barazzutti fognini

“SINNER E BERRETTINI POSSONO VINCERE UNO SLAM. FOGNINI? DOPO LA DOPPIA OPERAZIONE E IL VIRUS DEVE RIPARTIRE DA ZERO MA HA ANCORA TANTO DA DARE” – LE PREVISIONI DI CORRADO BARAZZUTTI CHE DOPO 20 ANNI E’ STATO SOSTITUITO DA VOLANDRI NEL RUOLO DI CAPITANO DELL’ITALIA DI COPPA DAVIS – IL SALUTO DI FOGNINI: "PIÙ DI UN CAPITANO, CORRADO È STATO PER ME UNA GUIDA. CI SIAMO SCONTRATI. MOLTE VOLTE I TUOI ALLENAMENTI MI HANNO FATTO VOMITARE MA…” – VIDEO

 

 

Dal profilo Instagram di Fabio Fognini

 

Ciao amici,

oggi vorrei salutare e ringraziare una persona che è stata per me più di un coach, più di un capitano di Coppa Davis.

barazzutti fognini

Corrado è stato per me una guida, e lo è stato per tutta la mia carriera.

GRAZIE CAPITANO @corradobarazzutti_official per tutto ciò che mi hai insegnato,dall’essere me stesso al non arrendermi mai...mi hai guidato e con te ho capito quanto sia importante sputare sangue per questa fantastica bandiera!!!

 

Abbiamo scambiato opinioni, ci siamo scontrati, abbiamo riso e gioito, molte volte i tuoi allenamenti mi hanno fatto vomitare, ma la tua passione per questo sport mi ha fatto capire quanto lo ami e quanto sia importante per te stare sul campo da tennis.

 

Puntualmente quando decidevi di farmi scendere in campo, non mi sono mai tirato indietro. Per quella maglia ho sempre dato tutto me stesso, non importava vittoria o sconfitta, era il fuoco che avevo dentro che mi faceva lottare come un leone, e tu eri lì con me.

barazzutti fognini

In questo momento le nostre strade si separano, ma è solo un arrivederci. Con la speranza di avere ancora l’opportunità di difendere i colori più belli del mondo e di lottare insieme ai miei compagni, ti auguro tutto il meglio!!!

Un grande abbraccio

Fogna

 

BARAZZUTTI

Da ubitennis.com

 

Quasi beffardamente, l’ultima – entusiastica – intervista da capitano di Coppa Davis di Corrado Barazzutti è arrivata poche ore prima della sua sostituzione: nella serata di sabato, infatti, l’incarico è stato affidato a Filippo Volandri. Restano comunque le sue parole al miele nei confronti dei due principali alfieri della squadra azzurra che a novembre tenterà l’assalto alla Coppa Davis a Madrid: Berrettini e Sinner.

 

 

 

barazzutti

Dopo aver passato anni aggrappato agli ottimi ma non eccellenti risultati di Andreas Seppi e alla discontinuità di Fabio Fognini, che però con i colori azzurri ha sempre dato il 100%, oggi il team italiano di Coppa Davis può contare su un gruppo di tennisti molto numeroso e di grande prospettiva.

 

Al momento sono infatti ben otto gli italiani all’interno della Top 100, la metà dei quali sono dentro i primi 50. La truppa è guidata da Matteo Berrettini, n.10 del mondo, che a 24 anni può già vantare una semifinale Slam, proprio agli US Open, eguagliando il risultato dello stesso Barazzutti nel 1977. Anche se l’attenzione di media e pubblico si concentra ancora di più sul classe 2001 Jannik Sinner, considerato da molti un predestinato in grado di raggiungere il gotha del tennis mondiale.

 

barazzutti fognini

Insomma, un momento d’oro quello del tennis maschile azzurro, per la gioia di Barazzutti. E non c’è ragione per pensare che non prosegua anche nel 2021. Anzi che diventi ancora più brillante. C’è un però. “Ogni previsione è per forza legata a ciò che succederà con il calendario. Si viene da una stagione in cui si è giocato poco, tanti protagonisti hanno faticato a trovare il ritmo o addirittura non ci sono mai riusciti. È evidente che se la situazione non si normalizza, i valori potrebbero cambiare.

 

Lo vedremo già in Australia, dove tra quarantene, isolamento e allenamenti obbligati bisognerà essere forti soprattutto di testa”, premette il nostro Capitano di Davis alla Gazzetta dello Sport. In effetti, a rigor di logica, questa situazione caotica aggiunge un pizzico di imprevedibilità alla situazione. Poi se si va a vedere quello che è successo nel 2020 si scopre che Nadal ha vinto per la 13esima volta il Roland Garros e che, una volta uscito di scena Djokovic, è stato Thiem, uno dei giocatori in vetta al ranking da anni, a trionfare a Flushing Meadows. Segno che i migliori sono tali anche grazie alla loro testa.

FOGNINI BARAZZUTTI

 

 

 

 

Fatta questa premessa, per l’appunto le prospettive per l’anno appena cominciato sono assolutamente rosee. Dopo un 2020 difficile, passato non sempre in condizioni fisiche ottimali e con il contraccolpo di essere stato sbalzato improvvisamente in Top 10, Berrettini è motivato a farci vedere di nuovo il gioco dominante che ha stupito tutti nell’estate del 2019.

