agassi mike andre

SARA’ STATO PURE UN PADRE PADRONE MA SENZA DI LUI ANDRE AGASSI NON SAREBBE DIVENTATO UN CAMPIONE E J. R. MOEHRINGER NON AVREBBE SCRITTO IL  BESTSELLER “OPEN” – SE NE VA A 90 ANNI MIKE AGASSI - “SONO STATO UN TIRANNO MA RIFAREI TUTTO: E' STATO BOLLETTIERI A ROVINARE ANDRE. DOV’È CHE MIO FIGLIO HA COMINCIATO A BERE E A METTERE IL TRUCCO AGLI OCCHI E LO SMALTO SULLE UNGHIE?''- "SAPEVO CHE BROOKE SHIELDS NON SAREBBE STATA LA MOGLIE GIUSTA. LEI RIPETEVA CHE ERA VERGINE...”

https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/vendetta-papa-agassi-sono-stato-tiranno-ma-rifarei-tutto-99367.htm

 

 

Vincenzo Martucci per "il Messaggero"

 

mike agassi e figli

E' morto Emmanuel-Mike Agassi, il papà del famoso Andre, il simbolo dei padri-padroni del tennis. E' il famigerato despota di Open, la fortunata autobiografia del campione, il diavolo che secondo i più ha costretto un bambino dall'anima candida ad imbracciare una racchetta e a colpire centinaia di palline, e poi l'ha tenuto lontano dalla famiglia e dai compagni di merenda di Las Vegas, segregandolo nella prigione di Bradenton, mascherata dall'etichetta della Nick Bollettieri Academy.

 

Questo ha raccontato la penna del premio Pulitzer, J. R. Moehringer, questo ha ripetuto in decine di interviste con gli occhi acquosi l'ex punk che s' è redento come tennista e come uomo, fino a diventare marito e padre esemplare fra la sorpresa di tutti, fino all'happy end del felice e sorprendente matrimonio col l'ex numero 1 del tennis donne, Steffi Graf, anche lei sopravvissuta a un padre-padrone.

 

cover libro mike agassi

RISCATTO E RIBELLIONI L'ambiente del tennis non ha mai creduto alla versione di Andre. Ha visto un padre estremamente appassionato, forse anche ossessionato come tanti alti papà convinti di essere più credibili di troppi allenatori-avvoltoi, il quale, a costo di inenarrabili sacrifici, ha accompagnato Andre nella parabola da film: dagli inizi difficili, dai weekend passando da un torneo all'altro alla guida di un camper con tutta la famiglia, fino all'estremo riscatto sociale. Lui, povero iraniano emigrato nell'Eldorado USA, respinto come pugile dopo due Olimpiadi con la bandiera dell'Iran, costretto ai lavori più umili, da portiere del Casinò Tropicana sulla favolosa Strip, avrebbe fatto leva sulla famosa racchetta proiettando suo figlio sù sù fino a trasformarlo in un milionario invidiato e corteggiato da tutti.

AGASSI

 

Le reazioni del primo Andre erano le classiche ribellioni di un adolescente scontento, magari per forzare l'espulsione dalla odiatissima scuola? Forse. O forse facevano del suo provocatorio: giocava col viso truccato e le unghie smaltate, si decolorava i capelli, irritava il pubblico, irrideva gli avversari con smorzate e pallonetti, canzonava il cinesino Michael (Chang) chiamandolo mammina, mammina e la scimmia Pete (Sampras) perché portava spesso le braccia penzoloni e tirava sempre fuori la lingua mentre giocava.

 

AGASSI OPEN

Andre odiava smaccatamente il papà cattivo almeno quanto amava la mamma, ma era stato proprio Mike ad allenargli il colpo d'occhio già nella culla, facendogli roteare sulla testa una pallina, lanciandogli dei palloncini sul seggiolone dopo averlo armato con una racchetta da ping pong legata al polso, e modificando poi una macchina lancia palle, il famigerato Drago della sua biografia, per ribattere 2500 palle al giorno, un milione l'anno.

 

mike agassi andre phillip rita

Era stato papà a convincere con la sua insistenza il maestro Bollettieri a concedere una borsa di studio a quel monello di figlio, aprendogli le strade di quell'istruzione che lui non aveva avuto. Certo, era sempre troppo duro ed eccessivo. Anche quando finalmente Andre sfatò il tabù Slam battendo Ivanisevic a Wimbledon nel 1992, lo rimproverò: «Non avevi motivo di perdere quel quarto set».

AGASSI

 

DISCESE E RISALITE Papà, come tanti altri papà, sapeva. E pretendeva molto da quel figlio ribelle che, da bambino prodigio, aveva stupito il mondo ma si era arenato perché senza umiltà, disciplina, continuità e abnegazione del campione. Andre avrebbe imparato a sue spese. Dopo essere transitato per gli sconvolgenti su e giù umani e tennistici della sua esistenza, scadendo dagli inferi della classifica fino ad assurgere al numero 1, ai trionfi Slam, all'immortalità sportiva, grazie ai duri allenamenti con Brad Gilbert e Gil Reyes.

AGASSI E PADRE

 

Così papà è stato ripudiato e poi riabbracciato da quel figlio così particolare che alternava amori che più estremi non si può, come Brooke Shields e Barbra Streisand, e sperimentava i demoni della droga, sbandierando uno slogan che era diventato un boomerang: L'immagine è tutto. Un feticcio che doveva cadere definitivamente e clamorosamente come il taglio di capelli a zero e la confessione della calvizie nascosta per anni sotto un toupé, come tante altre debolezze. Papà era invece essenziale, diretto. Se n'è andato a 90 anni. Senza un bluff.

agassi becker 1agassi djokovicGRAF AGASSIbollettieri agassiandre agassi doppioandre agassibollettieri agassi 1andre agassi 7bollettieri agassi 3agassi becker 6

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?