SANTA CECILIA, CANTA PER NOI! – PIERLUIGI PANZA IN LODE DI CECILIA BARTOLI, CHE AL FESTIVAL DI SALISBRUGO FESTEGGIA I SESSANT’ANNI USCENDO DA UNA TORTA IN SCENA: “RAPPRESENTA UN CASO QUASI UNICO: UNA DIVA CHE HA VENDUTO MILIONI DI DISCHI SENZA INSEGUIRE IL REPERTORIO FACILE, CHE HA RESTITUITO VITA A COMPOSITORI DIMENTICATI E CHE OGGI PROGETTA FESTIVAL, SCOPRE GIOVANI ARTISTI E CONTINUA A REINVENTARE IL TEATRO MUSICALE” – “È UNO DEI MOMENTI PIÙ FELICI DELLA SUA CARRIERA. A SALISBURGO INTERPRETA CORINNA NE ‘IL VIAGGIO A REIMS’ DI ROSSINI, DIRETTO IN UNA PRODUZIONE DI BARRIE KOSKY CHE TRASFORMA L’OPERA IN UNA VERA FESTA PER ‘LA CECI’: IL TESTO È STATO ADATTATO PERCHÉ IL VIAGGIO NON CONDUCA PIÙ ALL’INCORONAZIONE DI CARLO X, MA AL COMPLEANNO DELLA CANTANTE...”

 

Pierluigi Panza per https://fattoadarte.corriere.it/

 

cecilia bartoli esce dalla torta il viaggio a reims festival di salisburgo 3

Il compleanno dei 60 anni di Cecilia Bartoli coincide con uno dei momenti più felici della sua carriera. Al Festival di Salisburgo interpreta Corinna ne “Il viaggio a Reims” di Rossini, diretto in una produzione di Barrie Kosky che trasforma l’opera in una vera festa per “La Ceci”: il testo è stato persino adattato perché il viaggio non conduca più all’incoronazione di Carlo X, ma al compleanno della cantante.

 

Anzi il viaggio inizia con una didascalia “Siamo qui convenuti per celebrare il 60 compleanno della Ceci” (al posto di Re Carlo) e finale Viva la Musica rifatto con la torta enorme che arriva, si scoperchia e ne esce lei tutta vestita di rosa con piume.

 

Alla prima il finale è stato bissato con tutti gli interpreti, Kosky compreso, che ballano e Cecilia e e il maestro Gianluca Capuano sul palco che danzano insieme. Qualche critico ha particolarmente apprezzato Capuano: “Il doppio concertato finale primo in cui tutti si sentono ma veramente tutti è un prodigio. E gli orchestrali di Montecarlo sono sovrumani”.

 

cecilia bartoli esce dalla torta il viaggio a reims festival di salisburgo 3

Già Il 24 maggio c’era stata una serata di retrospettiva: con l’evocativo titolo “Ciao, bella ciao”, Cecilia Bartoli aveva intrapreso un viaggio nel tempo con melodie d’infanzia, canzoni della sua giovinezza e le principali tappe musicali di una carriera mondiale.

 

Domani, al termine dello spettacolo, è prevista una celebrazione pubblica del suo sessantesimo compleanno e un’esclusiva cena di gala a inviti per il 60mo compleanno della cantante. Tra gli ospiti saranno presenti il cast de “Il viaggio a Reims”, Pretty Yende, Rolando Villazón e Plácido Domingo.

 

il viaggio a reims festival di salisburgo 1

Nata a Roma il 4 giugno 1966 da genitori sono cantanti lirici, Cecilia debutta a nove anni come pastorello nella “Tosca”. La vera maestra è la madre, Silvana Bazzoni, che continua a seguirla vocalmente anche quando è ormai una star internazionale.  La svolta arriva alla fine degli anni Ottanta. Un’audizione televisiva la fa conoscere ai grandi direttori: Herbert von Karajan, poco prima della morte, la invita a Salisburgo; Daniel Barenboim e Nikolaus Harnoncourt ne comprendono il talento. Da allora costruisce un repertorio personalissimo.

 

Album come “Vivaldi Album”, “Opera proibita”, “Sacrificium” e “Mission” riportano alla luce pagine dimenticate (spesso dell’età dei castrati e dei controtenori) e non è raro che una sua incisione presenti opere quasi sconosciute. Si dice che ami trascorrere ore nelle biblioteche alla ricerca di manoscritti, molto più che nelle sale prova. Un’altra curiosità riguarda la tecnica: prima di affrontare i virtuosismi rossiniani esegue esercizi lentissimi, convinta che la velocità nasca dalla precisione e non dall’istinto. Sul palcoscenico ha vocalità e talento teatrale.

 

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Le sue espressioni del volto, la mimica e la capacità di trasformare ogni aria in una scena recitata hanno contribuito a renderla celebre. Dal 2012 Bartoli, nella cui carriera ha vinto Grammy Award con 5 premi e 17 candidature, è anche la direttrice artistica del Festival di Pentecoste di Salisburgo e dal 2023 dirige anche l’Opéra de Monte-Carlo. A sessant’anni rappresenta un caso quasi unico: una diva che ha venduto milioni di dischi senza inseguire il repertorio facile, che ha restituito vita a compositori dimenticati e che oggi progetta festival, scopre giovani artisti e continua a reinventare il teatro musicale

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