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DOBBIAMO PREPARARCI A UNA NUOVA LEHMAN BROTHERS? – IL SISTEMA BANCARIO AMERICANO SIEDE SU UNA MINA CHIAMATA “PRIVATE CREDIT”: L'ILLUSIONE DI RENDIMENTI A BASSO RISCHIO HA SPINTO I COLOSSI DI WALL STREET A ESPORSI PER 260 MILIARDI DI DOLLARI VERSO FONDI D'INVESTIMENTO E VEICOLI OPACHI. COME NEL 2007, ALLA VIGILIA DELLA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME – LE RICHIESTE DI RIMBORSO DI “PRODOTTI” DI CREDITO PRIVATO HANNO SUPERATO I 7 MILIARDI, COSTRINGENDO ANCHE BIG COME MORGAN STANLEY E BLACKROCK A LIMITARE I RISCATTI – L’AVVERTIMENTO DI JAMIE DIMON, NUMERO UNO DI JPMORGAN, SUL RISCHIO DI UN CONTAGIO SISTEMICO: “QUANDO VEDI UNO SCARAFAGGIO, CE NE SONO ALTRI”

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”

 

BOLLA DEL PRIVATE CREDIT - CREDITO PRIVATO

Il conto alla rovescia è iniziato. Il sistema bancario americano siede su una polveriera chiamata credito privato. L'illusione di rendimenti a basso rischio ha spinto i colossi di Wall Street a esporsi verso fondi d'investimento e veicoli opachi per centinaia di miliardi. Come nel 2007, alla vigilia della crisi dei mutui subprime.

 

I nodi vengono al pettine, tra insolvenze aziendali e crescenti tensioni sui mercati finanziari. «Quando vedi uno scarafaggio, ce ne sono altri», ha avvertito mesi fa Jamie Dimon, numero uno di JPMorgan Chase, fiutando il pericolo di un contagio sistemico.

 

NUMERI E RISCHI DEL CREDITO PRIVATO NEGLI STATI UNITI

L'intreccio occulto tra istituti tradizionali e finanza ombra ha superato ogni livello di guardia, mettendo in bilico quasi 260 miliardi di dollari a causa dei riscatti dai fondi, già oltre quota 8 miliardi.

 

[...]  I dieci maggiori istituti statunitensi hanno accumulato un'esposizione di 257,6 miliardi di dollari verso il private credit tra prestiti diretti a fondi, Business Development Companies (BDC) e Collateralized Loan Obligations (CLO). La vetta della classifica spetta a Wells Fargo, al comando con 59,7 miliardi di linee di credito erogate.

 

Bank of America occupa il secondo gradino con 33,2 miliardi, tallonata da PNC con 29,5 miliardi e Citigroup con 25,8 miliardi. I pilastri dell'investment banking seguono a breve distanza. JPMorgan Chase ha registrato 22,2 miliardi e Goldman Sachs 21,7 miliardi.

 

wall street - contrattazioni

Completano il perimetro Truist con 19,5 miliardi, State Street con 19,3, Morgan Stanley con 16,2 e US Bancorp con 10,5. I prestiti complessivi delle banche verso le istituzioni non bancarie hanno raggiunto 1.900 miliardi di dollari, pesando per il 14% del credito americano.

 

Il meccanismo alla base di questa rincorsa all'oro nasconde insidie fatali, in potenza. Specie dopo il blocco delle richieste di rimborso decise da BlackRock e Blackstone negli ultimi mesi.

 

I fondi di credito privato, nati per finanziare aziende a rischio estremo per i canali bancari, si trasformano a loro volta in debitori. Le banche aprono linee di credito a favore di queste entità non quotate per permettere loro di amplificare i ritorni tramite la leva finanziaria. L'affare risulta vantaggioso sotto il profilo patrimoniale, ma l'architettura rivela crepe profonde non appena il ciclo economico inverte la rotta. I fondi finiscono stretti in una morsa.

 

BOLLA DEL PRIVATE CREDIT - CREDITO PRIVATO

Da un lato le aziende debitrici faticano a ripagare le rate per via dell'inflazione persistente e dei tassi d'interesse più elevati, dall'altro gli investitori finali chiedono indietro i loro capitali. Per far fronte ai rimborsi senza svendere asset, i fondi si rivolgono alle banche, attingendo alle linee di credito preesistenti.

 

Uno studio dell'Office of Financial Research calcola come i fondi utilizzino in media tra il 50 e il 65% della loro capacità. Il margine residuo è una bomba a orologeria per Wall Street.

 

[...]

 

jamie dimon al world economic forum di davos 2026 1

Jill Cetina, docente alla Texas A&M University, descrive uno scenario da incubo in cui risorse vitali vengono bloccate nel momento peggiore per i mercati. Gli istituti di credito si trovano dunque davanti a un bivio drammatico. Chiudere i rubinetti scatenando il panico nel settore o assecondare le richieste mettendo a repentaglio la propria stabilità.

 

Il contagio, tuttavia, allunga le sue ombre sul Vecchio Continente. Sebbene il mercato europeo del private credit sia meno sviluppato, con asset per 430 miliardi di euro, le interconnessioni sistemiche destano allarme a Francoforte. La Banca centrale europea (Bce) è al lavoro per mappare i legami con i fondi di private equity.

 

the american dream is over – crisi economica negli stati uniti

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) stima in 4.500 miliardi di dollari l'esposizione globale delle banche occidentali verso le istituzioni non bancarie, di cui 3.000 miliardi in capo agli istituti europei.

 

Il rischio principale prende il nome di "leva finanziaria occulta". Le banche concedono prestiti non solo ai fondi, ma in via diretta alle società in portafoglio, creando una catena opaca in cui un singolo shock rischia di propagarsi su più livelli senza ostacoli.

 

La percezione del pericolo si aggrava in assenza di regole trasparenti per i piccoli risparmiatori, attratti da cedole a doppia cifra e sprovvisti di scudi in caso di tempesta. I segnali di cedimento si moltiplicano, come il crollo delle azioni di Blue Owl Capital, dimezzatesi in dodici mesi.

 

titoli bank of amerika e blackrock

Amit Seru della Stanford Graduate School of Business avverte come i fallimenti in questo ecosistema rivelino sempre debolezze strutturali nei bilanci. E le dispute legali iniziano a inquinare i tribunali, dimostrando come il collaterale offerto in garanzia possa trasformarsi in carta straccia alla prova dei fatti.

 

Wall Street metabolizza la gravità della situazione adottando un linguaggio metaforico, sintomo evidente di una paura reale non ancora sfociata nel panico conclamato. Jeffrey Gundlach paragona il mercato al Far West, un luogo di frontiera in cui un'orda di investitori aggressivi cerca di sfruttare ogni minima opportunità senza curarsi della prudenza.

 

bolla del private credit

Lloyd Blankfein, ex amministratore delegato di Goldman Sachs, confessa di sentire i cavalli nitrire nervosi nel recinto, pronti a scappare al primo lampo temporalesco. Il gestore di hedge fund Boaz Weinstein osserva la palla di neve in rotolamento a valle, destinata a ingrossarsi in valanga inarrestabile. [...]

 

Se la crescita economica dovesse frenare in modo brusco, o se uno shock petrolifero legato alle tensioni in Medio Oriente dovesse alimentare l'inflazione, le banche si troverebbero in trappola. Sarebbero costrette a scegliere in fretta tra chiudere le linee di credito vitali per i fondi o assorbire perdite significative. Tradendo de facto il mandato fiduciario dei propri azionisti nel momento di massima debolezza sistemica.

wall street - contrattazioniBlackRock

 

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