 

sara errani corrado barazzutti

“Matteo ha già fatto il grande salto, ormai è un top player. È importante che finalmente abbia potuto svolgere la preparazione senza intoppi fisici, lui è uno di quelli che ha bisogno di giocare per trovare la condizione e la fiducia in sé stesso, quindi spero che il calendario gli dia una mano. E poi è relativamente “nuovo” per il vertice, significa che ha ancora margini di miglioramento”, spiega l’ex n.7 al mondo.

 

Se il 2021 di Berrettini potrebbe essere di riassestamento, quello di Fognini, dopo un anno passato ai box tra operazioni alle caviglie e successiva riabilitazione, sarà un nuovo inizio, tra gli inevitabili dubbi e incertezze legate agli anni che passano e la voglia di dimostrare di poter dire ancora la propria sul tour. “In pratica Fabio deve ripartire da zero, la doppia operazione non è stata una passeggiata e poi, quando stava mettendo finalmente insieme qualche partita, ha preso il virus. Fino a ottobre si è allenato con me, vedevo che mordeva il freno e soffriva perché il dolore non era ancora scomparso. Intanto, deve ritrovare la piena salute e poi considerare che i primi mesi saranno complicati: ma sono sicuro che lo rivedremo ai suoi livelli sulla terra battuta. Ha ancora tanto da dare”, ha detto ottimista Barazzutti, che lo conosce come pochi, essendo stato anche suo coach per diversi anni.

jannik sinner 1

 

Bisogna poi parlare di Sinner. Perché ne parlano tutti. Perché l’anno scorso al Roland Garros, per più di un set, ha fatto partita pari contro sua maestà Rafa Nadal. E in quel match ha destato talmente una bella impressione che lo stesso fenomeno di Manacor l’ha scelto come suo compagno per la preparazione degli Australian Open, portandoselo dietro ad Adelaide.

 

“Intanto per lui sarà un’esperienza straordinaria da cui potrà solo imparare. L’anno scorso Jannik doveva gestire la pressione di una nuova dimensione da giocatore, adesso gli si chiedono risultati immediati. Ci saranno alti e bassi, ovviamente, ma ha le spalle larghe. Soprattutto, è molto consapevole dei suoi mezzi, però non è presuntuoso: questo significa che è disposto ad ascoltare e a lavorare per crescere e migliorare”, ha commentato Barazzutti.

 

jannik sinner

Con una serie di talenti di questo tipo, sognare in grande è un dovere. E il sogno più grande per il tennis italiano è quello di un secondo titolo Slam, dopo quello conquistato da Adriano Panatta nel 1976 agli Open di Francia. Missione possibile? “Ne sono convinto”, dice il capitano di Davis. “Berrettini ha già giocato una semifinale agli Us Open, che è lo Slam più competitivo, Sinner ha fatto quarti a Parigi mettendo in difficoltà Nadal per due set. Certo, in uno Slam conta anche la capacità di gestire le due settimane e serve un po’ di fortuna nei sorteggi, ma entrambi sono da corsa. E poi comunque il tempo è dalla loro parte: prima o poi i fenomeni della generazione dorata molleranno la presa. E loro saranno lì per approfittarne”.

 

Ma ci saranno anche altri giocatori in grado di far esaltare i tifosi italiani. Il movimento per l’appunto è molto profondo e ricco di risorse, tra tennisti solidi in grado di mettere in difficoltà tutti e talenti da ritrovare. “Sonego sarà testa di serie in Australia ed ha ancora ampi margini di miglioramento, Travaglia, Mager e Caruso sono seri e giocano bene.

sinner

 

Ma se dovessi scommettere un euro, lo punterei su Cecchinato: è di nuovo tonico, anche di testa, sulla terra battuta tornerà ad essere uno dei migliori del mondo perché una semifinale a Parigi non si dimentica in tre anni”, spiega Barazzutti. Come dimenticare che poi, poco al di fuori della Top 20, c’è un certo Lorenzo Musetti, tennista dalle doti straordinarie, che quest’anno compirà solo 19 anni?

 

matteo berrettini

Anche grazie ai risultati sempre migliori dei nostri tennisti, l’Italia sta assumendo un ruolo di primo piano nel panorama del tennis internazionale. La dimostrazione arriva dal fatto che le ATP Finals si giocheranno a Torino. Il capoluogo piemontese però potrebbe raddoppiare, diventando una delle città in cui si giocherà la nuova Coppa Davis in stile mondiale, inaugurata nel 2019 e saltata causa Covid nel 2020.

 

“Gli organizzatori del nuovo format mi hanno chiesto un parere, ed io ho risposto che portare la Davis in tre città fa recuperare un po’ dello spirito originario, sperando che possa esserci il pubblico. Sarà una grande emozione, ma anche una grande responsabilità. Abbiamo una squadra molto forte e compatta, partecipare non sarà l’unica cosa che conta”. Insomma, al bando ogni decoubertinismo. Ora l’Italia del tennis gioca per vincere.

parra e barazzuttiITALIA GRAN BRETAGNA BARAZZUTTI

 

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