi osservazionali con larghe coorti che attestano indubbiamente che il sole produca carcinomi cutanei».
E per i melanomi? «Le evidenze sono meno certe, nel senso che esistono diverse varietà di melanomi, alcuni dei quali hanno basi genetiche. Ma la maggior parte insorgono su cute fotoesposta, con storia di esposizioni solari acute e intermittenti, soprattutto in giovane età».
Quanto alle creme solari, aggiunge il dermatologo, nel corso di oltre 40 anni c'è stata una evoluzione importante nella chimica dei filtri solari: «Quelli chimici moderni sono sicuri anche in età pediatrica e garantiscono maggiore facilità di utilizzo perché più rapidi da applicare. [...]» conclude Broganelli. Per sapere bisogna informarsi. E prima ancora, studiare.




